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Riflessioni marziane: tutti a vivere su Marte?

Se il futuro dell'umanità sta nella colonizzazione di altri pianeti, come dice Steve Hawking, Marte, su cui si ipotizza la presenza di acqua, sembra essere la scelta più ovvia. Tuttavia allo stato attuale, un viaggio verso questo pianeta, oltre che richiedere almeno un anno tra andata e ritorno, sarebbe letale. Ma colonizzare Marte apre anche un problema etico

A tutt’oggi sappiamo solo che su Marte ci sono dei sali che potrebbero essere legati alla presenza di acqua di cui però MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) non ha dato evidenza. Si pensa che queste tracce che cambiano con la stagionalità marziana, siano legate alla presenza di acqua allo stato liquido, che però non è stata rilevata dagli strumenti. In precedenza era stata scoperta acqua, allo stato solido (ghiaccio) ai poli di Marte. I canali esplorati dallo spettrometro di MRO sono delle strisce di 100 metri ai lati del cratere Hale.

La cautela è d’obbligo e lo stesso scopritore Lujendra Ojha è molto cauto. La foto presentata dalla NASA è stata ottenuta su di un modello digitale del terreno prodotto utilizzando i dati forniti dalla sonda stessa. Il colore blu che si vede nella foto è dovuto alla presenza di pirosseno minerale. I pirosseni sono delle catene di silicati (chiamati inosilicati) che contengono una combinazione di Silicio e Ossigeno che dà origine a minerali con varia coloritura da cui si possono anche trarre delle gemme.

L’interesse su Marte si è recentemente riacceso anche per le dichiarazioni di Steve Hawking che il futuro degli essere umani sta nella colonizzazione degli altri pianeti. Tuttavia rimangono ancora dei problemi per quello che riguarda la sopravvivenza degli esseri umani in un viaggio verso Marte. Come ho già fatto rilevare, un viaggiatore verso Marte non ha modo di sopravvivere per effetto del combinato radiazione-ricevuta-mancanza-di-gravità. Sono gli stessi problemi che hanno gli astronauti che però soggiornano per un tempo limitato nello spazio. Un viaggio su Marte oltre che richiedere almeno sei mesi per andare e poi altrettanti per tornare sarebbe letale.

Studi avanzati ci dicono che per bloccare la radiazione si potrebbe creare un sistema magnetosferico che dovrebbe avvolgere la navicella spaziale, un po’ come fa la Terra per impedire che il vento solare raggiunga la superficie terrestre. La Terra si comporta come un gigantesco magnete che ruotando su se stesso genera quella che si chiama magnetosfera che è quella che ci salvaguarda dal vento solare che è così potente da incenerirci, se non fosse deviato. Un effetto indiretto visibile è l’aurora boreale.

Questo scudo elettro-magnetico deve superare molti ostacoli progettuali tra cui quelli dovuti al fatto che queste macchine consumano parecchio e sono ancora troppo pesanti per essere trasportate da una sonda interplanetaria in cui ci sono degli essere umani. Nonostante questo, c’è una alta pressione industriale per colonizzare Marte.

In realtà non è un problema solo tecnico, è un problema politico, ma soprattutto etico. Bisognerebbe interrogarsi se sia lecito conquistare altri pianeti quando ancora non abbiamo risolto molti problemi sulla Terra tra cui quello dell’uso razionale delle risorse terrestri, in vista anche di una migliore distribuzione di queste, soprattutto per i paesi che soffrono la fame. Nonostante la mia propensione a studiare sistemi per conoscere meglio la Terra e anche il sistema solare, penso che sarebbe meglio riconcepire il nostro modo di vivere piuttosto che continuare a sperperare le nostre risorse. In fondo la corsa alla colonizzazione dei pianeti del sistema solare, ed in primis di Marte, è figlia di un modo di concepire una società basata sugli sprechi e non sull’uso razionale e distribuito delle risorse.

 

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