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In Turchia si vieta alle donne di leccare il gelato, in Italia niente più cose turche

Per amare a lungo bisogna essere fantasiosi e per avere fantasia bisogna nutrirsi di cultura. E anche un gelato fatto a regola d’arte può fare al caso nostro

In Turchia leccare un gelato diventa goduria per soli uomini. Benché io adori il gelato e pure la Turchia, non c’è pericolo che lecchi un gelato in Turchia  ma neppure in patria, perché sono molto restia a leccare gelati che non hanno un bell’aspetto, essendone una intenditrice

Uno dei piaceri della vita è leccare un gelato. In Turchia lo possono fare solo gli uomini. Non è bon ton per una donna turca. Una donna di buon gusto predilige il gesto non il gusto. Un piacere che sottenderebbe qualcosa di laido perché riguarda le viscere.

Riporta letteradonna.it del 18 gennaio che la municipalità di Bagcilar, nella zona europea di Istanbul, governata dall’Akp, partito del presidente Erdogan, ha organizzato un corso di stile per le residenti: Come essere donna a Istanbul. Due ore la settimana su come vestirsi, parlare, camminare e mangiare un gelato in pubblico ovvero senza leccarlo se si vuole apparire eleganti. I corsi includono anche altri suggerimenti da non fare in pubblico: non parlare di cose personali al telefono, non truccarsi al mattino, non indossare vestiti stravaganti, fare attenzione al tono della propria voce.

Bufera sui social per queste lezioni di etichetta. Già in campagna elettorale il vicepremier Bulent Arinc aveva dettato le linee guida del comportamento di una brava turca: “La donna saprà quello che è peccaminoso e quello che non lo è. Non riderà in pubblico. Non sarà seducente nel suo comportamento e proteggerà la sua castità” e la risposta furono migliaia di foto di donne turche sorridenti e senza velo sui social.

Ma Istanbul o Antalya non sono la Turchia dell’interno dove le donne sono coperte dalla testa ai piedi come lo erano le italiane del Meridione negli anni ’50. Donne a cui è preclusa la cultura, se non quella del Corano, e che hanno votato Erdogan per analfabeta sottomissione a un governo ignorante. E pensare che Ataturk, il fondatore della Repubblica turca, diede il voto alle donne nel 1930, ben 16 anni prima che venisse concesso alle italiane.

Negli anni ’70, in Italia, dire “Ho fatto cose turche” significava: “Ho fumato come un turco, ho bestemmiato come un turco, ho fatto sesso matto come un turco”.  Tutto in eccesso, fino alla dissolutezza.

Ora in Italia abbiamo mantenuto le prime due pratiche turche, perché fumare è vietato dallo Stato e bestemmiare dalla Chiesa. Tutto ciò che è vietato stimola il desiderio. Fare sesso invece non solo non è vietato, ma incentivato in tutti i modi dai media e quindi non risulta molto interessante, a meno che non sia trasgressivo. Non si tratta più di un rapporto tra un uomo e una donna che lo fanno con passione e vigore, ma di una pratica dove entrano in gioco altri strumenti e soggetti, come tutti ben sappiamo, per stimolare un’attrazione latitante.

Tornando al gelato, benché io adori il gelato e pure la Turchia, non c’è pericolo che lecchi un gelato in Turchia  ma neppure in patria, perché sono molto restia a leccare gelati che non hanno un bell’aspetto, essendone una intenditrice. La maggior parte delle gelaterie italiane fa dei falsi gelati artigianali pieni di coloranti e conservanti, limitandosi a diluire con il latte delle paste industriali. Insomma, per me il gelato è una faccenda molto intima quanto scegliere un amante. Tuttavia quando vado nella mia gelateria preferita mi abbandono a delle grandi leccate e guardo con commiserazione quelle donne, anche giovani, che mangiano il gelato dal cono con il cucchiaino, portando in bocca delle microscopiche porzioni di quel cibo divino. Penso che di sesso non capiscono niente perché non sono capaci di abbandonarsi al piacere. Il sesso è un gusto come la gola e in Turchia sanno bene che il confine è molto labile. Forse dovremmo rieducare i giovani a sentire il proprio corpo attraverso piccoli e innocenti piaceri come gustare un gelato, anziché lasciarli passare la notte nei bar a ubriacarsi per trovare nell’alcol un po’ di coraggio ad approcciare una donna. Per non parlare di droga, film porno, orge e chi più ne ha più ne metta.

E se l’unico piacere delle povere contadine turche, leccare un cono gelato ciabattando per le strade polverose dei paesi, viene loro precluso, noi siamo dei poveri italiani senza arte né parte perché non sappiamo più fare dell’amore un’arte e spesso neppure da che parte stare, se essere uomini o donne. Il progresso senza cultura non va da nessuna parte, tantomeno finisce in un amplesso amoroso. Per amare a lungo bisogna essere fantasiosi e per avere fantasia bisogna nutrirsi di cultura. E anche un gelato fatto a regola d’arte può fare al caso nostro.

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