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Make Quick Be Born (MQB) a New York

Far riacquistare notorietà al Made in Italy concentrando l'attenzione sull'incontro tra artigianalità ed innovazione: questa l'idea della piccola start-up parmense Make Quick Be Born, a New York per presentare Automobile 36, una macchina di cartone a pedali realizzata con stampanti 3D e autocostruibile in maniera personalizzata

Grazie alle moderne tecnologie e alle ultime innovazioni in ambito produttivo, anche il nostro mercato artigianale è in pieno sviluppo e cambiamento. Per mitigare la veloce trasformazione che caratterizza i nostri tempi, la piccola start-up italiana Make Quick Be Born (MBQ), con sede a Parma, ha pensato bene di realizzare un prodotto che, oltre ad avere caratteristiche innovative, riconoscibili quindi da un pubblico adulto, fosse prettamente diretto al mondo dell'infanzia: Automobile 36, una macchina di cartone a pedali realizzata con stampanti 3D e utilizzabile da un pubblico di età compresa tra i tre e i sei anni. Un'operazione resa possibile anche grazie all'esperienza che il fondatore e amministratore unico della start-up, Eugenio Morini, ha acquisito in ambito motociclistico (ha lavorato per Yamaha, in Europa e Giappone, e Moto Guzzi) e automobilistico (R & D Daimler-Chrysler e Pagani Automobili).

Alla base del progetto, ci sono creatività, innovazione, qualità, alta specializzazione, differenziazione ed eleganza, ma anche valori più contemporanei, come ecologia, sostenibilità e riciclabilità. Nella realizzazione della macchina a pedali, infatti, sono stati impiegati materiali ecosostenibili, come il cartone alveolato, e pezzi supplementari in PLA. Ma il vero aspetto innovativo è l'autocostruzione personalizzata. La macchina è stata infatti studiata sotto forma di kit, contentente tutti i pezzi per il montaggio: il telaio di cartone dimensionato e capace di sostenere fino a 30 kg, le livre in cartone vendute separatamente dalla struttura portante per rendere il prodotto intercambiabile, e i pezzi, quali i pedali, il joystick per la guida e il sedile, anch'essi costruiti con le stampanti 3D.

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Michela Montanini (MQB) all’Italian Trade Commission di New York

“La MQB – racconta una dei soci fondatori, Michela Montanini – è nata da un progetto ambizioso, ovvero quello di realizzare un veicolo per la mobilità urbana e pensato interamente tramite l'apposizione delle nuove tecnologie. Il progetto è abbastanza complesso e ha un business plan, ma ancora non ne abbiamo dato diffusione perché siamo in fase di deposito”.

L'idea della società Make Quick Be Born è quella di far riacquistare notorietà al Made in Italy, concentrando l'attenzione sull'incontro tra artigianalità ed innovazione. Per promuovere questo nuovo prodotto, la MBQ ha scelto la città di New York (la presentazione di Auotomobile 36 è avvenuta all'Italian Trade Commission) come sfondo pubblicitario, attraverso una presentazione, della durata di quasi un mese, all'interno di un temporary office, nell'Upper East Side.

“Per meglio far comprendere la realizzabilità di questo, che per noi sarebbe il prodotto – ha aggiunto la Montanini – stiamo realizzando prodotti intermedi che spieghino la filosofia aziendale e che diano forza alla nostra idea di poter realizzare prodotti complessi, fatti da più parti, utilizzando materiali ecologici e biocompostabili, fortemente personalizzabili perché basici, vendibili in kit di montaggio e quindi in autocostruzione e un domani, perché no, anche come file di stampa”.

Per soddisfare la crescente domanda di mercato, MQB intende promuovere, quindi, la realizzazione di prodotti attraverso stampanti 3D domestiche. Un prodotto, infatti, può essere progettato sul computer ed essere stampato in 3D, attraverso un sistema che crea un oggetto solido, tramite la sovrapposizione di diversi strati di materiale, uno sull’altro. Il punto di arrivo di questa nuova azienda artigianale sarà lo sviluppo di produzioni in piccola serie di varie tipologie, quali oggettistiche per l'arredo urbano, giocattoli o strumenti studiati per la mobilità urbana.

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