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Arte & Cultura a Taormina/ Maria Teresa Papale: il sogno e il cuore di una Sicilia libera e indipendente

Intervista a Maria Teresa Papale, protagonista di Arte & Cultura a Taormina. La passione che riunisce 15 associazioni e 41 artisti, tutti legati a Taormina, tra mostre, concerti rock, jazz, lirici e sinfonici. La rinascita del Sud, senza dimenticare i danni prodotti da 150 anni di ‘dominazione’ italiana 

“Noi siamo gente del Sud ed il Sud è pieno di talenti”, afferma in un’intervista televisiva Mariateresa Papale, presidente di Arte & Cultura a Taormina, associazione nata nel 2011 col preciso obiettivo di promuovere personalità ed eventi artistici e culturali, dando visibilità a realtà artistiche del territorio.

Arte & Cultura a Taormina debutta con “Omaggio a Taormina”, ideando ed organizzando uno straordinario progetto che vede per la prima volta riuniti, sotto la stessa egida, 15 associazioni e cento quarantuno artisti, taorminesi per nascita, adozione, amore. Quarantacinque eventi – tutti assolutamente free entrance – declinati in otto mesi, in un susseguirsi e sovrapporsi di mostre di pittura, concerti jazz, rock, lirici, sinfonici, a plettro, performances di alto spessore culturale tra cui esposizioni d’arte visiva con ben 5 artisti invitati alla Biennale di Venezia ed alla sezione distaccata di Siracusa; e, ancora, 19 eventi musicali in suggestive cornici come il trecentesco Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, la barocca ex-Chiesa del Carmine del Seicento, oltre che l’imponente Cattedrale dedicata a San Nicolò di Bari del XV° sec.

Forte di quest’esperienza, progetti di largo respiro ed attenzione al territorio divengono il brand-identity dell’associazione Arte & Cultura a Taormina: un’orgogliosa scelta di politica culturale ribadita con la ideazione un paio di anni fa di “Spazio al Sud” dove, nella consapevolezza della condivisione del medesimo 'humus', retaggio della Magna Grecia, il concetto di territorio, da hinterland, viene dilatato sino a ricomprendere il Meridione d’Italia. spazio al sud

Voci, segni, realtà e talenti artistici, espressioni di quel profondo Sud di cui conservano ed esibiscono vistose tracce, vengono così “tradotti” da “Spazio al Sud” in una corposa rassegna di eventi culturali che si snodano, anche in questo caso, per ben otto mesi e che vedono protagonisti, oltre che pittori e fotografi, scrittori dalla diversa personalità ed agguerrite realtà editoriali di nicchia. Un cartellone di eventi pubblicizzati mesi prima, completi di data, orario e locations, ricco di appuntamenti letterari, selezionati con cura, che riscuotono l’attenzione della stampa ed un forte successo di pubblico. L’ultimo dei quali, lo scorso 18 aprile 2015, ha visto la presentazione, sotto forma di thriller, del romanzo storico: “Noi italiani e voi siciliani” del giornalista e scrittore Giuseppe Firrincieli presso la raffinata sala “Le Naumachie” dell’Hotel Isabella, elegante albergo situato nel cuore di Taormina a due passi dal Teatro Antico. 

L’ambiente, allestito per l’occasione, è un tripudio di giallo e rosso, sfoggiando orgogliosamente colori e simboli da millenni identificativi della Sicilia: dalle bandiere con la Triskeles siciliana ai vasi con gerbere gialle (simbolo di gloria) e rosse (simbolo di vittoria) in ricordo del memorabile periodo in cui molti siciliani – conosciuti e non – lottarono fino alla morte per la libertà.”

TrisceleTutto sa di Sicilia, perfino lo sguardo profondo e superbamente penetrante, tipicamente mediterraneo, delle teste di mori in maiolica sparsi per la sala. Ci accoglie Mariateresa Papale, la cui innata ospitalità ci mette subito a nostro agio. E’ tutto pronto per dare il via all’ennesimo appuntamento con la cultura. Ci anticipano una sorpresa che scopriremo durante la serata. Chissà di cosa si tratta ?

La presentazione ha inizio con la proiezione di un video a firma di Giuseppe Firrincieli e Marcello Sgroi. Sulle note dell’inno nazionale siciliano, tratto dal brano “Suoni la tromba” del grande musicista e compositore catanese, Vincenzo Bellini, scorrono le drammatiche immagini che illustrano i fatti realmente accaduti nell’Isola dal ’43 al ‘48. L’atmosfera, carica di commozione ci introduce nel clima del romanzo. 

