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Il dramma dei barconi nel Mediterraneo: finalmente l’Unione europea batte un colpo

C’è voluta l’iniziativa di Avaz e del Mondo in azione-Volontari per un rifugio sicuro per smuovere l’Unione Europea. Il quadro non è ancora chiaro. Ma lo schema dell’immobilismo sembra finalmente superato

Ci volevano qualche migliaio di morti affogati nel Mediterraneo, ripetuti appelli di Papa Francesco all'accoglienza e una forte iniziativa dell'Avaaz per convincere la Commissione europea a darsi una mossa per razionalizzare il fenomeno della migrazione sui barconi della morte. La novità che ha determinato la svolta – oltre i pressanti appelli che sono venuti, e continuano a venire, dal Vaticano – è stata l'organizzazione del Mondo in azione-Volontari per un rifugio sicuro

Andiamo con ordine. Intanto, l'Agenda sulla Migrazione predisposta dalla Commissione europea riguarda il modo con il quale i Paesi europei saranno chiamati a dare il loro contributo di solidarietà per le operazioni di soccorso, trasferimenti e accoglienza dei rifugiati. Iniziativa che per realizzarsi dovrà superare non poche difficoltà specie in quei Paesi europei che hanno un retaggio culturale di tipo coloniale e sono i più restii a riconoscere parità di diritti a chi, in conseguenza delle malefatte operate dai Paesi cosiddetti occidentali (sfruttamento e rapina delle ricchezze del Continente africano e dello scacchiere del Medio Oriente) non ne vogliono sapere di accogliere i migranti, che provengono da quei luoghi disastrati dal colonialismo europeo.

Si badi: sfruttamento e rapine che non si sono concluse con la fine del colonialismo, ma continuano ancoraUnione europea oggi, com'è dimostrato dallo sfruttamento dei giacimenti petroliferi, del metano, dei diamanti e via continuando. Per questi Paesi – che in definitiva sono il Regno Unito, la Spagna e la Francia – questa gente va trattata alla stregua degli schiavi, senza diritti e senza futuro, come dimostrano i respingimenti della Gendarnerie francese al confine di Ventimiglia con l'Italia, o il trattamento che i migranti ricevono nel tentativo di attraversare l'eurotunnel che passa sotto il Canale della Manica e collega con l'Eurostar la Francia e il Regno Unito.

Nel nostro Paese questi ritardi culturali s'incontrano ancora nei territori del Lombardo-Veneto, che furono parte dell'imperialismo austroungarico, vedi Lega Nord. Non è un caso che in quelle aree, la Stiria ed il Veneto, la destra incolta la fa da padrona sull'opinione pubblica locale.

Oggi la novità è rappresentata dall'Associazione Avaaz, la quale attraverso il suo sito online Avaaz.org il mondo in movimento-volontari per un rifugio futuro, oltre ad elencare le iniziative da loro intraprese per dare ospitalità ai migranti, reclutano volontari per la loro missione. Per capire meglio la portata della loro iniziativa riportiamo sinteticamente alcune delle loro realizzazioni che esprimono la portata del loro impegno.

Intanto, hanno raccolto e donato mezzo milione di dollari per finanziare l'operazione di soccorso più efficace di tutto il Mediterraneo: il Moas, cioè Migrant offshore aid station, che solo quest'anno ha salvato ben 7000 vite umane. Inoltre hanno sostenuto organizzazioni locali che si occupano di bambini rifugiati non accompagnati, che rischiano di cadere vittime dei trafficanti.

L'organizzazione di Avaaz ha mandato aiuti umanitari nelle isole greche più remote per sostenere le famiglie siriane che quotidianamente approdano nelle loro coste. A questi profughi hanno offerto riparo e cure mediche. Inoltre, è stato lanciato l'appello per una Rete Europea di Volontari per i rifugiati alla quale hanno risposto oltre 1600 avaanziani per partecipare a programmi di assistenza in tutta Europa. In Italia, in Grecia e a Malta i volontari Avaaz aiutano le famiglie ad integrarsi nelle rispettive realtà sociali. In Francia e in Germania i Volontari per un rifugio sicuro ospitano nelle loro case i rifugiati e nel Regno Unito stanno aiutando i siriani ad integrarsi..

Il fatto politico più rilevante è stato la consegna di una petizione sottoscritta da 450 mila firme di avaanziani di tutta Europa ai capi di Stato europei ed al Commissario europeo per la migrazione, il greco Dimitris Avramoupolos. La petizione contiene richiesta di provvedimenti urgenti da adottare per regolamentare la materia in tutta l'Europa comunitaria. Anche da qui nasce il Piano europeo sulla migrazione che la Commissione, prima, ed il Parlamento, europeo poi, dovranno discutere ed approvare. Da sottolineare che il presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean Claude Juncker, ha scritto una lettera all'associazione ringraziandola per la “splendida iniziativa”.

Va rilevato con piacere – ed, in prospettiva, con interesse – che le iniziative dell'associazione di volontariato Avaaz non si fermano alle questioni riguardanti l'ospitalità ai migranti, ma variano su diversi campi d'interesse generale. Prima di concludere accenniamo a due o tre di queste meritevoli a nostro parere di notazione.

La prima riguarda una lettera inviata a firma di cinque economisti di livello mondiale, tra i quali si notano Thomas Piketty e Jeffrey Sachs. La lettera ha provocato un caso mediatico in Germania, tanto che il ministro delle Finanze, Wolfang Schauble, ha dato incarico ad un economista tedesco della sua stessa corrente di pensiero di confutare puntualmente le osservazioni contenute in essa. Ma la di là delle schermaglie mediatiche, se la Germania non cambierà registro e politica l'Europa che i popoli europei vogliono non si realizzerà mai.

La seconda riguarda l’impresa italiana dell'abbigliamento Benetton nei confronti della quale sono state esercitate pesanti pressioni pubbliche affinché l'azienda si convincesse che era doveroso risarcire le famiglie delle vittime causate dal crollo di un loro stabilimento industriale: quello di Rana Plaza, in Bangladesh. Non solo questo risarcimento è avvenuto, addirittura il rappresentante dell'azienda veneta ha scritto una lettera di ringraziamento all'Associazione per “il ruolo importante e positivo” svolto nella circostanza.

Terza questione, l'associazione Avaaz, attraverso le sue articolazioni territoriali ha raccolto 2,4 milioni di euro da destinare ai parenti delle vittime del terremoto in Nepal.

L'iniziativa di questa organizzazione di volontari europei ci è parsa di grande interesse per il fatto che i suoi volontari non difendono interessi minimi e particolari, ma si adoperano in operazioni di largo spettro e perciò stesso delle tematiche complessive per le quali è nata l'Europa comunitaria. Il nostro impegno è di seguirne l'evoluzione e la realizzazione dei loro progetti futuri.

 

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