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A Milano una moda intellettualmente furba ed efficientemente disturbante

Le tendenze della prossima stagione autunno/inverno saranno desiderabili perché la regola di base sarà il “vale tutto”

di Federica Pesce
Dal 21 al 27 febbraio si è tenuta a Milano la fashion week, in un'indecisione tra passato e futuro, tra luccichii anni 20, libertà, moda dei millennials e nostalgia del passato. Un mondo onirico che rispecchia la vita sociale del tempo, tornerà l’austerity?

La moda, si sa, è uno specchio acuto, spietato e una previsione del futuro: 156 le collezioni tra sfilate, presentazioni, eventi sono state proposte a Milano lo scorso fine Febbraio. Si percepisce la voglia di cambiamento, di rompere gli schemi e di esprimere individualità ma senza commettere una rivoluzione. E quindi dove realmente si vuole andare?

Moschino

La confusione è tanta, un’indecisione tra passato e futuro. Raccontare ciò che sarà da ciò che è stato senza tener conto della corsa contro il tempo chiamata presente, armata dai mezzi di critica più temibili: i social media. Ecco perché ora molti brand come Gucci, Moschino, Tod’s, Tommy Hilfigher e Isola Marras favoriscono la moda dei millenials.

Un target interessante ma che non ha un vero potere d’acquisto, i diciottenni/ventenni sono solo presi di mira per essere uno specchio di una borghesia disorientata e annoiata affinché percepisca e assuma il “young power”. Il lusso si mischia con l’activewear forse per una strategia di mercato che non a caso raggiunge un impatto globale vedi Dolce & Gabbana o l’unione tra Fendi e Fila.

Isola Marras

Tuttavia, l’essere umano è romantico e nostalgico per natura tanto da glorificare ancora una volta gli opulenti anni ottanta. L’inverno prossimo sarà, infatti, un vortice di colori accesi con effetti vernice e una palette estrosa definita da molte label quali Daizy Shely, Fay, Isola Marras, MSGM, Marni.

Si favorisce l’emancipazione della donna come hanno manifestato in passerella le modelle di Prada o quelle di Moschino onorando Jackie Kennedy truccate da marziane. E come simbolo di libertà si conferma il tanto amato denim vissuto e un po’ grezzo come presenta Dondup o sofisticato con ricami e inserti di pelliccia tono su tono come dichiara Rossella Giardini e Blue Marine. Il tartan afferma il suo potere in termini di “Scottish style” per Daizy Shely e Aspesi, preppy e multicolor per Versace e incredibilmente grunge per Max Mara.

Luisa Beccaria

Curioso è anche il luccichio e le rimembranze dei 20’s accompagnate da un fiume di frange sottili e mood ento-chic come manifesta Roberto Cavalli, Etro, Luisa Beccaria, e Missoni. Per quanto riguarda le tendenze degli items si propone capispalla doppiopetto con tecniche glamour per Fay, Herno e Moncler.

Long dress sdoganati anche per occasioni formali per Roberto Cavalli, Ermanno Scervino, Luisa Beccaria e Jill Sander. Morbide avvolgenti stole imbottite da annodare vistosamente al collo per Antonio Marras, Emilio Pucci e Versace e infine i texani ai piedi per Fendi e Dolce & Gabbana.

Un mondo quasi onirico e disorganico che però rispecchia la vita sociale del tempo, tornerà l’austerity? Non si sa, nel frattempo si bevono sempre più spesso infusi e si passa la giornata a riutilizzare gli scarti come l’arte del patchwork.

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