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Erice: un incendio durato due giorni distrugge boschi e macchia mediterranea

di La VOCE Sicilia NY

Il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, attacca frontalmente il presidente della Regione, Rosario Crocetta: “Non è in grado di governare la Sicilia”. I boschi che hanno preso fuoco insistono su terreni del demanio regionale dove non sono stati effettuate le opere di prevenzione degli incendi 

Per due giorni un vasto incendio ha colpito Erice. I danni per i boschi e, in generale, per la macchia mediterranea che circondano la cittadina medievale della provincia di Trapani sono stati ingenti. Paura e problemi anche per i turisti che ad Erice non mancano mai. Per domare le fiamme sono intervenuti i Canadair (sono gli aerei che operano per lo spegnimento degli incendi) e i Vigili del fuoco.

Sul sito Forestali news il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, attacca frontalmente il presidente della canadairRegione siciliana, Rosario Crocetta, reo, a suo dire, di non aver messo a punto un razionale ed efficiente servizio antincendio (come potete leggere qui). “Crocetta – dice Tranchida – non è in grado di governare la Regione siciliana”. Secondo il primo cittadino di Erice, si tratta, con molta probabilità, di un incendio doloso. La situazione, poi, è stata complicata dal vento di Scirocco che, in questi casi, crea le condizioni per la diffusione delle fiamme. Ed è diventata grave – da qui infatti le accuse al governo della Regione – a causa della mancanza effettuazione delle opere che dovrebbero ridurre, in caso di incendi, la diffusione delle fiamme. (sopra, a destra, un Canadair in azione: foto tratta da il giornaledellaprotezionecivile)

Tranchida, insomma, non risparmia critiche al governo regionale. E annuncia azioni legali contro la Regione siciliana. Questo perché una porzione importante del monte sul quale sorge Erice è di proprietà demaniale. In pratica, se ne dovrebbe occupare l’amministrazione regionale. Il sindaco lamenta l’assenza di tutti gli accorgimenti che dovrebbero essere effettuati già alla fine di aprile per limitare, in caso di incendi, come già accennato, il propagarsi delle fiamme (per esempio, i viali parafuoco).

Ricordiamo che le polemiche sulla gestione dei boschi siciliani, quest’anno, in occasione dell’approvazione del Bilancio regionale 2015 (Bilancio approvato tra la fine di aprile e i primi di maggio) sono state piuttosto vivaci. Il governo e il Parlamento dell’Isola, a causa dei tagli operati dal governo nazionale di Matteo Renzi, hanno dovuto ridurre i fondi per la tutela dei boschi dell’Isola. A fatica, quest’anno, sono stati mantenuti i livelli occupazionali. Ma i servizi reali antincendio – come dimostrano l’incendio di Erice durato quasi due giorni e le polemiche dichiarazioni del sindaco Tranchida – sono stati in parte smantellati. In pratica, per risparmiare si riduce la prevenzione. Con risultati devastanti.

Tra l’altro, non è detto che i risparmi, alla fine, siano reali. Sabato, per esempio, i Canadair hanno sorvolato per tutta la giornata Erice. Per la cronaca, i costi orari di un Canadair sono ingenti. Sarebbe molto più razionale – fanno notare gli esperti – effettuare le opere di prevenzione degli incendi. Cosa, questa, che ridurrebbe – e forse eviterebbe – eviterebbe il costoso ricorso ai Canadair. Anche perché, quando le fiamme colpiscono una vasta area boscata, qualcuno deve comunque intervenire: e a intervenire sono proprio gli aerei antincendio che costano una barca di soldi.

Foto tratta da meteoweb.eu

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