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Palermo, lo sfogo del titolare di un pub, Giovanni D’Alia: “La mafia del pizzo più seria del Comune”

di La VOCE Sicilia NY

La provocazione del titolare del pub Antiruggine di Palermo, Giovanni D'Alia: “Almeno la mafia ti chiede il pizzo una volta e ti lascia in pace”. Il Comune di Palermo, oltre a “cambiare continuamente le regole a favore suo”, gli ha chiuso il locale per 5 giorni. Gli impegni disattesi del sindaco Orlando e dell’assessore Giovanna Marano 

Lo schema è sempre il solito: l’Unione Europea impone all’Italia gli incredibili tagli del Fiscal Compact. Il governo Renzi, lungi dall’imitare Tsipras, si piega. E, per recuperare i soldi che ha portato a Bruxelles, impone tagli alle Regioni e ai Comuni (le Province, ormai, non ci sono più: il governo Renzi e il Parlamento eletto con il Porcellum le hanno già ‘digerito’). Regioni e Comuni, a propria volta, tolgono risorse ai cittadini. Nel lavoro di ‘ripulitura’ delle tasche dei cittadini il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, sembra non avere avversari. Solo che, tra gli abitanti del capoluogo dell’Isola, da qualche tempo, monta la protesta. Come quella, clamorosa, andata in scena ieri. Con il titolare di un locale della città che, stanco delle multe disposte dal Comune di Palermo – che ormai per fare ‘cassa’ se le inventa tutte – su facebook si è sfogato senza peli sulla lingua. Dicendo, a chiare lettere, che "la mafia del ‘pizzo’ è molto più seria dell’amministrazione comunale: ti chiede i soldi una volta e ti lascia in pace". Mentre il Comune…

Eh sì, è proprio amaro e duro, lo sfogo di Giovanni D’Alia, titolare di Antiruggine club, un locale della città, a suo dire, preso di mira dal Comune di Palermo.

“W la mafia! – scrive il titolare di Antiruggine -. Sì, W la mafia”, perché “è più coerente, non porta una divisa, non entra nella tua vita con la presunzione di colpevolezza, non si traveste da tutore dell’ordine, non ti prende per il c… con regole finte che cambia sempre a favore suo”.

Lo sfogo sulla rete è arrivato dopo che il Comune gli ha notificato la chiusura per 5 giorni della sua attività per motivi che considera non legittimi. Da qui il provocatorio appello alla mafia.

“E quella la mafia, non puoi sbagliare – scrive sempre D’Alia – è affidabile, precisa. Puntuale. Prova a chiamare la Polizia per tutelare i tuoi diritti, o ancora peggio la Polizia municipale e ti troverai davanti un mondo al contrario di ciò che ti avevano promesso. Almeno con la mafia, patti chiari amicizia lunga”.

“Scusate lo sfogo – dice ancora il titolare del pub Antiruggine – ma oggi veramente ho toccato il fondo. La Polizia municipale – racconta – tra dicembre 2014 e giugno 2015 ha notificato due verbali al locale. Il primo dichiaratamente su richiesta dei condomini della piazzetta. Per il secondo verbale, non sapendo cosa contestarmi, uno dei 4 dell’apocalisse (riferimento probabilmente ad uno dei 4 agenti), è uscito fuori e ha misurato lo spazio avuto con regolare concessione, contando a passi, sì avete capito bene, a passi”.

“Sapete – spiega D’Alia, non senza una punta d’ironia – come quando volete dare una misurata grossolana e contate un passo uguale ad un metro. Il suddetto tutore della legge ha misurato così lo spazio che ho avuto in concessione”.

Il titolare del locale racconta di aver avuto in concessione lo spazio presentando  “regolare piantina in scala, foto, disegni di tavoli e sedie, etc…. , due pesi e due misure”.

“In aggiunta a questa (aggettivo omesso) dimostrazione di forza – perché lui è un vigile e io chi m… sono? – oggi (ieri per chi legge ndr) mi hanno comunicato la chiusura per 5 giorni da venerdì prossimo a mercoledì”.

Il titolare del pub denuncia il sistema dei controlli, “con le regole che  ambiano di continuo, senza certezze”. Quindi l’attacco al sindaco Orlando e all’assessore comunale, Giovanna Marano: “Ringrazio il sindaco Orlando e l’assessore Marano, che avevano dichiarato che con le nuove regole sulla movida era vietata l’amplificazione all’esterno, era vietato dare vetro da mezzanotte in poi. Però, di contro, avrebbero cassato questa norma che imponeva la chiusura di 5 giorni dopo la seconda multa nell’anno solare.
Ma i politici lo sappiamo come sono: e vabbé per 5 giorni, ma sì andiamocene tutti al mare”.

“Io al mare ci vado di sicuro – prosegue i titolare di Antiruggine – e che si fot… tutti in questa città di m… governata di m… e controllata di m… Mi dispiace per le persone che lavorano con me, rimarranno a casa e dovranno raccontare ai propri figli che hanno perso il lavoro. W la mafia!”. La chiusura del post è al vetriolo: “A tutti i mafiosi in ascolto – dice il titolare del pub -: sono disposto a pagare il pizzo, purché ci siano regole forti e chiare, conto su di voi e sulla vostra serietà”.

Foto tratta da ilsecoloxix.it

 

 

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