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La Stazione Spaziale e il suo futuro

Un'immagine del convegno tenuto il 9 gennaio a Washington

Un'immagine del convegno tenuto il 9 gennaio a Washington

Nel recente convegno di Washington con il consigliere di Obama John Holdren, hanno partecipato rappresentanti di 30 nazioni. Ancora una volta notevole sarà l'impatto sull'industria italiana impegnata nella realizzazione di elementi chiave della stazione 

 

Il 9 gennaio 2014 a Washington si è tenuto un convegno dedicato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Alla conferenza hanno partecipato più di 30 Nazioni, incluso gli Stati Uniti, la Cina e l’India, oltre che l’Italia.

Il funzionamento della stazione spaziale internazionale sarà esteso fino al 2024, quattro anni in più di quanto annunciato in precedenza dagli Stati Uniti.

Il consigliere presidenziale per la scienza John Holdren ha dichiarato che l’ISS è "un laboratorio incredibilmente flessibile e una piattaforma di sperimentazione tecnologica con una vasta gamma di potenziali soluzioni utili all'esplorazione spaziale umana." 

La NASA ha stimato che le ricerche spaziali permetteranno di mitigare 21 dei 32 più significativi rischi per la salute umana che impediscono le missioni di esplorazione di lunga durata. Tra questi ha particolare importanza lo studio dei sistemi di riutilizzo dei fluidi e dell’aria in condizione di microgravità per rivelare quei difetti che possono non essere evidenti durante i test effettuati nei laboratori terrestri.

Holdren ha detto che la ricerca condotta a bordo della ISS ha anche “prodotto degli studi promettenti per lo sviluppo di nuovi vaccini per la salmonella e i batteri antibiotico-resistenti; per nuove tecnologie dedicate alla microincapsulazione di farmaci anti-tumorali che possono migliorare la loro efficacia sulle cellule tumorali, risparmiando i tessuti sani; per lo sviluppo di nuove tecniche chirurgiche robotiche che possono consentire la rimozione dei tumori; per nuove tecniche di depurazione dell’acqua per renderla potabile ai paesi più poveri devastati da calamità naturali. "

Holdren ha parlato anche di una proposta dell'amministrazione Obama "altrettanto promettente ed emozionante", per una missione con equipaggio che dovrebbe raggiungere un asteroide vicino, aggiungendo che si vuol inviare astronauti "al di là di dove gli esseri umani sono mai andati." 

La missione catturerebbe un asteroide per reindirizzarla in un'orbita terrestre stabile, nel punto Lagrangiano-2 dove la gravità terrestre si equilibra con quella solare. “Sarà una realizzazione tecnologica senza precedenti, " ha detto Holdren, "alzerà significativamente l’asticella di ciò che gli esseri umani possono fare nello spazio fornendo una piattaforma per numerose attività che avranno applicazioni pratiche sulla Terra e sarà fondamentale per il successo dei nostri piani per l'invio di astronauti su Marte." 

L'amministrazione USA ha indicato che una missione umana su Marte si potrebbe realizzare durante attorno al 2030.

L’impegno sulla ISS avrà un notevole impatto sulla industria italiana. Alenia Torino ha costruito i moduli logistici (Multi Purpose Logistic Module, MPLM) che sono stati realizzati grazie ad un accordo bilaterale tra l'ASI e la NASA; attraverso la partecipazione  dell'Agenzia Spaziale Europea, per la realizzazione del laboratorio Columbus; attraverso un'intesa con la NASA e l'ESA per la realizzazione dei Nodi 2 e 3.

I moduli logistici Leonardo, Raffaello e Donatello sono moduli pressurizzati per il trasporto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale d'equipaggiamento, rifornimenti e attrezzature sperimentali utilizzando lo Space Shuttle, ora dismesso. I moduli erano stati portati in orbita all'interno del vano di carico dello Space Shuttle. Ogni MPLM può rimanere agganciato alla stazione per una settimana ed è accessibile agli astronauti che possono agevolmente compiere le operazioni di carico e scarico. Al termine delle operazioni il modulo viene sganciato dalla stazione e riposto nella stiva dello shuttle per il ritorno a terra. Fino ad oggi i MPLM hanno compiuto con pieno successo 12 missioni. Ciascun modulo è stato realizzato per effettuare 25 missioni nell'arco della sua vita operativa di dieci anni. L'MPLM Leonardo è stato trasformato da Modulo Logistico di Trasporto in Modulo Permanente, diventando parte della Stazione: il nuovo nome è PMM, Permanent Multipurpose Module e accresce il volume abitabile della Stazione Spaziale di ben 70 metri cubi, utilizzati per ospitare esperimenti scientifici e materiali di supporto per gli astronauti.

Inoltre, l'industria italiana è stata fortemente impegnata nella realizzazione di elementi chiave della stazione sviluppati dall’Agenzia Spaziale Europea (Cupola, ATV). La Cupola è il modulo spaziale di osservazione che permette agli astronauti di vedere direttamente fuori dall’ISS.  Ha una forma semisferica di 3 metri di diametro, 6 finestre laterali e una finestra più in alto e consente la permanenza di vari astronauti.  La cupola è particolarmente utile per controllare l'andamento delle passeggiate degli astronauti fuori dalla struttura; controllate direttamente le operazioni di attracco e il braccio meccanico della stazione spaziale; ottenere fotografie della Terra dallo spazio ed osservare i corpi celesti.

Il lancio del modulo è avvenuto l'8 febbraio 2010 con la missione STS-130, insieme al Nodo 3, Tranquility. Il 17 febbraio del 2010 è stata completata l'installazione e resa operativa

L’attività spaziale richiede tempi lunghi, ma se ben condotta crea un ritorno economico, diretto e indiretto, piuttosto consistente. Il nostro paese dovrebbe impegnarsi di più e soprattutto meglio per sfruttare i ritorni economici del settore spaziale, in particolare per la mitigazione dei fenomeni che affliggono la Terra, dai terremoti, alle alluvioni, fino al controllo della qualità dell’aria e allo sfruttamento delle tecnologie spaziali per rendere la nostra economia più competitiva.

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