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I sei scudetti della Juventus e la meritocrazia del denaro

I danni sociali provocati da quelle squadre che vincono sempre

Principi morali, tradizioni, valori, sono stati spazzati via: chi ha più soldi è un vincente, dunque un eroe o un dio, dunque meritevole di privilegi e celebrità, e chi non accetta il suo dominio è un invidioso, un fallito. Ma nello sport, come nella vita civile, lo scopo della società dovrebbe essere l’attenuazione delle ineguaglianze non il loro rafforzamento.

di Francesco Erspamer

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