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Cos’è l’amore? Cos’è la lussuria? Che differenza c’è tra odio, rancore, risentimento?

Ragionamento sulle religioni e come ci influenzano la vita dopo aver letto le 22 coppie antitetiche nel "Piccolo dizionario dei sentimenti" di Gianfranco Ravasi

Lussuria: Sebastiano Ricci, sala della giovinezza al bivio tra vizi e virtù, con stucchi di G.B. Ciceri e Giovanni Baratta (Palazzo Fenzi, Firenze/Wikimedia)

Come si può bollare la lussuria senza distinguere? Quando c’è trasporto amoroso, avviene la congiunzione degli opposti e l’orgasmo è un’esperienza mistica

Nel Piccolo dizionario dei sentimenti (il Saggiatore) Gianfranco Ravasi elenca 22 coppie antitetiche di sentimenti dandone una spiegazione sintetica, sostenuta da dotte citazioni letterarie, ma soprattutto bibliche. Ravasi è ebraista, biblista e teologo, nonché presidente del Pontificio consiglio della cultura e della Pontificia commissione di archeologia sacra, ha scritto libri e collabora con prestigiose testate. E’ affascinante come riesca a spiegare un sentimento partendo dal suono delle parole dell’etimologia ebraica.

Ho avuto una profonda educazione cattolica e leggendo questo florilegio, come lo definisce l’autore, cioè un’antologia che schiudendosi come un fiore lascia intravedere alcuni petali, ho visto che l’insegnamento biblico è alla base di qualsiasi ragionamento e spiegazione di Ravasi. Come se prima non ci fosse stata la religione, come se prima degli ebrei e dei cristiani ci fosse stata solo l’idolatria pagana. Ogni religione ha e ha avuto la sua sacralità e nessuna può ergersi a unica e migliore. Quello che conta è avere il divino dentro di sé, come ci ha insegnato Socrate ben prima di Cristo. Non voglio negare che Gesù sia stato un grand’uomo, il più grande mai esistito, ma non nutro la certezza granitica che sia il figlio di Dio, perché sono profondamente greca per cultura ossia, come direbbe un cattolico che non conosce le religioni prebibliche, pagana.

Le citazioni bibliche di Ravasi le conosco benissimo, perché di esse mi hanno farcito la testa suore, preti e familiari, e conosco il ragionamento filosofico della religione cattolica. Mi hanno insegnato che “Dio è amore” e che “Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo figlio unigenito”. Dunque ha sacrificato il figlio per salvare noi mortali. Ci amava di più? Oppure perché anche noi eravamo suoi figli? Più in là Ravasi scrive: “Gesù sceglie di restare fedele a Dio nonostante la prospettiva della morte”.

Avendo studiato un po’ le religioni pagane, posso dire che all’epoca della Grande Madre, quando la divinità era unica ma femminile, per propiziare la rinascita dell’agricoltura la Dea chiedeva al padre di sacrificarsi per il figlio, per la sopravvivenza di tutti noi. Il padre veniva sostituito con un uomo più giovane.

Poi è stato introdotto un capro espiatorio che veniva ucciso invece del padre in modo che non morisse e potesse riprendere il suo posto alla fine della celebrazione del rito di fecondazione. Ecco che arrivano i semiti nel bacino del Mediterraneo e, dopo duemila anni che si faceva così, introducono un unico dio maschile, un figlio che si sacrifica per lui e lo spirito santo, grazie al quale Maria resta incinta. Chi sia lo spirito santo è un mistero. Ma nell’occultismo lo spirito santo è Sofia, la sapienza: è la donna. Perché senza di lei il figlio non nasce, almeno sulla terra. Su altri pianeti può darsi che funzioni diversamente.

Quanto all’amore universale, l’amore della Dea lo era, ma non si occupava di ogni singolo figlio mortale. Invece Dio pensa ad ognuno di noi. Volete mettere? Poi non si capisce perché qualcuno sia disgraziato, nonostante preghi dalla mattina alla sera, e qualcun altro fortunatissimo e non metta piede in chiesa. Ma comunque vada in terra, resta la speranza del regno dei cieli…

La lussuria è un vizio capitale per la religione cristiana, mentre era un mezzo di contatto con il divino per le religioni mediterranee. Cosa ne sa della lussuria un prete? Come può bollare la lussuria senza distinguere? Quando c’è trasporto amoroso, avviene la congiunzione degli opposti e l’orgasmo è un’esperienza mistica. Il sesso è sempre stato considerato peccato per la Chiesa, da praticare solo per fare figli. E allora anche il cuore viene confuso con la coscienza, l’intelligenza, la sapienza. Magari: saremmo tutti buoni, onesti e controllati. Ma neanche Dio è riuscito a farci tali. Il cuore ci strazia e si fa rapire, tradisce la nostra coscienza e si fa ingannare. Il cuore batte per chi non lo merita e si chiude al più onesto degli uomini. Perché, come scrisse il filosofo Blaise Pascal: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Il cuore è passione e per essa è disposto a patire le pene dell’inferno in terra.

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