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Le creme corpo a New York? Un miraggio

Nella Grande Mela le creme per il corpo non esistono e non sono mai esistite

creme corpo a new york
Nel paese dei fissati su work out, dieta, juice shops e pillole per ogni evenienza, non esistono le creme corpo, un fenomeno inspiegabile con radici antropologiche da approfondire, forse legato al rapporto che americani e soprattutto americane hanno con il proprio corpo

Questa è una lettera aperta a chiunque conosca la cultura americana meglio di me. Spero davvero di avere delle risposte pratiche e teoriche. Oggi vorrei, infatti, affrontare un fenomeno che ad alcuni di voi sembrerà superficiale, ma vi assicuro che per me è piuttosto serio e che in ogni caso apre uno squarcio su qualcosa di più profondo che ha una radice antropologica piuttosto interessante da approfondire. Insomma, qualcuno mi può spiegare come è possibile che non esistano le creme corpo a New York ?

Chi vive a New York sa benissimo a cosa mi riferisco e se non ci vivete non fate quelle facce, è proprio così: a New York non esistono le creme per il corpo. Non come le intendiamo noi: niente creme snellenti, rassodanti, anticellulite, anti smagliature, anti ritenzione idrica, nemmeno contro la pesantezza dovuta alla cattiva circolazione. Niente fanghi. Niente gel. Niente di niente. Non mi sto lamentando del fatto che non ho trovato una crema specifica o che ci sia poca scelta. Voglio dire che questi articoli proprio non esistono e a quanto pare non sono mai esistiti.

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Voi, dall’altra parte dell’oceano, pensate che qui i negozi di bellezza siano delle specie di paradisi in cui si trova qualsiasi cosa, ma sbagliate di grosso. O meglio, in parte avete ragione. È vero che alcune grandi catene in America, come Sephora, sono piene di prodotti che grazie ai social sono diventati degli oggetti del desiderio globali e che in Italia non sono reperibili. Solo, però, per quanto riguarda il make-up, la cura della pelle e la cura dei capelli. Si trovano, infatti, brand come Kat Von D, Urban Decay, Tarte, Bobbi Brown, Becca, Laura Mercier, Fresh e non saprei nemmeno nominare quanti altri; e poi linee di rossetti in edizione limitata disegnate e/o ispirate dalle star di Hollywood, primer di tutti i tipi, prodotti esfolianti e peeling. Quanti peeling! Ci sono peeling all’ossigeno, al miele, al caviale, al cioccolato, all’oro, all’uovo, alla bava di lumaca, al veleno di vipera, insomma a qualsiasi cosa. E maschere e creme schiarenti e scurenti. Ci sono linee avveniristiche i cui stessi nomi sono promesse di ringiovanimento tipo “Time in a bottle” e “Hope in a jar” di Philosophy. E poi filler all’acido ialuronico per tutte le tasche. Insomma, davvero si possono passare pomeriggi a studiare e provare i prodotti di Sephora.

Ecco, un’altra cosa fantastica delle profumerie americane in genere e di Sephora in particolare, è proprio che c’è un rapporto molto diretto con i prodotti: provarli non è un tabù come da noi, anzi! Ci sono tantissime postazioni in cui si può scegliere se essere aiutate da qualche truccatrice professionista o se pasticciare da sole e lo shopping di cosmetici e prodotti di bellezza diventa un’esperienza ben più divertente di quella che si fa in Italia in cui spesso sembra di entrare in gioielleria anziché in profumeria. Insomma, è tutto davvero molto divertente e sembra di trovarsi nel paese dei balocchi fino a quando non ci si accorge di avere mangiato un po’ troppo e che i jeans preferiti non si chiudono più e comprare una qualsiasi crema snellente diventa una priorità assoluta. È proprio quello che è successo a me.

creme corpo a new yorkPrima di sentire l’urgenza di ridurre il mio girocoscia in 48 ore non mi ero mai accorta che in America non esistessero creme per il corpo. Poi sono entrata in uno di quegli enormi CVS aperti 24 ore su 24 in cui apparentemente sembra si possa comprare praticamente qualsiasi cosa, anche un marito, e ho avuto un momento di confusione. C’erano due corsie con scaffali pieni di shampoo e altre diavolerie relative alla cura capelli, altrettante con prodotti per il viso, altrettante con i saponi e il doppio per il make-up. Ma le creme? Non le trovavo. Possibile che per il corpo ci fossero solo sei creme confinate in un angoletto? Tra l’altro a ben guardare non erano nemmeno creme corpo, ma creme idratanti, le più specifiche delle quali erano semplicemente dedicate alla disidratazione profonda dovuta al freddo che è di certo un problema a New York, ma le altre creme? Voglio dire, quelle creme al caffè che accelerano il metabolismo? I fanghi anticellulite? Non credevo possibile che non ci fosse niente. Sicuramente ero io che non avevo saputo cercare, quindi ho chiesto a una cassiera, dando vita a una delle conversazioni più surreali di sempre perché questa signora davvero non capiva a cosa mi riferissi. Sono uscita da lì, convinta che fosse un problema di quel singolo negozio e di quella singola cassiera. Sono entrata in un Duane Reade, poi in un altro. Poi in un altro ancora. E in qualsiasi CVS mi capitasse lungo la strada. E in non so dire quanti altri negozi bio, erboristerie e profumerie. Niente di niente. A volte chiedevo e mi trovavo sempre gettata nel solito scacco culturale-linguistico per cui poi mi sentivo una totale weirdo, altre volte cercavo per conto mio, perlustrando ogni angoletto del negozio. Niente.

