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Dalla battaglia di Lepanto a quella del ventre

di Elisabetta De Dominis

Bombardiamo o non bombardiamo le postazioni dell’Isis? Stiamo con Putin o no? Teniamo tutti i migranti o solo quelli che scappano dalla guerra? Oscilliamo tra paura del diverso e ipocrita pietà simil-cristiana, senza accorgerci che stiamo perdendo di vista il vero problema: l’invasione femminile musulmana

Una donna col capo velato e il lungo vestito nero, insomma una musulmana insalamata nel chador, spinge una carrozzella e parla al telefonino, infilato tra la guancia e il fazzoletto che le fascia il viso. Comodo. Ora mi è tutto chiaro: parlare, andare a passeggio e sfornare i figli dell’uomo, non importa se coperte fino ai denti, è stato quello che le donne hanno fatto comodamente per secoli. E che presto faranno di nuovo. Parola di Allah. 

Bombardiamo o non bombardiamo le postazioni dell’Isis? Stiamo con Putin o no? Teniamo tutti i migranti o solo quelli che scappano dalla guerra? Oscilliamo tra paura del diverso e ipocrita pietà simil-cristiana, senza accorgerci che stiamo perdendo di vista il vero problema: l’invasione femminile musulmana. La vera battaglia è quella del ventre. Arriva una e si moltiplica per otto, donne riproduttrici di carne che macellerà la nostra cultura, i nostri figli, la nostra religione. Per la fine della nostra religione, ringraziate papa Francesco che non è tosto come Pio V, il quale radunò la Cristianità per fermare l’invasione musulmana al largo di Lepanto.

Per la cultura, ringraziate l’ignoranza di chi ci governa che cancella lo studio del greco e della filosofia dalle scuole, limitandosi a far studiare la declinazione latina rosa-rosae tanto per insegnare che la vita è rosea. I ragazzi non devono spremersi le meningi su lingue morte e dilemmi esistenziali. Ma devono conformarsi al sistema, che è tecnologico. Non pensare, ma fare, per produrre di più. Crescere, crescere, crescere per consumare. Meglio se chi consuma è ignorante, così si potranno propinargli prodotti scadenti ad alto prezzo e guadagnare di più.

Ben vengano africani, arabi, cinesi che non capiscono niente della qualità. Ecco la filosofia odierna, benché sia un delitto chiamare filosofia l’opportunismo economico di pochi detentori della ricchezza. Filosofia in greco antico significa “amico della conoscenza”. Sofìa prima di Cristo era il principio femminile più elevato, che iniziava alla procreazione spirituale. Poi è diventato il misterioso spirito santo, che nessuno capiva cosa fosse e come interagisse nel legame tra padre e figlio. Oggi la conoscenza deve essere al servizio del funzionamento della società e la sofìa non serve a niente, se non a dare un nome a qualche bambina. Ma se invece del greco philo, consideriamo l’indoeuropeo phylon, che significa “stirpe, primo elemento”, capiamo che alla filosofia non possiamo derogare se vogliamo che la nostra cultura resista ed esista.  E se poi fondiamo le due parole in un’accezione comune, comprendiamo che la parola filogenesi, che indaga sullo sviluppo evolutivo, non si discosta dalla discendenza di un popolo nella sua crescita sapienziale. Che, mi pare, negli ultimi secoli sia avvenuta in modo esponenziale nel continente occidentale. 

Infatti, grazie alla fortunata serie fantasy “Il Trono di spade”, anche i sassi hanno capito che il trono si trovi in Occidente. Per esso combattono le più potenti dinastie occidentali e sembra che l’altera madre dei draghi, Daenerys Targaryen, venuta dall’Oriente sia un po’ invecchiata e parecchio imbruttita ma sul trono ora che si chiama Angela Merkel ci si sia quasi seduta. Dico quasi, perché in altri mondi aveva previsto tutto meno che la ruota targata Volkswagen la facesse scivolare poco dignitosamente a terra.

Che ci sia la Barriera che separa il mondo degli uomini dalle ostili terre dell’Eterno Inverno – dove peraltro oggi c’è un sole che spacca le pietre, anzi la sabbia del deserto – l’hanno pure capito tutti in Occidente. Però c’è un po’ di confusione su chi debba fare la parte dei Bruti e chi dei Guardiani della Notte e dietro le quinte Obama e Putin litigano come matti, perché nessuno vuole mettersi nei panni dell’altro… Renzi vorrebbe vestire i panni di lord Jon Snow e allearli contro gli Estranei, perché questi gli fanno una fifa matta, ma conta come il due di picche in quello che giustamente in inglese si chiama The Game of Thrones. Hanno visto tutti che gli Estranei sono dei morti viventi che risorgono per ucciderti. Ma papa Francesco si sente troppo misericordioso per fare lo sterminatore di stirpi sebbene estranee e non vuole partecipare al gioco. 

Peccato per la memoria dei morti per la Cristianità alla battaglia di Lepanto, di cui il 7 ottobre è ricorso il 444° anniversario, a cui dobbiamo il privilegio di vivere in un mondo libero e, finora, ancora colto. Dalla valorosa battaglia di Lepanto dobbiamo ora prepararci alla subdola battaglia del ventre. 

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