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Calcio, la bufera giudiziaria sul Catania e la piaga delle scommesse

Un altro scandalo colpisce il Calcio italiano. L’inchiesta della magistratura coinvolge il Catania Calcio e anche il suo presidente, Antonio Pulvirenti. Partire truccate - questa l'ipotesi accusatoria - e, sullo sfondo, il Calcio-scommesse

Una tempesta giudiziaria – ‘Treno del gol’, questo il nome dell’inchiesta – scuote il Catania Calcio. Secondo i magistrati, ci sarebbero partite truccate (sembra cinque). In un sistema che coinvolge dirigenti della squadra e giocatori. Con una pioggia di arresti e inquisiti. Con il corollario di chi avrà guadagnato un sacco di soldi con il calcio scommesse, visto che conosceva in anticipo i risultati. Per l’Italia, ovviamente, non è una novità. Anzi, è uno schema che si ripropone, questa volta a partire dalla Sicilia.  

Sulla Gazzetta dello Sport leggiamo una dichiarazione del presidente del Catania Calcio, Antonio Pulvirenti, finito anche lui agli arresti domiciliari: “Sono estraneo alle accuse contestate e certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti". I suoi sentimenti vengono resi noti dal professor Giovanni Grasso, legale del numero uno del club siciliano. "Abbiamo la massima fiducia nella magistratura catanese – ha aggiunto l'avvocato Grasso -. Il presidente è certo di poter dimostrare la sua totale estraneità ai fatti ed intende prendere delle decisioni immediate sul suo ruolo nella società Calcio Catania spa, al fine di potersi difendere con la massima serenità e di salvaguardare gli interessi della società sportiva".
Nel frattempo il Latina è sceso in campo per difendere il proprio tesserato, Matteo Bruscagin. "Con riferimento alle ipotesi accusatorie che vorrebbero il coinvolgimento del calciatore Matteo Bruscagin in vicende di malaffare calcistico allo stato non ancora ben delineate – ha scritto il club nerazzurro in una nota ufficiale – l’Us Latina Calcio, nel riporre la massima fiducia e considerazione nell’operato degli organi inquirenti statali e federali, intende, nel contempo, esprimere la più totale solidarietà e vicinanza nei confronti del proprio tesserato, essendo assolutamente certa della sua estraneità a qualsiasi condotta illecita o antiregolamentare”.
Che possiamo scrivere al riguardo? Una cosa è certa: il gioco del calcio e non solo quello da anni risulta più che inquinato. Se non andiamo molto lontano, nelle nostre ricerche rileviamo che già nella stagione calcistica 1979/80 si verificò uno scandalo di grandi dimensioni. Un'inchiesta coinvolse società di serie A e di serie B.
Avellino, Bologna, Juventus, Lazio, Milan, Perugia e Pescara in Serie A, Genoa, Lecce, Palermo, Pistoiese e Taranto in Serie B. Alcune squadre assieme ai propri dirigenti e giocatori subirono condanna anche gravi mentre altre vennero fuori indenni.

Successivamente ricordiamo il caso eclatante Moggi e della sua Juventus del 2006 che provocò la retrocessione della Grande Juve. E ancora nei giorni scorsi si è amplificato lo scandalo internazionale della FIFA che ha provocato le dimissioni del presidente Blatter.
Scandali su scandali che non tendono a ridimensionarsi e anzi si acuiscono sempre più. Il Dio denaro induce in tentazioni tante persone che non sanno resistere. Il caso eclatante di queste ore che vede ammanettati o quasi tanti personaggi del Calcio ne è una conferma.

Non intendiamo condannare prima che lo fanno i giudici nessuno e anzi speriamo che ciò si stato causato da errori da parte degli investigatori. La cosa che più ci sconcerta è il fatto che in un ambiente che si chiama sportivo circola molto denaro. Compravendita di giocatori per decine e decine di milioni di euro. Calciatori con premi milionari, scommesse legali e illegali. Fiumi e fiumi di banconote che girano alla faccia di tante persone che soffrono la fame è che non sono nelle condizioni di mettere qualcosa dentro la pentola.

Lo ribadiamo: l’inchiesta farà il suo corso. Tuttavia una considerazione ci sembra quasi ovvia. E riguarda il Calcio-scommesse. In una realtà in cui è possibile scommettere legalmente sulle partite di calcio a quote fisse, conoscere in anticipo il risultato di una o più partite significa, di fatto, guadagnare una barca di soldi senza alcun problema. Sia giocando di ‘punta’ (e quindi scommettendo), sia giocando di ‘banco’ (accettando scommesse anche illegali). Questo – a parte i salvataggi delle squadre di Calcio – è il vero punto dolente di questa storia. Conoscendo in anticipo il risultato di una sola partita (possibilmente anche il numero dei gol), si possono guadagnare un sacco di soldi. E questa – soprattutto in un momento di crisi – è una tentazione troppo forte.  

Occorre invertire la rotta e ridare al calcio e tutti gli sport la nobiltà che avevano in anni lontani. Ogni persona onesta e per bene imiti l'attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e cominci a dare l'esempio facendo sacrifici e stringendo la propria cintura.

Due deputati del Parlamento siciliano eletti nella provincia di Catania intervengono sull’inchiesta giudiziaria. Sono Marco Falcone, di Forza Italia e Nino D’Asero del Nuovo centrodestra democratico.  “Quello che è accaduto nel Calcio catanese impone una seria riflessione su una realtà che dovrebbe essere esempio valoriale per i giovani e non solo e invece, purtroppo, manifesta inquietanti zone d’ombra. Confidando nella celere azione della Magistratura che, siamo certi, farà chiarezza, facciamo assegnamento nelle forze sane della città affinché abbiano una funzione di responsabilità nel riportare il calcio catanese all’interno di un percorso virtuoso di crescita sociale”.
Foto tratta da urbanpost.it

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