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I giovani e la buona scuola: lo strano caso delle “Pillole di conoscenza”

A Pomigliano d’Arco gli studenti dell’ISIS Europa sono diventati professionisti dei media e del web grazie a “Pillole di conoscenza”, un percorso di formazione vincente e a costo zero, molto simile a un progetto che il MIUR, in pieno taglio di fondi alla pubblica istruzione, avrebbe finanziato con circa 500.000 euro

I giovani e la “buona scuola”. Succede a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli: gli studenti dell’ISIS Europa, capitanati dal professore Roberto Castaldo, sono diventati professionisti dei media e del web, grazie all’idea tecnologica “Pillole di conoscenza”, impossessandosi del proprio futuro e pronti per mercato del lavoro.

Per spiegare come sono andate le cose, dobbiamo fare un passo indietro. Il progetto dei ragazzi di Pomigliano, “Pillole di Conoscenza”, si è realizzato dopo l’interesse della redazione di Report, la trasmissione di RAI Tre condotta da Milena Gabanelli, che portò all’attenzione pubblica, il solito spaccato di malaffare del Belpaese. Ma Report, nello stesso reportage, ebbe il merito di portare alla ribalta la parte sana e laboriosa di questo spaccato: i ragazzi e i professori della scuola di Pomigliano.

L’inchiesta di Report scoprì che, nel 2012, durante il Governo che aveva come Ministro la Gelmini, il nostro stesso Ministero per l’Istruzione avrebbe acquistato “pillole del sapere” a costi elevatissimi. Il portavoce del Ministro, Massimo Zennaro, fece sapere che si destinavano, in pieno taglio di fondi alla pubblica istruzione, 1 milione e 300.000 euro per la scuola. Sei mesi prima, l’imprenditrice Ilaria Sbressa, depositò alla Consip il progetto delle “pillole del sapere” da 3 minuti, progetto scelto dal MIUR, per queste “pillole carissime”. Un dipendente dell’azienda della Sbressa, sempre a Report, spiegò che “ogni pillola che si produceva costava mille euro”. La produzione fu di 200 pillole, il Ministero ne comprò 12 per la “modica” cifra di 40.000 euro. Le pillole, in totale, sarebbero costate al Ministero circa 500.000 euro.

Ma Report scoprì che una scuola di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, aveva già prodotto qualcosa di simile: “pillole” da 3 minuti chiamate “Pillole della Conoscenza”. Gli studenti avevano realizzato, con un linguaggio adatto ai ragazzi e vicino alle tematiche giovanili, video ad hoc doppiati anche in inglese e a costo zero. La Scuola di Pomigliano chiese al MIUR di poter veicolare questo progetto: risposta “non ci sono i fondi”, mentre per le pillole della Sbressa c’erano eccome. Dopo qualche tempo fu lo stesso MIUR a bloccare il finanziamento al progetto precedente e, ai ragazzi della Scuola di Pomigliano, andarono 25.000 euro che furono subito investiti in percorsi di formazione ed attrezzature. Ne parliamo proprio con il professore Roberto Castaldo, dell’ISIS di Pomigliano d’Arco.

Una favola che finisce bene e che si sviluppa ancora. Quali sono le novità?

t1Il progetto è oramai una realtà consolidata nel panorama dell’education in Italia, ed è stato più volte premiato, in Italia ed anche all’estero. Faccio due esempi su tutti: nel novembre 2013, la nostra pillola di conoscenza “L’acqua che mangiamo” è stata presentata al Presidente della Repubblica Napolitano, che ha ricevuto me e 5 miei alunni al Quirinale; nel novembre 2014, dopo la nostra partecipazione alla manifestazione del 23 maggio 2014 (avevamo realizzato la pillola di conoscenza “Truffatori di noi stessi” che ha aperto l’evento istituzionale nell'Aula Bunker di Palermo), il capo dell’Ufficio dell’FBI di New York, George Veneceros, ci ha commissionato la versione inglese di quella pillola, “Stealing our own money”, che abbiamo presentato ufficialmente a Washington presso il quartier generale dell’FBI, alla presenza tra gli altri del ministro della giustizia Orlando e dell’ambasciatore d’Italia negli USA Claudio Bisognero.

I ragazzi si formano professionalmente: oggi sono in grado i offrire dei servizi?

I miei ragazzi, e sto parlando di oltre 200 ragazzi che si sono alternati su questo progetto fino ad ora, adesso sanno realizzare video di livello professionale, sanno lavorare in gruppo e sono pronti a competere sul mercato, ancor prima della fine del loro ciclo di studi.

Abbiamo la foto: per vedere i video attraverso il manifesto, cosa bisogna fare?

Bisogna scaricare l’applicazione Aurasma, inquadrare l’immagine e sul cellulare parte un video, dedicato alla giornata commemorativa del 23 maggio in onore di tutti i caduti per mano di tutte le mafie. Abbiamo realizzato installazioni con cartelloni e 8 filmati da visualizzare in tre piazze italiane: Aula Bunker e Piazza Politeama, a Palermo, e Piazza Municipio a Napoli.

Nonostante tutto, siete riusciti a costruire una buona scuola…

La vera buona scuola si costruisce anche dal basso, grazie all’entusiasmo di migliaia di docenti che ogni giorno si mettono in discussione e fanno l’impossibile per i loro ragazzi. Altro che 18 ore settimanali! Personalmente credo che su questa riforma ci sia stata tantissima disinformazione, spesso veicolata e pompata ad arte da poteri che hanno tutto l’interesse a mantenere la scuola in uno stato di immobilismo, che magari farà anche comodo a qualcuno, ma che certamente fa tanto male ai nostri ragazzi. La contrapposizione ad ogni costo e su qualsiasi argomento ha mostrato troppe volte di non portare a nessun risultato, spero che stavolta si riesca a trovare la migliore soluzione possibile, nell’interesse dell’intero Sistema Italia.

 

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