Cerca

Scienza e SaluteScienza e Salute

Commenti: Vai ai commenti

Peste suina in Sardegna, presupposti di una eradicazione

Sono oltre 14 mesi che nell’isola non si riscontrano casi di positività al virus della Peste suina africana: parla il coordinatore Alessandro De Martino

di Maurizio Orrù

Il comparto zootecnico della Sardegna  da circa 41 anni è interessato dalla Peste suina africana (PSA) che  ha determinato enormi contraccolpi economici e sociali causando milioni di danni nell’asfittica e precaria economia isolana. La PSA è una malattia virale che colpisce il maiale domestico e il cinghiale, ma non è trasmissibile all’uomo. In Europa arriva inizialmente in Portogallo nella seconda metà degli anni ’50 per espandersi nella penisola iberica.

La disciplina normativa sull’eradicazione della Peste suina africana ha come linee guida la legge regionale sarda nr. 34 del 22 dicembre 2014. Sarà proprio questa Giunta regionale presieduta da Francesco Pigliaru ha creare una task force denominata “Unità di progetto per l’eradicazione della Peste suina”  (Udp) (composta dai veterinari Ats, dall’Istituto zooprofilattico sperimentale, dal Corpo Forestale, dagli uomini della Agenzia Forestas, Carabinieri, Polizia, esperti degli Osservatori epidemiologici delle Universitarie regionali, amministratori locali, allevatori, Associazioni di categoria e i cacciatori). Gruppo coordinato dal Dr. Alessandro Demartino.

Inizialmente vi sono stati momenti di incomprensione tra l’Udp e le amministrazioni locali interessate al controllo del territorio nel quale prosperava il virus (Barbagia e Ogliastra). Fortunatamente, grazie alla buona volontà e intelligenza della parti si riusciva ha dialogare positivamente grazie al coinvolgimento anche, dei titolari delle compagnie di caccia al cinghiale e da una maggiore consapevolezza dei sardi. In questo contesto, importante l’attività della Agenzia Laore che ha reso possibile l’attivazione di alcuni Punti di informazione Temporanea ( Pattada, Irgoli, Benetutti, Bono, Orgosolo, Talana, Desulo, Arzana, Seui, Villagrande e Bultei) e anche l’organizzazione di corsi di formazione ai referenti delle compagnie di caccia, ai titolari delle AATV (Aziende Agrituristiche Venatorie), delle Zac (zone addestramento cani) e ai presidenti delle zone in concessione per l’esercizio della caccia autogestita. Questi in sintesi i dati pubblicati dall’Agenzia Laore Sardegna:

anno di riferimento

numero corsi

numero partecipanti

2016

100

5.000

2017

35

1135

2018

22

600

2019

23

682

totale

180

7.417

Attualmente in Sardegna i capi suini sono 180 mila (prima della PSA erano 300 mila) allevati in aziende di piccole dimensioni. L’ultimo focolaio di Psa (Peste suina africana) è stato localizzato a Mamoiada (settembre 2018) mentre le ultime sieropositività si sono trovate in due carcasse di cinghiali a Baunei (novembre 2019). Una assenza del virus non si era mai registrata dal 1978 (anno di insediamento della peste suina) ad oggi.

Dr. Demartino come definisce l’Udp?

“E’ stato riconosciuto a tutti i livelli che l’Udp è stato il fattore vincente di questa battaglia, vinta con l’apporto di tutti i suoi componenti”.

Proprio tutti i maiali sono stati eliminati?

“Forse c’è qualche maiale, ma è nella logica delle cose”.

Come può definire il modello Sardegna

“Il modello Sardegna è stato la carta vincente per tutto il lavoro svolto negli anni. Anzi posso dire che questo lavoro svolto si può esportare anche in altre zone dell’Europa dove è presente il virus (Polonia, Ungheria i casi più eclatanti)”.   

Qual è la chiave di questo successo?

“Una strenua e coordinata vigilanza attraverso il monitoraggio su tutto il territorio a rischio. Non c’è stato solo repressione, ma anche una giusta regolamentazione. Devo poi inserire la fortissima e costante informazione attraverso il referente Udp”.

Chi vuole ringraziare

“Vorrei ringraziare tutti coloro hanno partecipato all’Unità di Progetti, senza i quali non avremo ottenuto questo straordinario risultato. E’ stato un intervento molto forte. Il risultato ha pagato nel tempo. Naturalmente né approfitto per ringraziare la vecchia Giunta regionale del Prof. Francesco Pigliaru che ha organizzato l’Unità di Progetto è mi ha dato l’onore di coordinarla. Un particolare e sentito ringraziamento all’Agenzia Laore.

Importante il comunicato pubblicato dalla CIA (Confederazione italiana agricoltori) della Sardegna “ attraverso il Presidente Regionale Francesco Erbì “Dossier alla mano ci sono tutti i presupposti per superare l’embargo sulle carni suine e sui salumi che impedisce al comparto regionale di raggiungere i mercati fuori dalla Sardegna”.

Sono oltre 14 mesi che nell’isola non si riscontrano casi di positività al virus della Peste suina africana, a conferma dell’attenuazione della pandemia suinicola. Questa situazione favorevole, ha comportato le dimissioni dall’incarico del Dr. Demartini , in quanto concluso il suo compito originario, ovvero l‘eradicazione della Peste suina africana.

E’ necessario concretizzare la Legge regionale nr. 28 del 2 agosto 2018 relativa alle disposizioni della suinicoltura della Sardegna in modo da creare i presupposti fattivi e concreti per un rilancio della debole  economia della Sardegna. Speriamo in tempi migliori.

A proposito di...

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter