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Allerta dell’OMS: lo zucchero è il nuovo acerrimo nemico della nostra salute

Anni di mistificazioni e insabbiamenti hanno portato a uno scarso livello di informazione sui danni del saccarosio

Lo zucchero, secondo le opinioni dei ricercatori, se consumato costantemente e in grosse quantità, provocherebbe danni al nostro organismo paragonabili a quelli dovuti all'assunzione di alcol

Fino a pochi anni fa negli ambienti scientifici prevaleva l’idea che lo zucchero non fosse un fattore determinante dell’obesità, soprattutto perché mancavano prove scientifiche al riguardo. Tuttavia, studi recenti presentano dati sempre più allarmanti legati all’assunzione di saccarosio ed altre sostanze simili nei nostri cibi.

I ricercatori dicono che gli effetti dello zucchero, se consumato costantemente e nelle attuali quantità, possono essere paragonabili, in termini di danni all’organismo, a quelli dell’alcool. 

Nel marzo 2015 sono state pubblicate  le nuove linee guida sull’assunzione di zuccheri negli adulti e nei bambini dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: l’assunzione di zuccheri semplici deve essere inferiore al 10% del consumo totale di energia. L’OMS si riferisce agli zuccheri semplici, ovvero quegli zuccheri che vengono aggiunti nei cibi in fase di produzione, ad esempio quelli delle bevande, delle merendine o dei cereali. Nessun limite, invece, per i cosiddetti zuccheri intrinseci, quelli presenti naturalmente nella frutta o nella verdura, per i quali non ci sono evidenze di effetti dannosi per la salute. 

Negli anni ’60 degli effetti nocivi dello zucchero si sapeva ancora poco. Ecco perché – secondo un’inchiesta pubblicata da Plos Biology – i primi studi che sollevavano i dubbi sull’effettiva “bontà” di questo alimento vennero nascosti dal consorzio di produttori Sugar Research Foundation (Srf).

L’associazione corruppe 3 scienziati americani per sviare il dibattito sui pericoli derivanti dal consumo  eccessivo di zuccheri da parte della popolazione e per sviare il nesso tra zuccheri e insorgenza di alcune patologie come quelle legate al cuore. Per anni, il popolo americano è stato indotto a consumare prodotti poveri di grassi, ma ricchi di zuccheri, illudendosi così di contribuire con l’alimentazione alla prevenzione di malattie come l’obesità, l’ipertensione ed il diabete.

La recensione è stata pubblicata sul New England Journal of Medicine, influenzando fortemente  le ricerche successive sui danni dei grassi saturi sul sistema cardiovascolare, evitando, invece, deliberatamente di approfondire quelli provocati dagli zuccheri che, secondo studi più recenti, sarebbero anche tra le cause dell’insorgenza dell’arteriosclerosi. Inoltre, sempre da queste indagini è emerso che l’industria Srf ha finanziato il proprio progetto di ricerca, senza mai rivelarne i risultati.

Nel 1968, la Sugar Research Foundation finanziò test sugli animali da laboratorio per studiare il legame fra zucchero e trigliceridi.  I risultati iniziali, sugli studi condotti sugli animali, hanno mostrato che una dieta ricca di zuccheri aumenta i livelli di trigliceridi, un tipo di grasso nel sangue che, nelle persone, aumenta il rischio di infarti e di ictus. Tuttavia, quando i dati suggerirono correlazioni negative con la salute del cuore lo studio fu interrotto prima di essere completato.

Se ancora oggi il legame fra saccarosio e trigliceridi è oggetto di dibattito “è anche per colpa di più di 60 anni di manipolazione della scienza da parte dell’industria di cibo e bevande”, come sostiene Glantz, uno degli autori dell’inchiesta di Plos Biology.

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