La bravissima conduttrice, la giornalista Milena Privitera, ci regala un interessante dialogo informale con l’autore, grazie al quale scopriamo storie della nostra terra degne di nota. Protagonisti del romanzo sono due siciliani: Ludovico Lauretta, che non rinuncia al sogno dell’indipendenza, e ‘Nzino Bertani che, andato a cercare fortuna lontano dalla propria terra, la dimentica. Fanno da sfondo le vicissitudini del periodo del Separatismo in Sicilia con il MIS – Movimento Indipendentista Siciliano – attivo tra il 1945 e 1954 che si intrecciano con argomenti scottanti come quello dei ‘poteri forti. “L’intento – sottolinea l’autore – è riportare alla luce le verità di quel periodo che i libri di storia hanno rimosso”.

Tra i presenti, Sergio De Luca, pro-nipote del colonnello comandante dell’EVIS (Esercito dei Volontari per l’Indipendenza della Sicilia) per la Sicilia Orientale, Attilio Castrogiovanni – fondatore del MIS e deputato nel 1946 alla Assemblea Costituente e nel 1947 all’Assemblea regionale siciliana – omaggiato con un quadro dell’artista italo-argentino, Juan Miano, che raffigura il pro-zio.

Giunge il momento della sorpresa… E che sorpresa! Et voilà, Firrincieli ci mostra con evisorgoglio l’ultima, gloriosa, Bandiera di Combattimento dell'EVIS, rimasta gelosamente conservata in un cassetto per ben 70 anni: un evento irripetibile! L’applauso entusiastico, carico di forte commozione, scoppia in una sala dove risuona alto, emozionando i presenti, il grido ANTUDO, il celebre motto ANimus TUus DOminus (il Coraggio è il Tuo Signore”) utilizzato dai siciliani come grido di battaglia durante i Vespri e ripreso orgogliosamente dai separatisti.

“Signori, questa è storia!", dice. 

Il successo di questo appuntamento conferma, ancora una volta, il valore e l’originalità di “Spazio al Sud”. La Cultura è una parola che dovrebbe appartenere a tutti e “Spazio al Sud” è la concreta realizzazione di un progetto non semplice da attuare… Chiediamo a Maria Teresa Papale: alla luce dei risultati che state ottenendo quanto vi sentite orgogliose lei e Milena?

Ci sentiamo molto orgogliose. 'Omaggio a Taormina' era stato un grande successo di pubblico e di critica ottenuto nonostante il meschino boicottaggio di qualche politico e l’abbandono di un paio di collaboratori nel pieno svolgimento della kermesse. Con Milena avevamo stretto i denti ed eravamo andate avanti, occupandoci di tutto… E ce l’abbiamo fatta alla grande! A quel punto, abbiamo deciso di non fermarci e di allargare gli orizzonti. Ci siamo inventate ‘Spazio al Sud’, una vetrina per dare visibilità alle voci del Meridione, da sempre ricca fucina di dinamiche artistiche, professionalità e talenti che, per una sorta di miope “provincialismo” culturale, rimangono spesso sottotraccia e misconosciuti in patria. Gente e realtà artisticamente valide, ma lontane da quei salotti romani e circoli milanesi che normalmente decretano il successo facendo da megafono, sulla base di amicizie che contano o di furbe operazioni di marketing. A distanza di due anni dal suo esordio, pur con qualche difficoltà economica, la scommessa di ‘Spazio al Sud” si è rivelata decisamente vincente”.

In un momento di crisi, mantenere in vita un’importante iniziativa come la vostra necessita tanto supporto. Chi vi sostiene e da chi vi sentite abbandonati?

‘Spazio al Sud’ è un progetto composito, originale ed orgogliosamente di nicchia che, grazie alla sua riconosciuta validità, anche quest’anno è sponsorizzato dell’Associazion Albergatori di Taormina. Ha ottenuto il patrocinio di partners di rilievo quali il Comune di Taormina, Taormina Arte, Associazione Imprenditori Per Taormina, Ristorante Baronessa. Poi la collaborazione con il Fai e l’associazione culturale calabrese Piazza Dalì. La manifestazione usufruisce di locations di prestigio come l’elegante Hotel Isabella del Gais Hotels Group, la seicentesca ex-chiesa del Carmine, il blasonato Museo Casa Cuseni, il prestigioso Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, sede della Fondazione Mazzullo. Ed è motivo di grande soddisfazione il fatto che, grazie alla sua indiscussa valenza culturale, la manifestazione ha, proprio in questi giorni, ricevuto il patrocinio del club Unesco di Taormina, Valli dell’Alcantara e d’Agrò. Dal punto di vista economico, possiamo contare su di un finanziamento di soli due mila euro con cui far fronte alle spese per l’organizzazione del Caffè letterario – con una dozzina di scrittori – e di una vetrina artistica aperta sulla pittura contemporanea, con la mostra di Claudio Malacarne dal 15 luglio al 1° agosto. Non è semplice fare bastare questi soldi per un programma che si snoda per otto mesi e, spesso, ci arrampichiamo sugli specchi, inventandoci soluzioni alternative… Ciò che è certo è che non solo non abbiamo un euro di contributo dal Comune, ma ancora aspettiamo i trenta mila euro stanziati in bilancio 2011/2012 per Omaggio a Taormina per spese Siae, services, tipografia etc. a cui abbiamo sopperito in buona parte di tasca nostra!

