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La macchina del popolo che voleva comandare

di Elisabetta De Dominis

Lo scandalo Volkswagen ha intaccato la crebilità dei tedeschi, che non hanno mai smesso di sentirsi superiori. Intanto Papa Francesco scorazza in America con una Fiat 500 per la gioia di Marchionne. Due marchi  che hanno poco in comune tranne gli appoggi dei propri gorverni. Con la differenza che la Volkswagen pagava il governo per ottenere leggi ad hoc, mentre la Fiat, cioè gli Agnelli, si faceva pagare per non mandare a casa gli operai

Cavalieri senza macchia e senza paura, i tedeschi. Finora. Disarcionati dall’auto del popolo, la Volkswagen. Talmente del popolo che era protetta dal governo. Lo scopriamo ora, in Germania si sapeva da mezzo secolo. Nomen omen, il nome è un presagio, ma chi capisce il tedesco e i tedeschi? Anche la Fiat è sempre stata sostenuta dal governo, si dirà. Certo, con la differenza che la Volkswagen pagava il governo per ottenere leggi ad hoc, mentre la Fiat, cioè gli Agnelli, si faceva pagare per non mandare a casa gli operai (operazione forse più scoperta, benché più squallida). 

Le lussuose auto tedesche, come Audi, BMW e Mercedes, sono uno status symbol in Italia e sembra che i parvenu italiani non abbiano intenzione di rinunciarvi. Forse anche per affinità elettive… Alla fine chi si somiglia si piglia e non si scompiglia per 18 miliardi di dollari di sanzioni a una fabbrica che produce anche le mitiche Porsche. 

Intanto in Europa sta crollando il mito della Germania la cui paladina Angela, come l’eroe Sigfrido, ha voluto infilarsi l’anello del potere e impossessarsi del tesoro dei nibelunghi/europei. Gli spiriti dei re nibelunghi avevano avvisato Sigfrido di lasciare il tesoro sottoterra dov’era custodito, ma l’eroe tedesco, credendosi invincibile dopo aver ucciso il drago, non aveva ascoltato quelle che erano le voci della sua coscienza. L’angelica Merkel ha fatto altrettanto e chi di arma ferisce di arma perisce. Gli altri europei le saranno apparsi pure dei nani come i nibelunghi, ma non si è accorta che di nani ne aveva anche a casa propria. Il complesso di superiorità dei tedeschi li ha sempre fatti finir male. Come i musulmani, che si stanno massacrando tra loro. E se non è l’Isis, l’occasione è la festa del sacrificio per inveire contro il maligno alla Mecca. Chiamasi: carenza di cultura. Speriamo implodano, come è sempre successo nella loro storia combattendosi tra loro.

E visto che l’argomento migranti mi sta a cuore essendo essi già nel mio Paese, nella mia aritmetica stentata vorrei ricordare che siamo 7 miliardi e mezzo nel mondo di cui solo 1 miliardo e mezzo in condizioni di benessere e si prevede 1 miliardo di richiedenti asilo in Europa nei prossimi 15 anni. Vorrei capire come si pensa di integrarli? Io suggerisco: diritto, cultura e religione occidentali. E visto che gli stiamo pure somministrando la Salute gratuita, già che ci siamo diamogli anche la pillola anticoncezionale, tanto per arginarli un pochino e risparmiare qualcosa. 

La situazione automobilistica ora è questa: Berlusconi continua a infilarsi nella sua auto tedesca, nonostante non si infilerebbe nel letto della cancelliera, mentre papa Francesco sfreccia in 500 per l’America. Quale pubblicità per Marchionne! In Italia il papa si presentò nella sua vecchia Renault 4, per poi farsi scorrazzare in gip Mercedes e financo in berlina Volkswagen… Mah, in Europa bisogna accontentare un po’ tutti, protestanti compresi. Siamo tutti figli di Dio, anche i musulmani, tanto che papa Francesco ha aperto il Vaticano ai profughi siriani. Ospitando ben due famiglie! Predicare è sempre più facile che fare…

Almeno finché non sarà chiaro chi giuda l’auto e dove ci porta. Renzi un segnale l’ha dato comprandosi un nuovo aereo. 

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