Cerca

HomepageHomepage

Vittoria, un dirigente di banca si prende la casa pignorata di un cittadino indebitato che non può pagare…

di La VOCE Sicilia NY

La denuncia è dell’ex parlamentare Francesco Aiello, oggi consigliere comunale a Vittoria. Che pone la questione etica: è giusto che un dirigente di banca, che conosce i dati sensibili dei cittadini, partecipi a un’asta giudiziaria per accaparrarsi le case pignorate?

Il dirigente di una banca partecipa ad un’asta giudiziaria e si aggiudica un immobile di una persona indebitata. Tutto normale? Non ne sembra molto convinto Francesco ‘Ciccio’ Aiello, figura storica della sinistra ragusana. Aiello, un passato nel vecchio Pci da deputato del Parlamento siciliano, già assessore regionale, più volte sindaco di Vittoria, la città iblea nota per le serre, denuncia con forza un ruolo esercitato dal dirigente di una banca. E lo fa da consigliere comunale di Vittoria, la sua città, nel corso di un comizio.

“Abbiamo denunciato – dice – l’ennesimo inquietante episodio che si verifica in questa nostra città. Una città produttiva fondata sul lavoro, abituata a essere emarginata per fenomeni criminali che si sono verificati e si verificano, che sono stati e sono, ancora oggi, con forza contrastati dalla stragrande maggioranza dei cittadini onesti, che sono l’equivalente di oltre il 90% della popolazione. Ma ciò che in questo momento ci preoccupa fortemente e attira la nostra attenzione, è un fenomeno altrettanto grave, forse addirittura più grave, che purtroppo fatica ad emergere, in quanto tutelato dall’ambiente che lo  circonda e lo  protegge, sottovalutandone i gravissimi risvolti sociali”.

“Ci risulta che in uno dei colossi del credito italiano ed europeo, la Banca Unicredito – precisa Aiello – si siano verificati e si stiano verificando  episodi che non lasciano spazio a equivoci. Un altro responsabile di agenzia avrebbe partecipato a un’asta giudiziaria, acquisendo un immobile, attualmente abitato da un disabile e dalla propria madre. Un fatto che di per sé non necessita di ulteriori commenti perché, nonostante possa risultare legittimo dal punto di vista legale, contiene forti e rilevanti contraddizioni dal punto di vista etico”.

“Com’è noto infatti – osserva sempre Aiello – tutti i direttori di banca hanno accesso ai dati sensibili dei cittadini, quindi sono facilitati per l’accesso alla scheda informatica che contiene tutte le questioni economiche delle famiglie. Poiché ci risulta anche che la banca ha più volte pubblicizzato, anche tramite i media, una sorta di carta etica, vogliamo richiamare, ove non ne fosse a conoscenza,  la sua attenzione su quanto sta accadendo sotto gli occhi di tutti. In verità la questione è già balzata agli onori della cronaca di un desolante gossip. Riteniamo dunque che la cosa sia in qualche modo conosciuta. Stando così le cose come mai non si assumono i provvedimenti necessari,  atti a rinsaldare la fiducia, che è abbastanza traballante, tra istituzione bancaria e cittadini consumatori? O qualcuno pensa che si possono consentire ai propri rappresentanti  operazioni  di tale  bassissimo profilo?”

“Forse che in questo assordante silenzio – prosegue l’ex parlamentare – qualcuno pensa di potere andare avanti come un buldozer, senza curarsi dei sentimenti e delle aspettative della famiglia coinvolta, che abita in quella casa, ora venduta all’asta per una manciata di euro? Possibile che nessuno scrupolo venga a scuotere il soggetto in questione? Ma come si potrà non ricordare che in questa città un onesto lavoratore, il signor Guarascio, si è arso vivo per difendere la sua casa?”.

Aiello fa riferimento a Giovanni Guarascio, un disoccupato di 64 anni che, nel maggio del 2013, si è ucciso cospargendosi di benzina e dandosi fuoco. Guarascio era un muratore rimasto disoccupato al quale la banca aveva pignorato l’abitazione. La banca vantava un credito di 10 mila euro con il muratore che, essendo rimasto disoccupato, non riusciva a pagare le rate del proprio debito. Un caso che ha fatto scalpore. Una vicenda per molti versi paradigmatica, in una Sicilia dove, al di là delle bugie raccontate dai politici che parlano di “ripresa economica”, non solo non si intravede nemmeno l’ombra della “ripresa economica”, ma migliaia di piccoli imprenditori sono indebitati con il sistema bancario e, causa la crisi – che non è affatto finita – non riescono a pagare i debiti proprio perché l’economia è bloccata.

Il fenomeno riguarda tutta la Sicilia, ma è particolarmente diffuso nella parte orientale dell’Isola, soprattutto nelle province di Siracusa e Ragusa. Proprio per questo la denuncia di Aiello colpisce nel segno. E pone il problema delle banche, che spesso vantano crediti dai cittadini e che, come nel caso denunciato dall’ex sindaco di Vittoria, partecipano con propri dirigenti alle aste giudiziarie per acquisire beni immobili a prezzi stracciati.   

“Noi non vogliamo che accada ancora l’irreparabile – conclude Aiello -. Ed è per questo che abbiamo voluto sposare questa causa, per evitare che possano accadere  tragedie, che si possono ancora evitare”.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter