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Covid-19: lo conosciamo meglio, lo gestiamo meglio, ma guai a chi si rilasserà

Update della pandemia: quello che sappiamo, quello che ipotizziamo e quello che dovremo fare per sconfiggere il Coronavirus

Ultrastructural morphology shown by coronavirus. Original image sourced from US Government department: Public Health Image Library, Centers for Disease Control and Prevention.

Il Covid-19 si è indebolito? Come mai (almeno in Italia) il numero dei morti è così diminuito? Il virus non è mutato, è lo stesso che abbiamo conosciuto a febbraio, è molto più probabile che sia cambiata la popolazione, i soggetti più a rischio si staranno tutelando mentre il virus continua a sfruttare i più giovani per diffondersi

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Cosa sappiamo. SarS-CoV2 è un virus appartenete alla famiglia dei coronavirus che causano infezioni, per lo più respiratorie. Lo credevamo innocuo, una banale influenza. Abbiamo assistito, invece, a migliaia e migliaia di persone necessitare di cure intensive, abbiamo visto spremere allo sfinimento il personale medico e paramedico, abbiamo assistito ad un severo stop dell’economia mondiale. 

I pazienti affetti da questa infezione sviluppano una polmonite interstiziale talmente severa da sopraggiungere ad un quadro di insufficienza respiratoria tale per cui si richiede l’assistenza ventilatoria, volta a fornire ossigeno e smaltire l’accumulo di anidride carbonica. La scienza si è subito messa all’opera: si studia per un vaccino o per una cura mentre intanto si prova a ridurre il numero di vittime utilizzando farmaci già in uso, di cui si conosce almeno efficacia. Pur essendo “offlabel”, ossia curano i sintomi dell’infezione ma non il virus, sono stati la nostra unica arma. Oggi ci sono 4 approcci vaccinali in fasi di sperimentazione avanzata e molti clinical trial atti a testare farmaci. Per sconfiggere il virus c’è bisogno di un impegno mondiale, ed almeno a livello scientifico tutti sono uniti al fine di identificare la via di uscita.

Andiamo avanti: si muore “di” o “con” coronavirus. Oggi (ma era abbastanza scontato) sappiamo che il virus ha ucciso principalmente i soggetti già debilitati o che presentavano una serie di morbilità. Ora si è indebolito? Come mai (almeno in Italia) il numero dei morti è così diminuito? Il virus non è mutato, è lo stesso che abbiamo conosciuto a febbraio, è molto più probabile che sia cambiata la popolazione, i soggetti più a rischio si staranno tutelando mentre il virus continua a sfruttare i più giovani per diffondersi. Spostandoci dall’Italia, infatti, possiamo notare che alcuni paesi sono stati costretti nuovamente ad adottare rigide misure restrittive e il numero di morti continua ad essere impressionante. Gli americani stanno diffondendo il virus a macchia d’olio. Il totale delle infezioni segnalate nel paese è raddoppiato nelle ultime sei settimane. 

I casi di coronavirus confermati nelle prime sei nazioni del mondo secondo i dati dell’OMS, al 15 agosto, 2020: primi restano gli USA con 5 milioni e duecento tremila casi

Ma se volessimo contare solo il numero dei contagi, in questo discorso rientrano i famosi asintomatici, analizzando gli effetti dell’infezione su di essi alcuni scienziati si sono posti alcune domande, generando una nuova teoria che alcuni di essi potrebbero già avere una immunità parziale. Tornando in America, inoltre, particolarmente allarmante è un’ondata di quasi 100.000 infezioni segnalate tra i bambini nelle ultime due settimane di luglio, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico. E qui, entra in scena una nuova ipotesi: il virus colpirebbe i bambini in modi drasticamente diversi a seconda dell’età. Può infiammare i vasi sanguigni di neonati e bambini in età prescolare, fermare il cuore dei bambini più grandi e può essere particolarmente contagioso nei bambini con sintomi lievi o moderati.

Le prime sei nazioni per numero di morti da coronavirus nel mondo secondo i dati rilasciati dall’OMS aggiornati al 15 agosto 2020: Gli USA primi con 165.995; l’Italia sesta con 35.234

Come e perché il virus presenti un quadro così eterogeneo riguardo la sintomatologia può essere spiegato da varie ipotesi: “qualità” dello stato di salute/del sistema immunitario, dai limiti che sono emersi riguardanti alcuni sistemi sanitari (ad esempio la privatizzaione americana o la cattiva gestione del triage ospedaliero in Italia), dalla sottovalutazione della problematica, dall’inquinamento ambientale che già di per se affligge il sistema respiratorio. 

Riguardo il primo punto, recentemente è stata avallata l’ipotesi che esista una forma di difesa stampata nel codice della vita. Più dettagliatamente, si ritiene che esistano una serie di varianti geniche del gene HLA (implicati nella risposta immunitaria) che potrebbero essere alla base della suscettibilità alla malattia da Sars-CoV-2 e della sua severità. 

Mantenere la distanza sociale durante la pandemia da coronavirus è fondamentale

Come possiamo concludere. Lo conosciamo meglio, lo gestiamo meglio, ma ancora non possiamo ritenerci rilassati. Con rammarico assistiamo ad ammucchiate di ragazzi in discoteca o al nascere di focolai scaturiti dall’infezione di persone che si sono recate all’estero e senza controlli hanno condotto una vita normale. Non possiamo permettercelo. Mentre Trump annuncia lo stop di campionati nelle scuole, non si può altrove non rispettare distanziamento, mascherina e disinfezione delle mani. 

Non abbiamo certezza che il vaccino funzionerà, continuiamo ad essere responsabili per noi e per gli altri!

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