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Sapora, il sapore e il saper vivere

Oggi per soldi copriamo le statue romane come già si sono coperte il capo le donne "liberate"

statue coperte
Se la prendono tutti con Ilva Sapora, capa del cerimoniale. Ma c’è chi insinua che l’idea fosse renziana. Il problema è che se scarseggia la cultura la sintonia non basta e coprire le statue è stato un atto di disprezzo della propria cultura e quindi del proprio ruolo istituzionale

Ma quante storie per la copertura delle statue! Nel vicino Oriente antico le statue delle dee venivano lavate e vestite dalle sacerdotesse prima di essere portate al cospetto del dio. Cos’altro dovevano fare le sacerdotesse tutto il giorno se non giocare con delle Barbie di marmo? Se la prendono tutti con la responsabile del cerimoniale della Presidenza del Consiglio, Ilva Sapora, che ha fatto alle statue solo quello che sa fare: coprirsi e fare la sacerdotessa di Renzi, accompagnandolo a pranzo in giro per il mondo. Forse in questi giorni le sarà passato un po’ l’appetito.

Eppoi come si può pretendere dalla funzionaria pubblica Sapora di aver uso di mondo e sapere l’inglese? Scoperta da Gianni Letta tre anni fa nel dipartimento di Onorificenze e Araldica, l’allora premier notò che si presentava bene e perciò ritenne fosse abbastanza esperta di gotha da poterlo affiancare e dargli delle dritte su come comportarsi al cospetto dei potenti della terra. Essendo lei una dipendente statale, non c’era neanche il fastidio di dover giustificare la spesa di una consulente esterna. Insomma un bel risparmio. Anche sull’immagine del governo, come si è visto. Ora vengono a galla tutte le gaffe commesse dalla dirigente: dalla ingiustificata sparizione degli orologi Rolex ricevuti in dono in Arabia Saudita alla scelta scadente del menu per i reali di Giordania.

L’abito non fa il monaco, ma viviamo in una società bifolca convinta invece che indossare un vestito costoso sia attestazione di signorilità. Insomma, che una madama elegante e gentile sappia di conseguenza comportarsi secondo l’etichetta e abbinare i sapori da far trovare in tavola. Sapora non è sapore e tantomeno saper vivere. Il problema è che certi politici che devono rappresentare l’Italia si ritrovano al potere talmente digiuni di buon gusto e belle maniere da non rendersene nemmeno conto finché non casca il palco. Ma c’è chi insinua che l’ideuzza di coprire le statue fosse renziana, perché non si muove foglia che Matteo non voglia.

Il problema è più grave: non basta che ci sia tra premier e capa del cerimoniale “grande sintonia politica e umana” se la cultura scarseggia. Uno dei due dovrebbe averne almeno un po’. Perché l’aver deciso di coprire le statue, per non offendere il pudore del presidente Rouhani, è stato un atto di disprezzo della propria cultura e quindi del proprio ruolo istituzionale. Dimostrare di rinnegare le nostre radici storiche è svelare la propria mancanza di cultura. Una cosa poi è servire lo Stato, altra servire il prossimo solo perché profuma di petroldollari. La Sapora è gerarchicamente programmata a servire i superiori, atteggiamento che fa sempre fare una folgorante carriera, ma comportarsi da serva zelante con un’autorità esterna è patologico. Renzi deve servire lo Stato, ma non deve confonderlo con le casse dello Stato, perché ha messo l’Italia in una posizione servile nei confronti dell’Iran: ci ha fatti passare tutti per servi, lui per primo. E non siamo neanche in bancarotta come i greci. Ovvio poi che la Merkel tratti l’Italia come il suo zerbino.
Hollande ha offerto al presidente iraniano solo una colazione a base di caffè e brioches anziché un pranzo, perché ha giudicato prevaricante la richiesta di Rouhani di non servire a tavola il vino. Noi invece ci siamo adeguati. Peraltro a Parigi la feman francese, il corpo penzoloni nudo e dipinto dei colori della bandiera iraniana, non ha evitato la sottoscrizione di accordi economici per 20 miliardi di euro. Noi ne abbiamo portati a casa solo 17.

Ma si sa, quando uno profuma di soldi diventa un dio. Per questo donne che si considerano liberate, grazie alla militanza nel loro partito, come Emma Bonino, Federica Mogherini, Debora Serracchiani, si sono presentate al cospetto delle autorità di Teheran velate. Brutte forti, perché il velo è un’arma a doppio taglio: incorniciando il viso, mette in risalto espressioni o lineamenti senza grazia solitamente addolciti da una bella capigliatura. Perché, se proprio volevano fare atto di rispetto, non si sono poste sul capo un bel turbante? Come fa la scicchissima sceicca del Qatar Mozah Bint Nasser, la donna più bella e potente d’Arabia.

Ci si prostituisce per gradi, perché la fame vien mangiando: oggi per soldi copriamo le statue romane e i nostri capi, domani si potrebbe vendere il Vaticano, con annesso il rappresentante di Dio in terra. Tanto dignità e fede non sono beni tangibili: alienarli fa vivere più agiatamente.

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