Cerca

LifestylesLifestyles

Commenti: Vai ai commenti

Complexion: il mio rigenerante incontro a Venezia con Nina Davuluri

In occasione della Mostra del Cinema, ho intervistato la Miss America 2014 di origini indiane sul suo viaggio-progetto-film a favore della diversità

“Subito dopo la mia elezione ho ricevuto insulti razzisti sui social e minacce. Mi dicevamo che non rappresentavo i canoni estetici di una reginetta di bellezza americana. Troppo scura, troppo diversa... È l’istruzione che mi ha portato a diventare Miss America e non la bellezza. Se non fossi stata anche istruita se non avessi frequentato il college non sarei mai arrivata dove sono oggi”. 

“Quando ero piccola mi dicevano che se fossi stata meno scura sarei stata più carina. Sono cresciuta pensando che fosse vero”.

Nina Devoluri con Tiziana Ferrario a Venezia

Incontro Nina Davuluri, Miss America 2014, alla Mostra del Cinema di Venezia nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo dove è venuta a presentare il suo nuovo progetto a favore della diversità dal titolo Complexion. Un viaggio in sei paesi, tra questi anche l’Italia, che realizzerà con la regista Lia Beltrami allo scopo di combattere pregiudizi e discriminazioni e per dare sicurezza a chi non si sente bene nei propri panni perché il mondo che lo circonda ha modelli culturali diversi, ma non per forza giusti. Nina Davuluri è stata la prima indiana americana a ricevere il titolo di Miss America dopo essere stata eletta Miss New York.

“Subito dopo la mia elezione – mi racconta – ho ricevuto insulti razzisti sui social e minacce. Mi dicevamo che non rappresentavo i canoni estetici di una reginetta di bellezza americana. Troppo scura, troppo diversa”.

Superata la delusione iniziale Nina ha deciso di trasformare la negatività ricevuta in positività. “Ho capito che dovevo reagire. Ho lanciato la mia  campagna Circles of Unity e da allora appena posso vado nelle scuole, incontro ragazzi e ragazze e il messaggio che diffondo tra loro parla di accettazione, di valore della diversità, di inclusione….”.

Nin a Davuluri, incoronata Miss America 2014

Nina oggi è una giovane trentenne sorridente e bellissima con una luce intensa negli occhi. “È l’istruzione che mi ha portato a diventare Miss America e non la bellezza. Se non fossi stata anche istruita se non avessi frequentato il college non sarei mai arrivata dove sono oggi”. 

Nina crede molto negli studi scientifici e spinge le ragazze a scegliere questo tipo di materie. “Il mio modello di riferimento è stata mia nonna che tanti anni fa aprì una scuola elementare in India per le bambine più svantaggiate ed è riuscita negli anni ad allargare la sua attività aprendo anche scuole superiori.”

Nina mi spiega  che durante un viaggio in India ha scoperto il grande giro d’affari dietro alle creme schiarenti per la pelle. “Alle madri spiego che se hanno 5 rupie da investire è meglio che comprino libri per le proprie figlie e non creme per rendere la loro carnagione più chiara”.

Parlo con Nina proprio mentre in Italia montano le polemiche per la presenza nel concorso di Miss Italia di una ragazza di 20 anni Sevmi Tharuka Fernando nata nel nostro paese da genitori di Sry Lanka. Il padre è arrivato ben trentanni fa in Italia, ma per qualcuno non è un tempo sufficiente per considerare lui integrato e lei italiana. Sevmi, sostengono i duri e puri dell’italica tribù, non rispetta i canoni di bellezza della penisola. Ma quali sono questi canoni mi chiedo, visto che tra nord e sud le stesse caratteristiche somatiche italiane sono piuttosto differenti? Il mondo cambia, l’Italia degli anni 50 che incoronò Sofia Loren Miss eleganza non esiste più, ma i razzisti sono sempre identici a se stessi.

Detto questo non amo i concorsi di bellezza, non sopporto le ragazze esibite solo per lo stacco di coscia. Cancellerei in blocco Miss Italia da tutti gli schermi televisivi.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter