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Quando l’Italia correva veloce: motociclette italiane in mostra a New York

di Alexo Wandael (testo e foto)

Si parte: destinazione 1970. La Stuart Parr Collection mette in mostra i gioielli dell’ingegneria motociclistica italiana: a New York apre Art of the Italian Two Wheel

Sabato 18 Aprile, un giorno prima dell’avvincente MOTOGP di Argentina dove la ha trionfato la leggenda italiana Valentino “the Doc” Rossi e  la Ducati di Dovizioso si è aggiudicata il secondo posto, a New York ha aperto la mostra Art of the Italian Two Wheel, che espone la collezione di Stuart Parr in un spazio tanto enorme quanto spartano, su 285 Madison Avenue a Manhattan.

Casco ben allacciato e luci accese anche di giorno… Si parte: la destinazione di questa “moto” del tempo è il 1970. La Stuart Collection dà il benvenuto con alcuni gioielli dell’ingegneria motociclistica italiana del tempo come la MV Agusta 4 cilindri che fece guadagnare alla famosa casa lombarda 13 campionati del mondo per costruttori e 91 GP. Al tempo la differenza tra la moto da corsa e la moto che si poteva acquistare era talmente minima che il prezzo era comunque proibitivo e la motocicletta era considerata un bene di lusso. Accompagnano le Agusta alcune bellissime Ducati Desmo, pioniere di quello che sarebbe diventato un marchio conosciuto in tutto il mondo, dopo la vittoria nel 1972 della prestigiosa gara di 200 miglia a Imola che lanciò sul mercato la famosa 750 Super Sport “Imola Replica”.

Anche Laverda, Benelli, Motobi e Magni sono presenti in rappresentanza di ciò che negli anni '70 rappresentava l’Italia e l’industria italiana della motocicletta: moto costruite a mano in numeri limitatissimi che le rendevano quasi uniche e dove la cromatura e la verniciatura erano dettagli secondari, la funzione regnante era quella di correre e correre veloce. Correre più veloce del tempo e correre nel tempo fino ad oggi, fino a New York.

La mostra iniziata il 18 Aprile sarà aperta per 3 mesi e pare che Stuart Parr abbia già avuto richieste per portare l'esposizione a Detroit, a Los Angeles, in Polonia, Giappone e Italia.

 

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