Cerca

HomepageHomepage

Parla il rocker siciliano Peppe Pagano: “Mi piacerebbe cambiare il mondo”

di La VOCE Sicilia NY

Siciliano, originario della Valle del Mela, in provincia di Messina, il musicista oggi vive a Londra. Anche se di recente è stato all’Expo di Milano a ritirare un premio dalle mani di Teddy Reno e Rita Pavone. Con lui facciamo una chiacchierata a trecentosessanta gradi, dalla musica alla Sicilia ("Alla quale resto legatissimo". Passando per la politica   

Un tempo Peppe Pagano sarebbe stato definito un artista “impegnato”. Perché i temi delle sua canzoni, spesso, scandagliano il ‘sociale’. Basti pensare al recente singolo ‘Gioco tribale’, dove il Rocker (così, oggi, si definiscono i musicisti come lui) affronta un tema molto attuale: il gioco d’azzardo che lo stesso Stato italiano, ipocritamente, foraggia per finanziare se stesso. In Italia – ma non soltanto in Italia – lo Stato è biscazziere per fare ‘cassa’ sulla pelle dei cittadini che cadono in questa rete che i medici definiscono “ludopatia”, vera e propria malattia.

Pappe Pagano è messinese. Per la precisione, è nato dalle parti della Valle del Mela, un angolo di questa provincia martoriato da ogni forma di inquinamento (come potete leggere in questo servizio). Anche su questo tema – che tocca da vicino la sua gente – l’artista ha provato a sensibilizzare i suoi tanti fans. Da qualche tempo Peppe Pagano vive a Londra. “Per motivi di lavoro”, precisa. Anche se nelle scorse settimana è stato in Italia. All’Expo di Milano al festival “Forza canzone italiana nel mondo”. Appuntamenti ideato da Silvia Pagni con gli intramontabili Teddy Reno e Rita Pavone.  

Com’è andata a Milano?

“Bene, molto bene. Ho ricevuto un riconoscimento”.

Ovvero?    

“Un premio radiofonico che mi è stato consegnato dal direttore di Radio e Video Italia solo musica Italiana, Antonio Vandoni”.

Un premio nazionale alla tua carriera o a una canzone specifica?

“A una canzone specifica. Il premio è stato assegnato alla mia canzone ‘Credici Bene’. Un brano che qualche anno fa ruotava su Italia 1”.

Come ha trovato Teddy Reno e Rita Pavone?

“In ottima forma direi, nonostante la loro giovane età, jajajajaja”.

Cantano ancora?

“Sì, Teddy Reno sta portando uno spettacolo con Silvia Pagni e la figlia di Silvia, Elisa. Uno spettacolo chiamato ‘Non ti scordar di me’".

Gli impegni attuali? 

“Sono rientrato a Londra. Ci sono delle novità anche qui per la promozione. Ma non svelo ancora nulla”.

Insomma, lavora a Londra, in Italia o in tutt’e due i Paesi?

“Un po' per scaramanzia e un po' per certezza lavoro a Londra. Ma ovviamente rientro in Italia per fare concerti, promozioni e ospitate quando si presentano le occasioni. Sapete, è difficile trovare la persona saggia e onesta che possa guidarti come impresario”.

E la Sicilia?

“La Sicilia ovviamente rimane sempre nel mio cuore. Conto di tornarci spesso e di fare un qualcosa anche nella mia terra”.

Lei è originario della Valle del Mela, area ad alto rischio ambientale tra raffineria di Milazzo, mostri elettromagnetici e tra un po’ anche inceneritori di rifiuti. Conduce ancora battaglie per difendere la sua gente?

“L’ho fatto. Il problema dell’inquinamento, purtroppo, rimane. Anzi, peggiora”.  

Però lì c'è chi lotta: i comitati cittadini, un sacerdote…

“Lo so. E mi fa piacere. Ma c’è anche la malapolitica nazionale e regionale”.

Qualche anno fa abbiamo scoperto che gli elettrodotti a due passi dalle abitazioni li hannono avallati i politici locali.

“So anche questo. Ma non voglio entrare nel merito di questa storia. Quello che posso dire è che, nel passato, ci sono state manchevolezze anche da parte della gente che vive lì”.  

