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Moda e disabilità. Quando la passerella diventaa inclusiva

Alcuni dei modelli che hanno sfilato nell'evento newyorchese. Da sinistra: Magda Coman (Romania), Jack Eyers (Inghilterra), Shaholly Ayers (Hawai)

Alcuni dei modelli che hanno sfilato nell'evento newyorchese. Da sinistra: Magda Coman (Romania), Jack Eyers (Inghilterra), Shaholly Ayers (Hawai)

Da anni Ilaria Niccolini porta sulle passerelle italiane modelli con disabilità, per diffondere un concetto di fashion che rifiuta l'esclusività. Quest'anno per la prima volta il progetto è approdato alla Fashion Week di New York

 

Bellezza, eleganza e moda sfilano sulla passerella dell'inclusione. Ilaria Niccolini, la mente della piattaforma FTL Moda, da quattro anni porta sulle passerelle italiane modelli con disabilità fisiche. E quest’anno il progetto è approdato alla Fashion Week di New York. Per la prima volta nella storia delle moda newyorchese hanno sfilato – su collezione di Antonio Urzí che ha lavorato anche per Armani, Versace e ha vestito star del calibro di Lady Gaga, Beyoncé, Rihanna e Britney Spears – modelli diversamente abili provenienti da tutto il mondo tra i quali anche le icone Jack Eyers e Shaholly Ayers. Questa la rivoluzione tutta italiana che ha sfidato il mondo dell'esclusività per eccellenza, quello della moda.

1La FTL Moda nasce nel 2006 e organizza eventi di moda in tutto il mondo coinvolgendo grandi nomi della scena internazionale quali Renato Balestra, Enrico Coveri, Lorenzo Riva, Luciano Barbera, Nino Lettieri, e tanti altri. Nel 2009 la Regione Lombardia ha ufficializzato la partecipazione della FLT Moda a supporto del Proudly Made in Italy nel mondo e dal 2013 la FTL è affiliata con  Mercedes Benz – New York Fashion Week. È proprio in questa occasione che nasce  lo spin off FTL Moda Loving Youpasserella che vede modelli e modelle diversamente abili sfilare indossando i capi firmati da grandi nomi della scena dell’alta moda. Agli eventi partecipano l'italiana Fondazione Vertical  (l’associazione nota per la ricerca sulle lesioni midollari), la Models Of Diversity di Londra e la Global Disability Inclusion, con sede negli Stati Uniti. Ed è con le ultime due che si è replicato anche su Milano durante la Settimana della moda.

Quando si pensa all’alta moda vengono subito alla mente scenari patinati da sogno che propongono irraggiungibili immagini sfacciatamente d'elite. Da una sfilata ci si aspetta l’inimmaginabile e tutto ciò che sembra irrealizzabile e folle, in questo mondo meraviglioso ed inafferrabile, diventa realtà. Una realtà in cui l'eccesso è di casa e il “non per tutti” è una filosofia. Le passerelle di Ilaria Niccolini sono in totale contrapposizione con questo concetto del glamour. La sua visione trasforma di fatto l’elitarismo selettivo dell’alta moda in un movimento inclusivo che rompe con lo stabilito rendendo quel suo porsi in contrasto rivoluzionario. “Il concetto stesso di moda offre un’autentica sensazione di esclusione per via della natura intrinseca della moda stessa – racconta Ilaria Niccolini – L’ambiente è esclusivo ed eccessivo per sua identità propria e questa esagerazione del linguaggio ha permesso che la forbice tra il trash e la couture si allargasse al punto da arrivare alla degenerazione e all’urlato pur di ottenere attenzione e reazione dall’esterno. Così facendo però, spesso accade che i messaggi vengano svuotati dei loro contenuti portando inevitabilmente alla perdita totale dei valori. Oggi tutto questo, almeno dal mio punto di vista, non è più accettabile perché viviamo in un momento storico particolarmente delicato dove il recupero del contenuto diventa imperativo. Se questo non avviene, l’alta moda potrebbe finire con il consumare se stessa non avendo più quella capacità trasformativa necessaria per andare avanti”. 

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Jack Eyers in passerella. Il primo uomo con una protesi a sfilare alla New York Fashion Show

Durante la sfilata di New York questo criterio di rottura è stato messo perfettamente in pratica facendo la storia delle passerelle nel mondo. Jack Eyers è stato infatti il primo uomo con protesi a calcare le scene della moda newyorchese e con lui hanno sfilato molte modelle provenienti da diverse nazioni, tutte dotate di una caparbietà e una forza che non possono che colpire. Il messaggio che passa è sempre positivo e di speranza. Jack Eyers nasce con una terribile deformazione alla gamba sinistra che gli impediva di avere una vita normale. Andare al cinema o prendere l’autobus era per lui impossibile. A sedici anni gli venne amputato l'arto e da allora la sua vita é decisamente cambiata. Ma in meglio, racconta il modello: "Finalmente iniziai a fare cose che non potevo assolutamente fare prima dell’operazione come correre, uscire da solo e allenarmi. Fu così che iniziai il percorso nel mondo dello sport. Oggi, dopo anni di duro allenamento, riesco a guadagnarmi da vivere come personal trainer e come sportivo professionista. Ora sento il bisogno di portare un messaggio di speranza a tutte quelle persone che si sentono sconfitte ed in difficoltà. Bisogna credere in noi stessi e non mollare mai. Io sono la prova vivente che se crediamo in noi stessi e nella possibilità di cambiare le cose, la nostra vita può davvero cambiare”.

La modella Hawaiana Shaholly Ayers

La modella Hawaiana Shaholly Ayers

La FTL Moda Loving You, dopo aver sfilato per la settimana della moda di New York, ha partecipato anche alla settimana della moda di Milano presentando una versione ridotta della sfilata presso il Cross+Studio in zona Navigli. Una grande installazione ha accolto le modelle ed immancabili le due “sentinelle” con in contemporanea la proiezione della sfilata di Antonio Urzí. 

Ciò che davvero colpisce in questo evento è la rivoluzionaria proposta di interpretazione dell’alta moda, fatta di aperture e suggerimenti che portano ad un diverso sentire, che generano pari opportunità. La disabilità trattata come possibilità di rapporto con il diverso da noi. La proposta di un'immagine di essere umano totalmente diverso dal solito prototipo di perfezione ideale così lontano dal mondo reale. Uomini e donne sono belli e perfetti, sempre e comunque, seppure con una protesi. Che le modelle debbano essere magrissime e adeguarsi a un canone di bellezza imposto dall'alto è un concetto che ormai appartiene al passato. La moda del futuro è per tutti e tutti possono trovare la loro perfezione. Ed é significativo che siano proprio delle donne, come Ilaria Niccolini, a dare il loro contributo (tutto italiano) nel miglioramento del rapporto con il diverso e con le minoranze, creando eventi culturali in grado di lasciare il segno. 

 

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