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Fay Uomo, essere giovane e non essere sovversivo è una contraddizione

La collezione fall-winter '17-'18 di Fay Uomo è l’emblema della rivoluzione che trova agiatezza

di Federica Pesce

Un capo della collezione fall-winter '17-'18 di Fay Uomo.

Una collezione che sembra trasportarci indietro di 50 anni, nel '68. Un anno negli USA dilaniato dalla guerra in Vietnam e da spese belliche eccessive, in Italia dalla mancanza di sussidi per studenti e di occupazione post-universitario: un mondo che, fatto salvo per qualche dettaglio, sembra rivivere in quello di oggi. E il brand decide di rivisitare il capo iconico dell'epoca: l'ekimo
Questa stagione s’ispira alle storiche università europee come la Sorbona a Parigi o l’Imperial Collage a Londra, ma anche alla condizione americana socio-culturale degli anni sessanta/ settanta. In particolare, viene presa in considerazione la figura di Herbert Marcuse, filosofo sociologo tedesco neutralizzato americano del filone marxista hegeliano e autore della “Teoria Critica”. Quest’ultima è l’opera centrale del movimento studentesco degli anni Sessanta che suggeriva l’idea di una nuova Sinistra, un associazionismo politico non istituzionale contro il capitalismo.

Da qui, il brand decide di rivisitare il capo iconico dell’epoca: l’eskimo con un fascino eterno. Un moderno capo dalla doppia anima: al giaccone esterno si aggiunge, infatti, un giubbotto interno trapuntato completamente staccabile, realizzato in piuma tecnica sintetica dall’aspetto compatto ma leggero. L’ampio cappuccio imbottito, le quattro comode tasche frontali e la coulisse in vita donano un aspetto disinvolto, mentre il gancio a chiusura sul collo conferma l’immancabile firma della casa. Tradizione e innovazione si compensano anche nella scelta dei materiali: il disegno apparentemente rigoroso si coniuga con la straordinaria morbidezza che gli deriva dall’estrema nobiltà dei filati selezionati. I colori della collezione sono principalmente verdone, blu, grigio e cammello. Da non dimenticare i cappotti in tweed e i maglioni dolcevita con motivo in macro-check su base grigio fumo in cui il porpora e il ghiaccio ne accendono con vigore i toni.

Una fall-winter senza tempo che ricorda un periodo storico tanto difficile quanto affascinate: il sessantotto. In USA dilaniato dalla guerra in Vietnam, dalle eccessive spese belliche e dalla rivolta dei cittadini di colore; mentre in Italia dalla mancanza di sussidi per studenti, di posti di lavoro post laurea e di un affollamento nelle università. Uno scenario non tanto lontano da quello in cui viviamo, forse leggermente smussato per le parole dette e non dette. Fay vuole fare rivivere la contestazione con una perfezione estetica e un senso di leggerezza, dinamicità e libertà. Bisogna possedere originalità, gusto e inventiva anche se è difficile in un’epoca, dove si è già visto tutto o quasi. Tuttavia, occorre prendere spunto da ambienti che hanno charme intramontabile e patrimonio culturale perché un’idea che non trova posto a sedere, è destinata a compiere la rivoluzione.

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