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Il presidente Trump non è invincibile e sul coronavirus continua a sbagliare

Per Trump bisogna imparare a convivere con il covid-19 come fosse un'influenza? Fossi il suo medico gli avrei detto, sapendo di non essere ascoltato...

Trump al tempo del coronavirus (Illustrazione di Antonella Martino)

La notizia che l’uomo più potente del mondo ha contratto la malattia che da mesi sta tenendo sotto scacco il pianeta ha suscitato reazioni istantanee di shock, curiosità, preoccupazione, simpatia ma anche indignazione e odio, sentimenti onnipresenti sui social media e che accompagnano quotidianamente i commenti sulla vita di Donald Trump.

Il ricovero dopo la notizia della positività non ha mitigato l’atteggiamento del presidente, che, da sempre gioca la parte dell’uomo invincibile, che non teme il coronavirus; infatti, tornato alla Casa Bianca a pochi giorni dal ricovero, il presidente ha minimizzato, ancora una volta, la portata della pandemia inoltrando un messaggio contro gli allarmismi.

Trump ha paragonato l’influenza al coronavirus, ma a smentirlo su questa equiparazione ci ha pensato la Cnn, che ha esaminato i dati dell’agenzia sanitaria federale per la tutela della salute (Cdc): negli Usa sono morte più persone di Covid-19 di quelle decedute per influenza. Tra il 2015 ed il 2020 infatti, secondo i dati dei Cdc, sono morte circa 178mila persone di influenza, contro le 210mila morti di Covid-19, nel solo 2020.

Trump ha affermato anche che bisogna imparare a convivere con il virus; questo è vero se ci si riferisce all’ adozione  delle precauzioni necessarie e ad una politica di contenimento, ma se invece parliamo di ignorare o sminuire il virus, allora si tratta di un esempio di negligenza le cui conseguenze, sono emerse anche in politica.

Ancora positivo al COVID Trump ha lasciato l’ospedale militare dove era stato ricoverato dopo essere risultato positivo al tampone e avere accusato sintomi, mentre l’opinione pubblica si chiedeva perché mai un presidente potesse ignorare le restrizioni imposte a tutti gli altri pazienti Covid per motivi elettorali mettendo a rischio altre persone.

La terapia anti-Covid a cui sarebbe stato sottoposto ha visto la somministrazione di ossigeno supplementare, un cocktail di anticorpi monoclonali e l’antivirali Remdesivir per via endovenosa. Il farmaco Remdesivir inibisce un enzima virale che necessita al patogeno per replicarsi. Il ciclo di antivirale potrebbe avere un effetto sinergico con gli anticorpi monoclonali. L’insieme di anticorpi, estratti e purificati dal siero di persone convalescenti, è una terapia innovativa, che si trova ancora nei trial in fase clinica molto iniziale. Inoltre, gli è stato somministrato anche il desametasone, un antinfiammatorio steroideo che normalmente viene dato ai pazienti in peggioramento. Recenti studi riportano che questo trattamento ha dimostrato di ridurre la mortalità nei pazienti più gravi.

Il direttore de La Voce di New York Stefano Vaccara mi ha chiesto: ma se fossi stato il medico personale del presidente Trump, che cosa gli avresti consigliato in questo momento? La mia risposta immediata quanto breve: la quarantena. Stare isolato il più possibile, per la salute del presidente e per quella di tutti gli altri. Ma, come sarà sicuramente già accaduto con i suoi medici, so già che non mi avrebbe ascoltato.

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