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Global Precipitation Measurement. Misurare le nubi per prevedere la pioggia

Anche l'Italia ha contribuito agli studi preliminare per la missione Global Precipitation Measurement che ha messo in orbita un satellite i cui dati, unificati in una rete internazionale, permetteranno di prevedere quanto e quando pioverà nel mondo. Un cambiamento epocale nella scienza del clima

Prevedere la pioggia e misurarla è un’attività quotidiana che fanno i servizi meteorologici di ogni paese. Dal 27 febbraio 2014 un nuovo strumento spaziale fornirà ulteriori informazioni attraverso la missione Global Precipitation Measurement (GPM). Il suo lancio effettuato in Giappone ha messo in orbita un satellite particolarmente sofisticato in grado di misurare la struttura delle nubi e la loro composizione.

I dati che fornirà serviranno per unificare le misure di precipitazione attraverso una rete internazionale di satelliti che permetterà di quantificare quando, dove e quanto piove o nevica in tutto il mondo.

La missione di GPM aiuterà ad aumentare la nostra comprensione dei cicli dell’acqua dei processi energetici della Terra, migliorando la previsione degli eventi estremi che causano tanti disastri naturali

La missione vede partecipare gli Stati Uniti e il Giappone, la Francia e l’Europa attraverso EUMESAT. I ricercatori italiani coinvolti hanno dato un contributo fattivo agli studi preliminari, anche se la nostra industria non è stata coinvolta.

Conoscendo la genesi del progetto GPM, avendo partecipato alla sua realizzazione scientifica, posso dire che nonostante l’impegno messo dalla nostra comunità scientifica, non c’è stato altrettanto interesse da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana e neppure da parte industriale.

Ora che la missione GPM è in orbita, tutti potranno goderne i benefici. In particolare potremo migliorare la nostra conoscenza del ciclo dell'acqua e il suo legame al cambiamento climatico.

Potremo migliorare le nostre conoscenze sulla microfisica delle precipitazioni, sulla struttura della tempesta e sui processi atmosferici su larga scala. Estenderemo la nostra capacità di monitorare e prevedere gli uragani e di altri eventi meteorologici estremi. Miglioreremo la nostra previsione sui pericoli naturali, tra cui la siccità, le inondazioni e le frane. Faremo una migliore previsione meteo e clima per il miglioramento delle colture agricole e per il monitoraggio delle risorse di acqua dolce.

Siamo di fronte ad un cambio epocale nella scienza del clima e della previsione Meteorologica, paragonabile a quello che si ebbe con i primi modelli di previsione meteorologica.

 

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