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Trieste: un luogo magico per la scienza

Un incontro di fisici a Trieste nel 1960

Un incontro di fisici a Trieste nel 1960

Quando il "sognatore" Abdus Salam incontrò un altro grande fisico Paolo Budinich

Abdus Salam aveva un sogno: utilizzare la scienza come ponte tra il mondo occidentale e quello orientale, per superare quelle barriere culturali che esistono tra i due mondi. Era il 1964 e allora i due mondi erano ben più separati di quello che sono ora. Allora il mondo orientale era sinonimo di povertà, mentre l’occidente era sinonimo di ricchezza.  Abdus era stato uno studente estremamente brillante, e aveva scritto il suo primo lavoro scientifico a 17 anni risolvendo un problema matematico posto dal matematico indiano Ramanujan. Dopo un triennio trascorso a Lahore, dal 1957 divenne professore di fisica teorica all'Imperial College of Science and Technology di Londra. A Londra, tuttavia, non aveva trovato le condizioni per realizzare i suoi sogni.

A Trieste incontrò un altro grande fisico Paolo Budinich che aveva un altro sogno altrettanto grande: voleva fare di Trieste un centro scientifico d’importanza mondiale. Si incontrarono proprio nel 1964 e fondarono il Centro di Fisica Teorica di Trieste, un luogo d’incontro tra le diverse culture.

Quando due sognatori s’incontrano o si annullano o creano una meravigliosa storia che diventa realtà solo se il territorio in cui viene realizzata ti viene incontro.

Trieste è una città di pretta marca mitteleuropea, la città che conobbe Massimiliano D’Asburgo, colui che aveva sostituito il vecchio feldmaresciallo Radestzky come viceré del Lombardo Veneto e che particolarmente influenzato dalle idee progressiste in voga all'epoca, si era fatta una reputazione da "liberale". Quel Massimiliano che aveva progettato e costruito il castello di Miramare di Trieste, ma che aveva tragicamente finito la sua vita in Messico. Insomma Trieste era un luogo magico in cui era possibile costruire i loro sogni.

Oltre al Centro di Fisica Teorica, Paolo nel 1978 aveva fondato la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), istituto di ricerca e di perfezionamento a statuto speciale che fu il primo in Italia a offrire corsi post laurea per il conseguimento del titolo di PhD. Poi aveva creato uno dei più grandi sincrotroni esistenti al mondo: quello dell’altopiano della Basovizza, chiamato Elettra. Siccome alla fantasia non c’è mai limite, aveva creato anche il Laboratorio dell’Immaginario, un meraviglioso percorso scientifico e didattico dedicato ai ragazzi.

Abdus aveva anche un’altra convinzione: che la natura avesse un disegno unitario così come voleva la sua religione. Questa sua convinzione era suffragata da una profonda conoscenza della fisica teorica.  Nel 1979 Abdus Salam fu insignito del premio Nobel insieme a Sheldon, Glashow e Weinberg, per il suo importante contributo alla teoria dell’interazione elettrodebole.  In essa per la prima volta tre delle quattro forze che sono in natura, venivano unificate, rivelandone la comune natura fisica: le forze che tengono assieme il nucleo, le forze elettriche e magnetiche vengono descritte in modo unitario. Questo risultato costituisce ancora oggi il più alto punto di arrivo nello sforzo di descrivere tutte le forze della natura con una sola teoria. Da questa teoria era rimasto fuori la forza gravitazionale che ancora non è stata spiegata.

1979: Abdus Salam riceve il premio Nobel

Trieste fu il luogo magico del loro incontro e grazie a loro Trieste è diventato il più importante centro di ricerca scientifica e applicata d’Italia.

Da allora sono passati parecchi anni, il Centro di Fisica Teorica, la Luce di Sincrotrone, la Sissa, lo Science Park, l’Osservatorio Astronomico diretto per tanti anni da Margherita Hack, l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, sono ora una realtà internazionale che fa da corollario a un’Università di antiche tradizioni che onora l’Italia.

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