Allora, sono passata ai grandi magazzini un po’ più chic tipo Macy’s, in cui ero sicura di trovare un sacco di brand internazionali che so per certo producano creme snellenti tipo Shiseido, Clarins, Clinique. Le producono, sì, ma non le distribuiscono in America. Così, mi hanno detto i singoli commessi di ogni marchio. Alcuni avendo presente vagamente ciò che stavo cercando, altri guardandomi come un’aliena.

Allora ho pensato che forse stavo sbagliando tipo di esercizio commerciale e ho deciso di cercare in farmacia. È andata ancora peggio. La farmacista mi ha trattata come se le stessi chiedendo dei piccoli aiutanti di Babbo Natale, dicendo che queste cose loro non le vendono perché chiaramente non funzionano e lei non prende in giro i suoi clienti. Il fatto è che non è vero. Ho usato un sacco di volte quelle creme e funzionano eccome! Ok, il risultato estetico non sarà sempre evidentissimo e magari non è durevole, ma funzionano. Soprattutto le creme mirate ai problemi circolatori. La sensazione di immediata leggerezza che si prova è innegabile. La ragione per cui questi prodotti non sono venduti negli Stati Uniti non può essere liquidata così, intanto perché non è vero che non funzionano e poi perché per lo stesso principio non dovrebbero nemmeno vendere le maschere mega ringiovanenti a 2,99 dollari.

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E le pillole? Possiamo parlare delle pillole? Gli americani si imbottiscono di ogni tipo di pillole. Ci sono negozi che vendono solo pillole. Tanti! Nei supermercati ci sono corridoi interi pieni di pillole per ogni evenienza. Integratori alimentari, li chiamano. Alcuni, per carità, funzioneranno anche, ma ce ne sono alcuni che sono davvero surreali. Ecco, nel reparto pillole di un supermercato ho trovato decine di pastiglie snellenti, drenanti e anticellulite. Quindi non mi si può nemmeno dire che questi non siano problemi che non stanno a cuore alle donne americane esattamente come alle europee. Anzi! Se fate un giro lungo la Broadway o la 5th Avenue, potete realizzare che le vetrine sono piene di tutine per correre e per fare ogni tipo di ginnastica, soprattutto yoga. Prendersi cura del proprio corpo con lo sport è un’autentica moda! Non ho mai visto persone più attente al work out e alla dieta degli americani – e soprattutto delle americane – di oggi! Ovunque ci sono juice shops che vendono estratti naturali e centrifughe al prezzo dell’oro. Gli americani – e le americane – che conosco sono sempre attentissimi a ciò che mangiano e bevono e gli unici rimasti a consumare il junk food sono turisti e visitors come me. A volte mi sembrano anche troppo fissati, ma allora se è così, perché non usano anche le creme?

L’ho chiesto anche a diverse estetiste. Non c’è modo di avere una risposta soddisfacente e anzi, anche frequentare i centri estetici apre altri dubbi. Qua sono tutte fissate con unghie e sopracciglia oltre ogni misura e dall’estetista si fa quello e poco di più. Le estetiste mediamente offrono un servizio di pedi e mani, cerette con particolare focus sulle sopracciglia e a volte facials e pulizie del viso. Alcune raramente offrono dei massaggi, ma si tratta o di riflessologia plantare o di massaggi rilassanti. Manca totalmente tutta la gamma dei massaggi drenanti e linfodrenanti, che da noi sono tanto popolari e si possono fare praticamente da ogni estetista. Anche nei centri estetici, mancano le applicazioni di fanghi e tutti i trattamenti snellenti e anticellulite. Ho chiesto ad alcune estetiste come mai e nessuna ha saputo darmi una risposta. Sono abituate a pensare il loro lavoro in questo senso e trovano strano che qualcuno chieda loro se fanno anche massaggi o trattamenti di cui nella maggior parte dei casi non hanno nemmeno sentito parlare prima.

Insomma, alla base di questo fenomeno ci deve essere qualcosa che non ho ancora afferrato del tutto e che davvero vi invito a spiegarmi se invece voi avete più esperienza di questa cultura, che ha a che fare con il rapporto che gli americani – e soprattutto le americane – hanno con il corpo. È qualcosa di antropologico e ha evidentemente una forte radice culturale/ideologica che ancora mi sfugge.

A onor del vero, devo dirvi che dopo giorni di ricerche un’unica crema l’ho trovata. È sempre la stessa e si trova in due posti diversi: un enorme CVS a Midtown e una profumeria dedicata ai prodotti europei a Times Square. Si tratta della Desock di Vichy. La rarissima eccezione che conferma la regola.

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