‘Spazio al Sud’ è il salotto letterario che offre momenti di genuino ristoro culturale; è uno strumento per divulgare i veri valori e che aspira a scoprire volti nuovi del panorama letterario siciliano. Quanti i talenti che avete scoperto e valorizzato fino a oggi?

Maria Teresa Papale

Maria Teresa Papale

La Sicilia è sempre stata all’avanguardia nel campo delle lettere, a cominciare dalla scuola poetica siciliana, la prima forma di letteratura laica in Italia promossa dal grande Federico II, e non vorrei peccare di presunzione nel dire che buona parte della migliore letteratura italiana del ‘900 è targata ancora Sicilia: Tomasi di Lampedusa, Pirandello, Brancati, per non parlare di Quasimodo, Sciascia, D’Arrigo, Consolo… Una terra con una tradizione decisamente prolifica, da questo punto di vista, che continua a tutt’oggi: dal nostro salotto letterario abbiamo una postazione privilegiata e possiamo notare come sia tutto un fiorire – soprattutto nel triangolo Catania-Siracusa-Ragusa, vera incubatrice di talenti – di autori ed autrici di grande spessore e dal forte coinvolgimento. Giovani, appassionati, con una grande dimestichezza con le molteplici sfumature della lingua italiana ed una voglia di raccontare, magari usando gli stilemi della fantascienza, del thriller, del romanzo-verità, sentimenti, emozioni, contraddizioni e rapporti umani senza tempo. Alcuni giocando sul registro dell’ironia, altri su quello dell’amarezza, altri ancora sulla metafora o su quello schietto e rigoroso dell’inchiesta giornalistica tutti, però, seguono il fil rouge della denuncia di una società contemporanea che, in preda al consumismo sfrenato, asservita al dio denaro, bacata a tutti i livelli da malversazione e corruzione, manipolata mediaticamente ed etero-diretta da insospettabili gruppi di potere sembra aver perso di vista i valori che contano: l’etica, la cultura, la solidarietà, il rispetto dell’altro… Insomma ciò che rende l’Umanità degna di questo termine. Nomi? Tanti. Da Stefano Amato a Roberto Gugliotta, da Stefano Veroux ad Angelo Orlando Meloni, senza dimenticare Giuseppe Firrincieli, Luigi La Rosa, Nunzio Russo e Massimo Maugeri. Questi ultimi, e ne siamo molto orgogliosi visto che la segnalazione nella rosa dei candidati è partita da noi, sono risultati vincitori di importanti premi: Russo del Premio Elmo 2014 e Maugeri della prossima edizione 2015 che si terrà a Rizziconi, (RC) a fine luglio. E queste, nel nostro piccolo, sono soddisfazioni!

‘Spazio al Sud’ registra sempre eventi di successo, con grande e coinvolta partecipazione del pubblico. Autori e partecipanti si sentono come a casa propria. Sono queste le vostre carte vincenti?

