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In Italia si teme che siano finiti i letti in terapia intensiva: ma è davvero così?

Con la curva dei contagi che cresce esponenzialmente, aumenta la paura per le terapie intensive. Ci sono? Basteranno? Stanno per finire? La parola ai numeri

Le terapie intensive continuano a crescere (pixabay)

Più passano i giorni, più i numeri dell’epidemia corrono veloci. Stargli dietro diventa difficile, così ci vuole poco per lasciarsi prendere dalla stanchezza e credere al primo dato che, distrattamente, si ascolta in televisione. L’attenzione di tutti, ora, ricade sulle terapie intensive. Ci sono? Non ci sono? Stanno per finire? Quante ne abbiamo a disposizione? Per rispondere esiste un solo modo: leggere i numeri. Quelli non mentono mai.

Con il bollettino odierno, l’incremento di pazienti ricoverati in terapia intensiva è di 127, cifra che porta il totale a 1.411.

Il bollettino del Ministero della Salute del 27 ottobre

Ad oggi, i posti disponibili in Italia sono poco meno di 7.000. Quindi, il totale dei letti occupati è del 20%. La soglia di allerta fissata dal Ministero della Salute è del 30%: sopra quella, il protocollo prevede che venga rallentata o addirittura fermata l’assistenza agli altri pazienti che finiscono nelle rianimazioni. Per raggiungere questo fatidico 30%, occorre che vengano occupati 2.100 posti letto.

Esiste tuttavia un possibile asso nella manica. L’Italia, grazie agli investimenti fatti per potenziare il sistema sanitario, ha a disposizione 4.609 ventilatori da aggiungere ai 5.179 presenti prima dell’avvento del Covid-19. Fino ad ora, di questi, ne sono stati utilizzati 1.781 e ne rimangono dunque altri 2.828.

Per attivarli, però, serve personale ed è qui che emerge il vero grande problema. La preoccupazione, infatti, non nasce per la scarsità di posti letto, ma per la mancanza di anestesisti, medici rianimatori e infermieri specializzati. Il calcolo viene fatto in questo modo: per attivare un posto letto in terapia intensiva, sono necessari un medico e 2/3 infermieri. Essendo 2.828 i ventilatori pronti ad essere utilizzati, occorrerebbero quasi 3 mila medici specializzati e circa 7 mila infermieri. Totale: 10.000 assunzioni.

Infermieri e medici sono ciò che manca al tempo del coronavirus (Foto Javed Anees)

Ottenerle in tempi brevi non sembra un’ipotesi possibile. Si è arrivati in ritardo e, dopo mesi in cui altro non si è fatto che aspettare inermi l’arrivo della seconda ondata, ora si paga l’inefficienza governativa di quest’estate. Per Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani, un modo per sopperire parzialmente a questa mancanza sarebbe quello di “stabilizzare i precari che ancora ci sono e poi puntare sugli specializzandi, circa 1200 quelli al quarto e quinto anno, da assumere con procedure facili e contratti a tempo determinato e infine richiamare i pensionati per inviarli nelle rianimazioni non Covid”. Misure di emergenza, in pratica, che non possono trovare giustificazioni. Come se, dalla prima ondata, non si fosse imparato nulla.

Alessandro Vergallo (youtube)

A livello nazionale, la Lombardia è ancora la regione con più malati di coronavirus in terapia intensiva (271), seguita da Lazio (166) e Campania (140). Altro dato da tenere presente, di contro, è che del totale dei contagiati il 94% sia in isolamento domiciliare e, quindi, soltanto 6 persone su 100 siano costrette a recarsi in ospedale per essere curate. Il tasso di letalità è inferiore all’1% nei soggetti con meno di 50 anni, del 2,1% in quelli dai 50 ai 59, del 8,6% tra i 60 e i 69, del 23,3% tra i 70 e i 79, del 32,3 nella fascia 80-89 e del 32,3% in quella 90-99. In totale, sono decedute 36.233 persone risultate positive al tampone del coronavirus.

Il trend continua a crescere e i risultati del lockdown parziale cui l’Italia è sottoposta a partire da ieri, lunedì 26 ottobre, si vedranno tra 10/15 giorni. L’obiettivo dichiarato è il rallentamento (non l’appiattimento) della curva. Conte è ottimista, perché le misure “sono state adottate per questo”.

Non resta che attendere.

 

 

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