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QOOWEAR, l’indumento italiano che ti tiene caldo

Un nuovo base-layer per condizioni climatiche estreme o per chi è molto freddoloso

Qoowear
Il giovane imprenditore Simone Casciaro ha ideato QOOWEAR una maglia termica che autoregola la temperatura corporea. Da questo è nata una startup che sta per lanciare una campagna di crowdfunding con l'obiettivo di mettere sul mercato il prodotto entro il 2018

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Simone Casciaro, giovane pugliese studente di ingegneria energetica a Roma, è alla sua seconda esperienza di startup ed è l’ideatore di QOOWEAR, un indumento invernale che modula il calore del corpo. Quest’innovazione, da entusiasta sciatrice molto freddolosa, mi ha subito colpito e spinto a saperne di più.

L’idea di costruire QOOWEAR è partita da un bisogno personale di Simone Casciaro: smettere di patire il freddo. “Mi sono letteralmente svegliato una mattina del gennaio 2016 così stufo del problema da aver pensato che se nessuno era mai stato in grado di creare la soluzione di cui avevo bisogno, allora me la sarei dovuta creare da solo. Da qui, ho iniziato a costruire il team e QOOWEAR ha iniziato a prendere forma, puntando sin da subito sulle tecnologie più innovative ed all’avanguardia”, dice il giovane imprenditore.

QOOWEAR

Simone Casciaro, fondatore di QOOWEAR

QOOWEAR è il primo indumento invernale dotato di un’intelligenza artificiale che gli consente di modificare autonomamente la propria temperatura in base alle condizioni dell’ambiente esterno (qui un video che ne spiega il funzionamento). E’ infatti caratterizzato da un apparato elettronico e sensoristico che gli permette di fornire al corpo l’esatta quantità di calore di cui esso ha bisogno, nell’esatto momento e nell’esatto punto anatomico in cui la si vorrebbe ricevere. Questo processo è alimentato dall’energia fornita da una piccola batteria ed è gestito da un algoritmo proprietario, elaborato usando tecniche di analisi dei dati e di machine learning. QOOWEAR è pensato per essere un base-layer, una tipologia di indumento già sul mercato, che va indossato al di sotto dei  vestiti, ed è quindi costituito da un insieme di tessuti ultra-sottili, traspiranti e leggeri.
A seguito dell’idea è nato il team dei co-founder che Casciaro ha formato rivolgendosi ad alcuni compagni di liceo di Lecce oggi professionisti con le qualifiche adatte a portare avanti un progetto di questo tipo.   Il primo ad aderire è stato il suo omonimo, Simone, Architetto ed esperto di computer grafica, che è subito diventato design manager di QOOWEAR. Dopo poco si è unito l’ex compagno di classe Domenico, con doppia laurea in Astrofisica e business analyst ed una carriera già avviata, che oggi è il process manager del progetto. Con lui si sono filtrati i dati provenienti dalla NASA e dall’Unione Europea, per testare le ipotesi e capire quali fossero i veri mercati di riferimento. Dopo aver lavorato sodo per diversi mesi, quell’estate è salito a bordo Gian Marco, un altro grande amico di Casciaro, Ingegnere con laurea magistrale in Communication Engineering  ed esperienza in scrittura Firmware per l’Internet of Things, che ha completato il gruppo diventando il CTO della startup.

“In realtà oggi siamo ancora più grandi, perché abbiamo costruito un fitto gruppo di Mentor, raggiunti grazie ad una intensa attività di collaborazione fra Roma e Milano, e da Dicembre è salito a bordo un nuovo componente della nostra squadra, Francesco, mio amico e ingegnere dei materiali con un passato nel CNR, che oggi ricopre il ruolo di simulation engineer. Credo che sia l’eccellenza del nostro team a rappresentare il nostro più grande valore aggiunto!”, dice Simone Casciaro.

Il prodotto è pertanto interamente “designed in Italy” e tutta la capacità estetica Italiana confluisce quindi nel suo sviluppo, arrivato già alla terza versione del design, ora visibile sul loro sito InternetQOOWEAR si rivolge a tutti coloro che vivono in rigide condizioni invernali: diverse centinaia di milioni di persone in tutto il mondo; solo negli USA sono più di 100 milioni le persone che vivono in condizioni meteorologiche “sotto zero” per più di 3 mesi l’anno.

Nel 2017, il team lancerà una campagna di reward-based crowdfunding su Indiegogo, con cui punteranno a raggiungere i primi clienti all’interno della categoria dei giovani sportivi americani che cercano un prodotto che permetta loro di vivere appieno la propria attività sportiva anche nelle condizioni più avverse. In particolare si concentreranno su coloro che sono particolarmente interessanti alle tecnologie innovative, detti early-adopter, e che sono già pratici con il finanziamento collettivo.  

“Il nostro scopo principale — spiega Casciaro — è quello di intercettare i primi clienti appassionati al nostro prodotto  e imparare il più possibile da loro per migliorare il prodotto col feedback ricevuto. Il ricavato della campagna verrà utilizzato per consegnare in tempo il prodotto ai nostri early-backers ed investire in ricerca e sviluppo per migliorare velocemente e arrivare sul mercato entro il 2018”.

La storia italiana è generalmente una garanzia di bellezza e creatività e, a quanto pare, QOOWEAR non è un’eccezione. A differenza dei base-layer che sono già da molto sul mercato, questo capo termico molto alla moda, fornisce attivamente calore al corpo umano, come se ci fosse un termosifone a propria disposizione nell’esatto momento in cui se ne ha bisogno.  “Al contempo — aggiunge Simone Casciaro — non causa, al momento dell’ingresso in un ambiente chiuso come una stanza o un locale, l’accumulo eccessivo di calore che si ha invece con i base-layer  che sono attualmente sul mercato. Tale accumulo innesta infatti un processo di sudorazione che genera un’immediata sensazione di disagio e malessere da parte dell’utilizzatore, che può anche sfociare nel bisogno di togliersi il base-layer, ovvero spogliarsi una volta arrivati in un ambiente chiuso”.

Mi sono riproposta di seguire questa startup con attenzione sperando di poter acquistare un capo in tempo per la prossima stagione sciistica.


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