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VEGA: la stella italiana che illumina il settore dei lanciatori di satelliti

Nella foto Carlo Buongiorno (1930-2011)

Nella foto Carlo Buongiorno (1930-2011)

Un progetto realizzato grazie all'idea di Carlo Buongiorno e al suo gruppo di ricercatori della Sapienza

Immaginate di avere un’idea brillante e di avere con voi un certo numero di ragazzini entusiasti del proprio lavoro. Immaginate inoltre che pensate di metterci una decina o più di anni per realizzare la vostra idea. Gli altri penseranno che siate un po’ stravagante a pensare una cosa del genere, ma voi niente, tirate avanti per la vostra strada. E’ quello che accade quando si fa un progetto spaziale.

Quel giorno di tanti anni fa Carlo Buongiorno aveva avuto un’idea brillante e l’aveva discussa con i suoi collaboratori alla Sapienza, la prima Università di Roma.  Il progetto aveva ricevuto dei piccoli finanziamenti che erano serviti a produrre vari contributi scientifici. Siccome il gas pressurizzante dell'intero motore è l'elio, erano state superate le gravi instabilità del fluido utilizzando gli studi di un gruppo di docenti del settore propulsivo. Un ulteriore contributo era venuto del team di ricerca coordinati da Marcello Onofri e Francesco Nasuti che avevano sviluppato sofisticati strumenti di simulazione numerica per predire le condizioni di flusso e l’ablazione delle superfici degli ugelli propulsivi. Per quello che riguardava le  strutture di Vega avevano contribuito Paolo Gaudenzi, Franco Mastroddi e Fulvio Stella.

Allora quando iniziarono, erano dei giovani ricercatori, ma a questi, nel frattempo, si erano aggiunti altri giovani ingegneri, in particolare quelli che studiavano per il master in Sistemi di trasporto spaziale. Tutti insieme avevano contribuito al sogno di Carlo Buongiorno.

Alla fine avevano realizzato il lanciatore VEGA, Vettore Europeo di Generazione Avanzata. L’industria italiana AVIO aveva realizzato il lanciatore che è in grado di portare in orbita un carico di 1500 kg. VEGA è stato pensato per essere un lanciatore a basso costo utilizzabile per la ricerca e per le piccole e medie industrie e quindi molto competitivo con simili lanciatori. 

Ora VEGA stava sulla base di lancio dell’ESA a Kourou, nella Guyana Francese, era il 13 febbraio 2012 alle 7 di mattina (le 11 in Italia). Al suo interno, LARES, un satellite per lo studio  della relatività Einsteiniana e per la determinazione della dinamica della crosta Terrestre e poi Almasat-1 e CubeSats, tutti progetti fatti dalle Università italiane. Il lancio, definito di qualificazione, fu perfetto i satelliti entrarono in orbita con precisione. Siccome il primo lancio è sempre problematico, il fatto che fosse andato tutto bene sembrò una fortuita coincidenza. I competitori aspettavano il secondo lancio per vedere se la perfezione del primo fosse stato un caso oppure era segno di una maturità che l’industria italiana aveva raggiunto.

A poco più di un anno dal risultato ottenuto con il lancio di qualifica, Vega, il 7 maggio 2013, è decollato dalla base spaziale di Kourou per il suo primo volo operativo, trasportando in orbita tre satelliti: il satellite Proba-V dell'Agenzia Spaziale Europea che ha il compito di fare la mappatura della vegetazione terrestre, il satellite vietnamita VNREDSat-1 per l'osservazione ottica della Terra e il piccolo satellite dell'Estonia ESTCube-1. Il lancio è stato perfetto e i satelliti sono entrati in orbita come previsto

Il sogno di Carlo Buongiorno e dei suoi collaboratori si è realizzato. Purtroppo lui non l’ha potuto vedere, perché è mancato il 26 novembre 2011. Tuttavia i suoi sogni sono passati ad altri giovani che stanno lavorando alla prossima generazione di VEGA con lo stesso entusiasmo di allora sperando che l’economia Italiana si riprenda e loro non siano costretti a emigrare, perché non basta il plauso dei nostri governanti, che seguono ai successi, ci deve essere anche un piano economico industriale di rilancio della nostra economia, per fare in modo che i sogni diventino realtà e i nostri giovani trovino lavoro.

 

 

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