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Jim Shaw a New York con la sua visionaria idea della vita

di Giulia Catani (testo e foto)

The End is Here è la prima mostra personale dell'artista americano Jim Shaw, in corso al New Museum di New York; è la prima volta che le sue opere vengono riunite in un unico percorso espositivo, che evoca la fede, la follia, il materialismo e la guerra

Negli ultimi trent'anni, Jim Shaw, ha raggiunto un certo livello di notorietà, grazie ai suoi numerosi dipinti, sculture, fumetti e disegni: i suoi lavori sono considerati influenti e riflettono un'idea visionaria, quasi asssurda, della vita politica e sociale che da sempre ha circondato l'artista.

Nato nel 1952 a Midland, nel Michigan, Shaw si è poi trasferito a Los Angeles agli inizi degli anni '70, dove ha vissuto per quasi trent'anni. Ha ricevuto un BFA presso l'Università del Michigan nel 1974 e un MFA presso il California Institute of the Arts nel 1978, e tenuto importanti mostre personali in giro per il mondo (al Casino-Luxembourg Forum d’Art Contemporain, nel 1999, al P.S.1 Contemporary Art Center di Long Island City, nel 2007, al Musée d’Art Contemporain di Bordeaux, nel 2010, a Gateshead in Inghilterra, nel 2012, presso il BALTIC Centre for Contemporary Art, al Los Angeles County Museum of Art, sempre nel 2012, a Parigi, nel 2014, presso lo Chalet Society).

Le sue storie e il suo modo di rappresentare le proprie ideologie sono in forte connessione tra la sua psiche e le sue emozioni spirituali. La sua opera si ispira alla sua infanzia nella periferia del Michigan, alla sua esperienza nella città d'adozione di Los Angeles, e al ventre oscuro e tentacolare americano nel suo complesso.

La mostra The End is Here, al New Museum di New York fino al 10 gennaio 2016 (Massimiliano Gioni, Artistic Director, Gary Carrion-Murayari, Kraus Family Curator, insieme a Margot Norton, Associate Curator), presenta alcuni dei progetti più iconici di Shaw, tra cui alcune selezioni dalla sua serie Dream Drawings (1992-1999), Dream Objects (1994-oggi), My Mirage (1985-1991) e Labyrinth: I Dream I was taller then Jonathan Borofsky (2009), un'installazione su larga scala, intensa di sculture e dipinti teatrali. È la prima volta che queste opere e queste serie, che spaziano tra il ritratto, la pittura e l'astrazione, vengono riunite in un unico percorso espositivo. Presente anche una parte della collezione di dipinti, originariamente esposti a New York nel 1991, così come la sua collezione basata su materiale religioso e pedagogico. Sotto il titolo The Hidden World, infatti, viene esposto anche un variegato assortimento di opuscoli, manifesti, striscioni, e altre esortazioni spirituali. Tutte collezioni che dimostrano la visione unica di Shaw nelle storie spirituali ed estetiche d'America e un processo artistico sempre basato su una ricerca storica approfondita, sull'esplorazione della propria esperienza personale, sul suo subconscio, e sulla creazione di storie e personaggi fittizi: una combinazione che si traduce in una potente evocazione della fede in generale, della follia, del materialismo e della guerra.

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