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PSICOLOGIA/ Mass Media: tra condizionamenti e…informazioni

A sinistra una immagine tratta dal celebre film Videodrome di David Cronenberg
 

La vita della maggior parte di noi umani, innegabilmente, deve fare i conti con i mass media i quali, intesi sia come mezzi per veicolare informazioni che oggetti tecnologici coi quali interagiamo come utenti, col nostro aiuto e beneplacito, sono entrati a fra parte della vita quotidiana in maniera prepotente, invadente e preponderante. Sicuramente nessuno vuole negare di riconoscere loro anche un’importante funzione sociale, basti ricordare il loro utilizzo per l’informazione pubblica, ma in ogni caso, chi volesse per un attimo rimanerne in disparte, defilarsi, interrompere quella relazione forzata con questi dispositivi, strumenti, messaggi, che molto parlano e poco ascoltano, praticamente non potrebbe, a meno di non trasferirsi in un luogo dove la civilizzazione non è ancora arrivata, in quanto anche spegnendo tutti i devices possibili in suo possesso, rimarrebbe comunque sotto l’influenza degli altri disseminati in ogni dove sul territorio intorno e ai messaggi che tramite essi vengono inviati.
Basti vedere la proliferazione di schermi nell’ambiente, i quali hanno fatto la loro comparsa sui tettucci dei taxi, sulle colonne delle stazioni ferroviarie, sui pannelli sovrastanti le entrate delle metropolitane, nei locali pubblici, nei ristoranti!!… dove mentre mangi, anzi vorresti mangiare col tuo lui o lei in quel bel posticino che conoscevi, tanto “cute” e romantico, ti hanno piazzato un bel televisore dietro la schiena che magari sta trasmettendo la fiction del detective di turno con tanto di sparatorie e spargimenti di sangue per non dire peggio, perché da un po’ di tempo tutto si sta acuendo, dato che a forza di vedere ammazzamenti, questi quasi non fanno più effetto e gli sceneggiatori hanno dovuto tirare fuori il peggio del peggio per colpire lo spettatore; del quale schermo ti sei accorto solo una volta seduto e ordinata la cena.
Ma andando un po’ più a fondo alla questione emerge un problema molto più ampio, quello dei condizionamenti ai quali gli esseri umani sono sottoposti in seguito all’ esposizione ai messaggi inviati tramite i mass media. Ora credo sia chiaro più o meno a tutti che l’essere umano apprende da quello che vede, sente, prova, acquisendolo a sé e facendolo proprio. E’ anche chiaro che un essere umano maturo per la propria età, di solito vaglia tutto ciò attraverso il filtro dei propri valori e delle proprie convinzioni, ma che dire dei giovani in formazione o di quelle persone con personalità debole e con un sistema di valori vacillante perché non hanno avuto la possibilità di formarsene uno solido, magari a causa di scarse opportunità di vita?
Salvaguardando in modo assoluto la libertà di espressione, idee, opinioni e di convinzioni, penso a tutti coloro che hanno quel meraviglioso dono e opportunità di creare e diffondere prodotti destinati alla grande massa, di pensare e riflettere prima di mettere sul mercato qualcosa che possa avere un impatto fortemente negativo sugli individui. Mi riferisco a quei prodotti che diffondono violenza e cinismo gratuiti, suggeriscono soluzioni negative e violente ai problemi personali o atteggiamenti relazionali schizoidi come risposta a problemi relazionali, o peggio a indebitarsi coi giochi d’azzardo on-line. Davvero, mi chiedo quale valenza sociale e soddisfazione, se non meramente economica, si possa avere nel produrre e diffondere prodotti del genere.
E’ da un po’ tra l’altro che si sa che la sola soddisfazione del guadagno sganciato da una soddisfazione più elevata non ha il potere di appagare l’essere. Desidero citare solo a titolo esemplificativo un episodio per spiegarmi meglio. La mente mi va a un film che ebbe molto successo tra gli adolescenti dove si vede il protagonista con problemi non ben identificati, che entra di notte nella scuola che frequentava e la allaga rompendo intenzionalmente una condotta dell’acqua. Quella sera ebbi la netta sensazione che molti sarebbero stati tentati di emulare quel comportamento irresponsabile, anche perché il contesto della scena evocava sentimenti e situazioni spiacevoli spesso legati alla scuola che tutti vivono o hanno vissuto.
Situazioni spesso realmente presenti in quei contesti, ma che assolutamente non giustificano un comportamento vandalico e ritorsivo, che tra l’altro oltre a non risolvere nulla, (il film mostra anche un risvolto positivo conseguente all’atto) comportano conseguenze disciplinari e penali per chi se ne rende autore. Neanche l’avessi saputo in anticipo, di lì a poco, non una, ma due scuole italiane sono state allagate esattamente secondo le modalità viste nel film, solo che in questi due episodi gli autori sono stati scoperti e denunciati, denuncia penale più richiesta di risarcimento del danno e in quanto minorenni, hanno provocato anche il coinvolgimento dei loro genitori.
Per semplificare, chi non si è mai accorto che poco dopo programmi di successo che hanno avuto una forte presa sul pubblico, l’emulazione dei comportamenti visti è molto diffusa sia in positivo che in negativo? C’è una certa tendenza di alcuni operatori del settore a non occuparsi del messaggio che inviano, limitandosi a fare qualcosa che desiderano realizzare, mentre del messaggio devono occuparsi i fruitori, gli spettatori del loro film o fiction ad esempio, traendone quello che vogliono.
E’ fuor di dubbio che vada salvaguardata in ogni modo la libertà creativa e di espressione, ma è chiaro che non c’è paragone tra gli strumenti di persuasione che ha a disposizione un film o una fiction, per fare presa sullo spettatore, utilizzando parole, immagini, suoni, evocando ricordi, suggerendo strade e soluzioni, spingendo associazioni di idee, con gli strumenti che hanno disposizione i fruitori tra i quali c’è anche gente in difficoltà con la decodificazione dei messaggi. Non ci resta che fare molta attenzione a tutto ciò che riceviamo dai mass media giornalmente, scegliendo accuratamente ciò che vogliamo “ingerire e digerire” facendolo nostro, rifiutando al contempo ciò che risulta spazzatura e dannoso per noi in ogni senso. In fin dei conti, chi vorrebbe mangiare qualcosa di avariato e così spesso poi? A scegliere e a discernere può aiutarci sicuramente l’aumentare il nostro grado di cultura e senso critico, alla fine della fatica non male no?

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