spazio al sudEsatto. Credo che proprio questi siano i punti di forza del nostro programma. Quando abbiamo progettato a tavolino la nascita di ‘Spazio al Sud’, con la mia collega Milena abbiamo innanzitutto stabilito delle linee-guida cui attenerci per fare della nostra ‘creatura’ qualcosa di nuovo e di accattivante che, tradotto, voleva dire decisamente ‘diverso’ dalle solite presentazioni. Innanzitutto, una programmazione che non superasse la dozzina di autori, in maniera tale da non ‘bombardare’ gli eventuali lettori con un sovraffollamento di proposte, visto che non siamo i soli a Taormina e dintorni ad organizzare presentazioni di libri. E questa scelta si traduceva già in una prima clausa ad excludendum, poiché il numero chiuso favoriva una accurata selezione delle proposte. Poi, naturalmente, la forma. I libri dovevano essere scritti in un italiano all’altezza della sua vivacità e ricchezza linguistica, colma di sfumature, ma comprensibile da un pubblico mediamente colto: fuori, così, sciatteria e pressapochismo, ma anche tronfia, autoreferenziale pretenziosità. Superata questa prova, i testi dovevano avere, oltre ad una solidità di contenuti, la capacità di suscitare riflessioni, di essere specchio, sia pure parziale, di situazioni in cui si riflettessero problematiche ed aspirazioni della società italiana e siciliana d’oggi. E questa era la ghigliottina finale che eliminava parecchi libercoli, scritti ed editati sulla scia di insulsi romanzi di bassa qualità beneficiati dal successo per pura operazione di marketing ed una martellante campagna pubblicitaria. Insomma, il principio conduttore è stato quello del pochi ma buoni, e, visti i risultati, si è dimostrato un principio vincente, così come quello di prendere le distanze dalle presentazioni rituali, inventandoci una formula che innovasse ed arricchisse la proposta culturale.

Insomma, avete eliminato, alla radice, gli orpelli che spesso accompagnano certe manifestazioni  culturali

Per l’appunto. Via assolutamente il tavolo dei relatori, sorta di autoreferenziale simil-cattedra che veicola visualmente la radicalizzazione del concetto di pretesi docenti dietro il tavolo e di passivi discenti in platea; niente orpelli floreali da banchetto degli sposi; niente fini dicitori che, pezzo dopo pezzo, con voce impostata leggono praticamente buona parte del libro, lasciando poco da scoprire al lettore; niente affollamento di presentatori, relatori, coordinatori, tutti-assieme-appassionatamente, come se si trattasse della discussione di una tesi di laurea. Ma, grazie alla generosa disponibilità di Isabella Bambara De Luca che ci ha messo a disposizione la raffinata sala ‘Le Naumachie’ dell’Hotel Isabella ed un magnifico staff di supporto, abbiamo sparigliato una stantia consuetudine ed aperto il nostro ‘salotto di casa’, fornito di tutti i comforts di una dimora elegante, dove riceviamo gli amici-ospiti-lettori. Un comodo divanetto, riservato all’autore di turno ed a Milena che conduce l’intervista, ed io che, all’arrivo degli ospiti, li accompagno ai vari tavoli disposti a circolo. Là trovano diverse copie stampate del Comunicato Stampa che tratta dell’evento della serata, parlando dell’autore e del libro che viene presentato, in maniera tale che, prima ancora che inizi l’intervista di Milena, essi abbiano un’idea di ciò che si sta per presentare. Ciò ha l’effetto di coinvolgerli ancor prima di iniziare e non li fa sentire ‘ignoranti’ di fronte ad un libro che non hanno ancora letto. E, poiché sono ‘a casa mia’, ovviamente passo personalmente tra i tavoli per offrire e servire ai miei ospiti caffè, thè, spremute, prosecco e bibite varie – impeccabilmente preparate dallo staff dell’Hotel – come una padrona di casa ospitale fa normalmente con gli amici. Così l’atmosfera che si respira non è quella di una usuale, paludata, asettica presentazione di un libro, bensì diviene realmente quella di una serata trascorsa tra amici che, mentre bevono e spiluccano deliziosi finger-foods, ascoltano le riflessioni di Milena e dell’autore, parlano e si scambiano opinioni intervenendo a loro volta con domande, considerazioni, ragionamenti suscitati dai vari temi trattati. Manca solo il caminetto acceso (d’inverno, naturalmente!) per rendere ancora più vera la sensazione di essere realmente nel “mio”salotto di casa.

copertina‘Noi Italiani e Voi Siciliani!’ è stato l’ennesimo successo. Durante la presentazione, lei ha accennato alla ‘Strage del pane’  consumatasi a Palermo nel periodo separatista. A tal proposito, gettiamo un occhio sulla rubrica di questo giornale “Antudo” della giornalista Antonella Sferrazza che ha scritto un pezzo proprio sulla "Strage del pane" di via Maqueda nel '44 da parte dell'esercito italiano. A suo parere, quanto è importante parlare di indipendentismo siciliano oggi? Che valore hanno la rubrica di Antonella Sferrazza e il libro di Firrincieli in un momento storico come il nostro?

