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Racalmuto: nel paese di Sciascia hanno tagliato l’acqua ai morti…

La società che gestisce il servizio idrico ad Agrigento e provincia e, quindi, anche nel Comune di Racalmuto, ha lasciato a secco il cimitero. Alla base di tutto c’è un contenzioso con risvolti pirandelliani. Tanto per cambiare, un paradosso che sarebbe piaciuto a Leonardo Sciascia…

di Salvatore Petrotto

L'autore di questo articolo, Salvatore Petrotto, è stato sindaco di Racalmuto, il paese dell'Agrigentino che ha dato i natali a Leonardo Sciascia. Alla luce dei fatti di cronaca che stanno emergendo su un bizzarro contenzioso tra il Comune e la società che gestisce il servizio idrico in questa provincia, ha scritto le seguenti considerazioni.

Morti di sete. O meglio, già sono morti, ma sono stati lasciati senz’acqua lo stesso. Succede a Racalmuto, provincia di Agrigento, il paese che ha dato i natali a Leonardo Sciascia. Siamo, insomma, nella terra di Pirandello, luogo di fantasiosi paradossi senza fine. Così un contenzioso tra questo Comune e la società che gestisce il servizio idrico – Girgenti Acque – è sfociato nell’interruzione del servizio idrico al cimitero. Possibile?

C’è chi si chiede: lasciare a secco un cimitero comunale per morosità è lecito? Perché, alla fine, si tratta pur sempre di interruzione di pubblico servizio. Con possibili, gravissime conseguenze igienico sanitarie. Secondo molti osservatori, il sindaco della cittadina, Emilio Messana, a questo punto,  nella  sua qualità di massima autorità sanitaria, dovrebbe immediatamente intervenire con propria ordinanza, per far ripristinare l’erogazione  idrica. E poco importa che il Comune è debitore di 64 mila euro nei confronti di Girgenti Acque.

Che dire? Proveremo adesso a raccontare una vicenda che è più complicata di quanto sembri a prima vista. Chi scrive ha ricoperto la carica di sindaco di Racalmuto negli anni passati. A chi scrive risulta che sia in corso un contenzioso tra il Comune e la società che gestisce il servizio idrico ad Agrigento e provincia, Girgenti Acque. Le posizioni del Comune e di Girgenti Acque appaiono inconciliabili. “Racalmuto – ha spiegato Giandomenico Ponzo della Girgenti Acque – è l’unico Comune della provincia di Agrigento che non ha mai pagato un centesimo di bollette. Con l’attuale amministrazione abbiamo avuto tanti incontri per varare i piani di rientro con pagamenti dilazionati. Abbiamo però ottenuto soltanto impegni verbali. Mai il passo successivo, ossia impegni concreti per il rientro dal debito”.

Ma c’è un’altra tesi, suffragata da un contenzioso ancora in corso. Girgenti Acque, secondo una serie di pronunciamenti di alcuni giudici civili, risulterebbe morosa nei confronti del Comune di Racalmuto. Infatti la società  che gestisce le reti idriche e fognarie in 27 Comuni dell’Agrigentino (parliamo sempre di Girgenti Acque) risulterebbe debitrice di qualcosa come circa 20 milioni di euro nei confronti del Consorzio pubblico ‘Tre Sorgenti’, che ha sede a Canicattì. Di questo Consorzio fa parte il Comune di Racalmuto, con una quota azionaria del 7% (nello stesso Consorzio ci sono altri sei Comuni della provincia di Agrigento).

Girgenti Acque, dal 2007 ad oggi, ha erogato l’acqua fornita proprio dal Consorzio di cui, come già accennato, è azionista il Comune di Racalmuto. In altri termini, ha rivenduto al Comune di Racalmuto l’acqua fornita dal Comune di Racalmuto: acqua che Girgenti Acque non ha quasi mai pagato al concessionario, ossia al consorzio pubblico ‘Tre Sorgenti’.

Insomma, la solita storia pirandelliana. Ai lettori – soprattutto a quelli americani – tutto questo potrebbe sembrare uno scherzo. Ma non lo è. La questione è meramente aritmetica. Se è vero, come è vero, che Girgenti Acque dovrebbe ancora pagare al Consorzio Pubblico ‘Tre Sorgenti’ circa 20 milioni di euro, considerato che il Comune di Racalmuto, nella qualità di socio al 7%, ha diritto anche al 7%, della somma dovuta da Girgenti Acque al Consorzio ‘Tre Sorgenti’, è chiaro che è il Comune di Racalmuto che dovrebbe ricevere oltre 1 milione e mezzo di euro da Girgenti Acque. Altro che debito di 64 mila euro da parte del Comune di Racalmuto nei confronti di Girgenti Acque!

Il procedimento che riguarda questa considerevole posizione debitoria nei confronti del Comune di Racalmuto e degli altri 6 Comuni che fanno parte del Consorzio ‘Tre Sorgenti’, ossia Canicattì, Licata, Palma di Montechiaro, Campobello di Licata, Ravanusa e Grotte, è ancora pendente presso il Tribunale Civile di Agrigento.

Insomma, il contenzioso è in atto. E adesso si va sul pesante. Resta da chiedersi: è normale interrompere il servizio idrico ad un cimitero? Girgenti Acque  avrebbe potuto legalmente far valere le proprie ragioni, procedendo in sede civile per ottenere i presunti pagamenti arretrati dovuti dal Comune di Racalmuto e non lasciare a secco un cimitero.

Per la cronaca, Girgenti Acque è una società al centro di una lunga serie di pesantissime inchieste da parte delle Procure siciliane. Varie le ipotesi di reato. Non ultimo l’inquinamento del mare agrigentino a causa della mancata depurazione dei liquami fognari che finiscono nelle spiagge. Per questi ultimi reati c’è sotto inchiesta un suo ex amministratore delegato, il catanese Giuseppe Giuffrida, raggiunto a luglio del 2013 da un avviso di garanzia. Mentre l’attuale azionista di maggioranza, l’agrigentino Marco Campione, risulta già condannato in via definitiva per dei gravi reati contro la Pubblica amministrazione riguardanti la costruzione dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, realizzato usando calcestruzzo depotenziato, materiali scadenti, non previsti nel capitolato d’appalto. Lo stesso Campione è sotto inchiesta a seguito delle dichiarazioni del Colonnello dei Carabinieri, Lucio Arcidiacono, che, nel processo che ha fatto registrare la condanna dell’ex presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha riferito che il Campione e Giuseppe Giuffrida, il già citato ex amministratore delegato di Girgenti Acque, sono entrambi protagonisti di fatti non edificanti.

Foto tratta da qlnews.it

 

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