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PSICOLOGIA/ Uniti nelle difficoltà economiche

Come affrontare in famiglia l’emergenza della perdita del lavoro senza far sentire troppo responsabili i figli o acuire le tensioni tra i coniugi

La recente crisi economica ha portato con sé una miriade di problemi, modificando lo stile di vita di tante persone e la necessità di rivedere alcune certezze. Molti si sono ritrovati senza lavoro e questo ha avuto ripercussioni a livello familiare in quanto la minore disponibilità economica ha acuito problemi esistenti e ne ha creati di nuovi.

Vorrei quindi tentare di dare qualche semplice consiglio, affinché possano essere contenuti i danni creati da questa situazione di disagio lavorativo, mentre si trova un altro posto di lavoro o si inizia una nuova attività. Mi rivolgo soprattutto alle coppie con figli minorenni o anche maggiorenni ma non ancora indipendenti economicamente, come ad esempio gli studenti. Prima di tutto è necessario che i due coniugi parlino dei problemi emergenti inizialmente da soli, in privato, senza coinvolgere immediatamente i figli. Deve essere scelto infatti il modo, il tempo e il linguaggio giusto per comunicare loro il cambiamento di situazione, al fine di non creare allarmismo, paura e sensi di colpa. Investire i figli di così tanta responsabilità in un momento, senza prepararli prima, potrebbe creare in loro un forte scompenso. In seguito all’emergere di problemi economici di solito cresce anche l’ansia e lo stress e potrebbe darsi che i coniugi abbiano la tentazione di colpevolizzarsi a vicenda addossandosi responsabilità di ogni tipo per scaricare la tensione accumulata, ma questo non aiuta e va evitato.

Bisogna invece essere di sostegno reciproco, ribadire la propria stima dell’uno per l’altro e prendere la situazione come una opportunità di cambiamento e modifica del menage condotto fino quel momento, cercando vie nuove e nuove opportunità di lavoro. Il compito dei coniugi tra loro e nel ruolo di genitori non è solo quello di assicurare il sostentamento e il benessere economico, ma anche e soprattutto, dare buoni esempi da seguire nelle difficoltà che si presentano durante la vita. È necessario quindi che i coniugi-genitori mostrino una forte resilience ai problemi trovando strategie per uscirne vincenti sia dal punto di vista pratico che emotivo e questo lo si riesce a fare quando si ha molta stima reciproca e dei figli e rispetto del loro stato psicofisico.

Quindi bisognerebbe evitare di lasciarsi andare ad atteggiamenti pessimisti e puntare invece sul rafforzamento delle proprie risorse al fine di mostrare che vi è sempre una via di uscita dalle situazioni. È indispensabile poi mantenere un buon contatto nella coppia e con i figli, singolarmente e nel contesto del nucleo familiare. Ogni persona è fatta a modo proprio, non esiste un figlio uguale all’altro ed è necessario parlare con ognuno di loro nel modo adeguato. A tal fine è fondamentale riservare dei piccoli spazi privati con ciascuno di essi. Diciamo in definitiva che per una buona relazione coi figli bisognerebbe avere dei giusti confini, nel senso di evitare di fare della relazione familiare un minestrone, stando sempre tutti insieme e mettendo in mezzo tutti i problemi senza un filtro.

È fondamentale invece che ogni coniuge riservi uno spazio, anche piccolo ma di qualità, con ogni singolo figlio e col partner e che poi ci siano dei momenti di condivisione comune fatti di colloqui, pranzi, giochi, progetti per ogni singolo e comuni. Se i ragazzi in seguito alla mutata situazione economica diventano agitati, nervosi, maleducati e disubbidienti, è probabile che si sentano in colpa per sentirsi incapaci di aiutare i genitori a trovare una soluzione.

I figli vogliono molto bene ai genitori e sentirsi impotenti in una situazione in cui vorrebbero fare chissà cosa senza averne gli strumenti li fa sentire frustrati. In questo caso è necessario evitare di rimproverarli in malo modo. Al contrario bisogna rassicurarli e ribadire loro tutta la stima possibile, dicendo che il loro affetto (per i genitori) è fondamentale per superare la situazione difficile temporanea e che insieme volete fare un piano per affrontare gli impegni presi e quelli del prossimo futuro.

Se sono presenti figli di diversa età è necessario evitare di dire “tu sei grande quindi…”, “tu sei piccolo quindi…” e altre frasi simili, in quanto se sono ancora dipendenti significa che hanno aree di crescita tutti quanti, cosicché bisogna evitare di dare responsabilità che non competono loro, facendo invece leva sulle responsabilità che consistono soprattutto negli impegni scolastici, badando bene che abbiano scelto un’area confacente ai loro veri interessi. Non si può infatti chiedere impegno su aree dove vi è disinteresse, perché sarebbe una forzatura che provocherebbe danni seri.

Se tendono ad essere pigri perché sono stressati dalla situazione, cercare per loro delle attività giornaliere di forte interesse, anche con coinvolgimento di lavoro manuale, fisico o a sostegno di chi ha più bisogno di loro, per farli crescere nella consapevolezza, responsabilità e soprattutto impegnare il loro tempo, evitando che pensino ai problemi familiari in maniera frustrante.

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