Un valore fondamentale per far conoscere alla maggior parte delle persone la Verità. Che è stata tenuta volutamente nascosta per continuare, altresì volutamente, a tenere un intero Popolo, quello Siciliano, in condizione di soggezione economica, quando non di povertà. Il Separatismo, o Indipendentismo, è figlio naturale di quella occupazione manu militari straniera che distrusse il Meridione d’Italia: Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole squartando, fucilando e seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono di infamare chiamandoli briganti. La Sicilia paga ancora oggi fatti e misfatti la cui genesi risale ad oltre 155 anni fa, quando la mitizzazione dello sbarco dei mille servì per coprire la cruda realtà della conquista coloniale anglo-piemontese del Regno delle Due Sicilie. La situazione che riguardava il Meridione in generale e la Sicilia in particolare – a ridosso dello sbarco dei garibaldini – così come ci è stata rifilata dai libri di storia sin dalla scuola elementare è frutto di una deliberata, precisa opera di manipolazione di fatti ed avvenimenti, oltre che di una sistematica disinformazione perpetrata a danno delle popolazioni del Sud Italia. L’annessione della Sicilia e la conseguente ‘unità d’Italia’, trionfalmente sbandierata da 155 anni a questa parte con fiumi di retorica patriottarda, è una criminale mistificazione costata al Sud ed alla Sicilia lacrime e sangue sin dall’inizio.

C'è anche la vicenda delle banche del Sud…

Le ‘casse’ del Banco delle Due Sicilie, traboccanti una massa monetaria in oro e argento, pari a 443 milioni di Lire-oro, all'epoca corrispondenti al 65,7 del patrimonio di tutti gli Stati italiani messi insieme, vennero saccheggiate e svuotate per coprire gli enormi debiti dello Stato Piemontese, ad un passo dal fallimento, ricevendo in cambio pezzi di carta – pressoché straccia – stampati con l’effige del re Savoia. Il trasferimento a Nord delle strutture industriali siciliane e campane mutilò ed impedì per oltre un secolo e mezzo lo sviluppo economico del Mezzogiorno. Alle estese coltivazioni di canapa, lino, baco da seta – industrie fiorenti nella Piana di Catania – venne prima dato fuoco, e poi, le radici estirpate! Tra stragi di civili passati per le armi (Bronte), leggi marziali (Legge Pica) ancora anni dopo la ‘festosa’ annessione, torture, repressioni, rivolte sono state all’ordine del giorno. Nel giro di 50 anni dall’annessione, un milione di siciliani ha dovuto abbandonare la propria terra ed emigrare negli Stati Uniti d’America. L’Indipendentismo è stato, e potrebbe ancora essere, la risposta allo stato di sfacelo strutturale ed etico in cui la Sicilia di oggi si trova: ma bisogna prima fare molta ‘pulizia’ nei gangli amministrativo-politici, fare tabula rasa di un sistema che tra clientelismo, nepotismo e raccomandazioni, quando non colluso con la malavita, si dedica all’allegro rimpinguamento delle proprie finanze piuttosto che al servizio nei confronti della società.

La cultura è un lusso di cui non si può far meno. Per lei e Milena Privitera, sua fedele compagna d’avventura, è una vera missione. Il vostro impegno e la vostra passione contrastano il gelido distacco e l’immobilità che l’odierna crisi della cultura impone. Cosa sperate per il futuro di ‘Spazio al Sud’? Cultura e politica potrebbero integrarsi e collaborare? Come?

La Cultura, più che un lusso, noi la vediamo come una necessità: è alla base della crescita di una società che voglia dirsi civile. Senza di essa, oltre a non esservi passato, non si hanno le chiavi per comprendere le complicate dinamiche del presente ed, a maggior ragione, non si può tentare di progettare il futuro. E’ vero che qualcuno ha detto, tempo fa, che ‘Con la Cultura non si mangia!’, ma ha sbagliato: la cultura – e lo testimoniano tutte le città d’arte – attira sempre più gente… L’opera italiana, il melodramma, ha da un po’ di anni non solo l’usuale pubblico agée, bensì schiere di giovani appassionati che non si perdono un’aria e giudicano con competenza i do di petto. Alle Accademie di Belle Arti si fa la fila per entrare… Certo, la politica dovrebbe dare una mano, cercare di aiutare chi seriamente cerca di smuovere l’immobilismo, chi tenta di aprire cuori e cervelli alla Bellezza, all’Arte. Cultura è crescita intellettuale ed elevazione spirituale che rende migliore il cittadino e la comunità, per questo ‘deve’ andare a braccetto con la politica, quella intesa nel suo significato primigenio: occuparsi della polis’, mettersi al servizio di essa come i nostri Padri greci ci hanno insegnato.

 

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