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Il lato oscuro dello zucchero

Lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio è in troppi cibi: rischi soprattutto per i bambini

sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio
In alcuni Paesi ricchi come gli USA, negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite di zucchero è triplicato, soprattutto per l’abuso di cibi contenenti HFCS, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio

Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un incremento del commercio di cibi contenenti zuccheri aggiunti ed in particolare contenenti lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio detto HFCS dall’inglese High fructose corn syrup contenente anche glucosio. Recentemente, è stato lanciato un severo allarme relativo al crescente consumo di fruttosio contenuto in molte bevande e alimenti che, se assunto in modo indiscriminato può provocare seri danni alla salute, specialmente nei più giovani.

A parlare della nocività dello zucchero in generale ed in particolare del fruttosio è stato anche un gruppo di esperti dell’Università di San Francisco in un articolo pubblicato dalla rivista Nature. In questo articolo i ricercatori hanno messo in evidenza come i danni provocati dal fruttosio siano molto simili a quelli causati dall’alcolismo (ipertensione, dislipidemia, pancreatite, obesità, etc), proponendo in maniera provocatoria una tassazione, come avviene per l’alcool e il fumo, dei cibi contenenti un qualunque tipo di zucchero aggiunto per arginare “l’epidemia” di malattie croniche associate a cui si sta assistendo negli ultimi anni. Infatti nel mondo, soprattutto in alcuni Paesi ricchi come gli USA, negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite di zucchero è addirittura triplicato, soprattutto per l’abuso di cibi contenenti HFCS. Ciò risulta particolarmente dannoso per i bambini, esposti in tenera età ad elevati livelli di zuccheri semplici che predispongono fortemente all’obesità infantile, sempre più in aumento, oltre che incrementare il rischio di sviluppo di diabete in età adulta. Infatti l’uso eccessivo di questo ingrediente favorisce la sintesi dei grassi a livello epatico, stimola fortemente la secrezione d’insulina provocando insulino-resistenza, condizione patologica alla base sia dell’obesità che del diabete. Alcuni studi suggeriscono che un elevato consumo di zuccheri semplici predispone al cancro.

Lo sciroppo di mais ricco di fruttosio si trova in moltissimi alimenti, soprattutto biscotti, merendine, sughi pronti, cereali da colazione, brioches, cracker, snack vari, bevande per sportivi, bevande aromatizzate come tè in bottiglia e succhi di frutta, bibite gassate, yogurt, ketchup e cibi dei fast-food. Anche le gelaterie ne fanno un ampio uso per tenere sotto controllo il grado di dolcezza, migliorare la cremosità del gelato ed abbassare il punto di congelamento.

Negli ultimi anni l’industria alimentare ha cominciato a fare un largo uso dello sciroppo di glucosio-fruttosio perché tale miscela presenta un costo inferiore al saccarosio (ovvero il comune zucchero), ha un maggiore potere dolcificante e migliora la morbidezza ai cibi.  Secondo i nutrizionisti, la dose massima giornaliera non dovrebbe superare i 25 grammi, mentre  chi è in sovrappeso non dovrebbe assumerne più di 15 grammi, valori  facilmente superati visto che nelle confezioni degli alimenti e delle bibite, nella maggior parte dei casi, non viene nemmeno indicato il quantitativo di sciroppo di glucosio-fruttosio. Quindi conviene evitare bevande gassate, aromatizzate artificialmente e zuccherate, preferendo al loro posto acqua o altre bevande non dolcificate e scegliere per la prima colazione cereali senza aggiunta di dolcificanti, possibilmente integrali. In generale è buona abitudine mangiare meno cibi preconfezionati come biscotti e caramelle, evitare il cibo dei fast-food e anche  alcuni cibi per microonde. Quando si vuole fare un spuntino è meglio preferire frutta, verdura, formaggi e yogurt a basso contenuto di grassi.

Come sempre la responsabilità individuale resta l’unica arma per mangiare in maniera sana, riuscendo a bilanciare il piacere con le buone abitudini alimentari. Abituare il nostro palato ai gusti sobri e meno “seducenti” è l’unica strada percorribile per riuscire a fare una buona prevenzione a tavola.

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