Cioè?

“Quando hanno avuto l’occasione per cambiare qualcosa non l’hanno fatto. Almeno è quello che leggo da quando sono a Londra. Le notizie viaggiano, soprattutto sui social. Osservando certi fatti ti rendi conto che, alla fine, non si vuol cambiare. Insomma, seguo la politica da tempo: giusto per incazzarmi col sistema e poi chiudere la tv o pc. Il problema purtroppo e' il sistema”.

Di Matteo Renzi coa pensa?

“Renzi è una figura come tante altre al servizio di forze superiori”.  

E della politica siciliana degli ultimi anni che idea si è fatto? De governatore Rosario Crocetta, ad esempio, cosa ne pensa?  

“Crocetta, come sappiamo, ha fatto delle cazzate, uno dietro l' altra. Sono cose nore, sotto gli occhi di tutti i siciliani”.

Ultima domanda sulla Sicilia e poi passiamo alla musica: pensa che i grillini abbiano fatto qualcosa per la Valle del Mela?

“Questa e' una bella domanda. Che dire? Voi siete i giornalisti, no? Posso dirvi che gli esponenti del Movimento 5 Stelle si sono avvicinati al problema della Valle Del Mela ai tempi della battaglia sull'elettrodotto. Ho avuto anche qualche incontro con esponenti siciliani e nazionali. Ma ovviamente non vi dico i nomi per correttezza professionale”.

peppe pagano democrazia

Peppe Pagano e ‘Democrazia’

Insomma, ‘sti grillini hanno fatto qualcosa di concreto o no per la valle del Mela?

“Non saprei. Mi risulta che a un certo punto sono scomparsi come per magia”.  

Anche noi abbiamo avuto questa sensazione.

“Quello che posso dire è che quando è stato celebrato lo Sfiducia day a Palermo – c’era anche Beppe Grillo – sono stati toccati vari temi, comprese le trivellazioni, tema oggi molto attuale. Ma non è stato evidenziato il problema della Valle Del Mela. Né tanto meno io, come artista, sono stato invitato all'evento nazionale”.

Torniamo a lei. Prossimi appuntamenti artistici?

“Intanto mi godo questo premio nazionale. Ho una serie di programmi qui a Londra e in Italia. Ho già scritto del materiale nuovo. Anche il singolo precedente, ‘Giuoco Tribale’, è stato registrato in italiano, spagnolo e inglese. In verità la versione inglese ancora deve uscire”.

E poi?

“Non voglio anticipare nulla, ma stiamo pensando nuovamente al Sudamerica come il tour fatto nel 2011”.

Cosa direbbe al pubblico americano?

“Quello che fondamentalmente ho dentro, quello che ho detto al pubblico italiano”.

Gli parlerebe di democrazia?

“Democrazia è il nome di un mio lavoro. Un disco diretto. Ho tirato fuori quello che pensavo, quello che pensa la gente. L’album contiene 12 brani. Sono 12 ‘quadri’ che parlano anche dell'amore per il prossimo. Brani, con tutto il rispetto, commerciali e carini”.

Avverte nell’aria – soprattutto in Italia – segnali di pericolo per la democrazia?

“Sì. Oggi siamo davanti a un sistema democratico-dittatoriale che ci sta schiacciando sempre di più".

Parla dell'Unione Europea dell'Euro?

“Non voglio parlare dell'Unione Europea, che sappiamo tutti come funziona…”.

E dell’Italia?

“In Italia siamo messi davvero messa male. Siamo alla frutta. Chi sta al potere in Italia viene pilotato da poteri che provengono da fonti superiori”.

Che rapporto ha con l’informazione?

“Ottimo. Voglio ringraziare pubblicamente tutti voi giornalisti che seguono il mio operato artistico con grande interesse. Ringrazio anche tutta la gente che continua a seguirmi. Questo mi dà la forza di continuare a fare meglio il mio lavoro. E di essere sempre più forte e motivato, trasmettendo attraverso la musica emozioni, sentimenti e pensieri che mi frullano nella testa. Mi piacerebbe contribuire a dare una vita migliore alla nostra generazione. Ma anche alle nuove generazioni, magari per migliorare questo mondo sempre più ammaccato”.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter