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Taglie 40, 42, 44, qual è la misura della bellezza per una donna?

L'attrice Christina Hendricks interprete di Mad Men

L'attrice Christina Hendricks interprete di Mad Men

Jennifer Lopez, Beyonce, Christina Hendricks sono tantissimi gli esempi di donne "abbondanti" apprezzate in tutto il mondo, ma per molte è ancora difficile accettarsi

Ogni sabato prima della lezione di yoga, un mix di paura e nervosismo mi assalgono. Tutto questo inizia quando mi vesto per andare in classe. Nonostante la moltitudine di cose che ho nell'armadio, non sono mai contenta con le scelte che faccio. Così spendo mezz'ora rovistando nei cassetti in cerca di qualcosa che non metta in evidenza la pancia o i fianchi, cerco un outfit che mi renda invincibile. Esasperata, prendo una tshirt ed un paio leggings, i miei nervi non si calmano neanche quando entro in aula e vedo una moltitudine di ragazze che indossano completi alla moda e super coordinati.  Ma appena mi siedo, il mio stress svanisce in 5 minuti. Tutto sommato guardandomi allo specchio non sono male, ma preferisco mettermi in fondo: in alcune posizioni preferisco guardarmi con la coda dell'occhio.

Intorno vedo donne bellissime, che si osservano compulsivamente allo specchio per vedere se sono a posto, ed altre più abbondanti che invece se ne fregano o si vergognano e si mettono, anche loro in fondo alla sala. E' inutile, nessuna di noi è contenta del proprio aspetto. Ognuna ha paura di mettersi a paragone con gli altri. Anche io, nonostante abbia lavorato tanto sull'accettazione del mio corpo fin da adolescente, temo sempre che la pancia mi spunti fuori mentre faccio sport o che mi si veda il doppiomento mentre faccio addominali. Devo ammettere però una cosa molto rassicurante dell'America ed in particolare di New York, è che in tv come per strada, si vedono spesso donne "abbondanti" o, per dirla in modo più carino, tutte curve. Ho notato la differenza appena mi sono trasferita anni fa, quando dalle stupende veline di Striscia la Notizia, perfette ma con fisici che in natura si vedono poco, sono passata a programmi come The View o Rachel, in cui alle 8 di mattina si vedono donne normali, anche un pò grasse, ma dall'aspetto sano. Questo anche se non sembra, ha aumentato in parte la mia autostima.

In passato Marilyn Monroe fu un grande esempio, una perfetta taglia 42, e con un fisico da donna vera. In Italia invece, si vedono da tempo forse donne un po’ troppo “perfette”, la cui bellezza spesso aiutata da eccellenti chirurghi plastici, fa inevitabilmente scendere la nostra autostima a zero, farci litigare con fidanzati e mariti, e nei peggiori casi farci cadere in depressione perchè sappiamo che non riusciremo mai ad essere come loro. Nulla a che vedere quindi con le bellezze di tanti anni fa, come Sofia Loren e Gina Lollobrigida che con le loro curve fecero sognare gli uomini di tutto il mondo, ma che poi furono prontamente "sostituite" con attrici più magre e dai fisici perfetti.
In America invece anche adesso, passeggiando per le strade di New York e guardando la TV il più delle volte, mi sento bene.
Non parlo solo di annunciatrici e star della televisione. Pensiamo ad esempio a Jennifer Lopez, a Beyonce, o alla sexissima Cristina Hendricks l'attrice della serie televisiva di Med Men – che interpreta la segretaria Joan- una taglia 44 che sfoggia con orgoglio e grande naturalezza.  Queste celebrità, costituiscono figure molto più realistiche a cui ispirarsi, per le donne americane e di tutto il mondo.
Ma il corpo tutto curve ahimè non è apprezzato ovunque, soprattutto in Europa, dove le donne formose sono generalmente considerate grasse. Passeggiando per le vie di NYC vi passerà certamente ogni complesso. Se ne vedono davvero, di tutte le curve. In Italia, si sa, siamo fissati con l'aspetto fisico ed i vestiti. Ma basta guardarsi intorno a Manhattan per vedere minigonne strette su fisici che non lo permettono, tacchi a spillo su persone che difficilmente saprebbero camminare con le scarpe da tennis, colori sgargianti che stonerebbero con qualsiasi cosa, indossati in città come se niente fosse. A New York City c'è una libertà estrema nel modo di vestire e di vivere, che certamente aiuta ad essere più sicuri di se, oppure viceversa ad autodistruggersi per mancanza di regole.
Noi donne siamo un universo ahimè molto complicato, ed è difficile accettarsi. Quel che è certo è che qui a New York, c'è poco da fare, i complessi sì, ci possono stare, ma non durano mai a lungo, basta voltare l'angolo per farci un boost di autostima, accettiamoci quindi per quello che siamo.

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