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Covid-19, OMS: “aumento esponenziale”. Fauci: “2022 primo ritorno alla normalità”

In Italia 205 morti, la Germania adotta misure più stringenti, la Francia si prepara al lockdown nazionale, mentre negli USA +500mila casi in 7 giorni

Foto di TPHeinz da Pixabay

La pandemia di coronavirus non rallenta, negli ultimi 7 giorni si è registrato il maggior numero di nuovi casi Covid-19 nel mondo con oltre 2 milioni di contagi e i decessi arrivano a 1,1 milioni. L’aumento è esponenziale. Lo fa sapere l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Mappa Covid-19 della Johns Hopkins University

Gli Stati Uniti rimangono il paese più colpito, raggiungendo i 9 milioni di casi, il secondo paese è l’India con 8 milioni e il Brasile con 5 milioni e mezzo. L’Europa è dove si registra il maggior aumento del contagio.

La presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen ha detto che “la situazione è molto grave”, “abbiamo allentato le misure troppo presto”, ma crede che contenere il virus sia ancora possibile.

In Italia, 24.991 nuovi positivi e 205 morti. Il Ministero della salute registra +125 nuovi pazienti in terapia intensiva in 24 ore.

Intanto in Sardegna è attesa in serata l’ordinanza di Christian Solinas, che vorrebbe posticipare le chiusure. I bar saranno chiusi alle 20 e ristoranti alle 23, anziché alle 18 come previsto dal Dpcm firmato domenica 25 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Vorrebbe inoltre un taglio alla capienza dei trasporti pubblici che dall’80% passerebbe al 50%. Mentre la didattica a distanza arriverebbe al 100% per le scuole superiori. Il presidente della Regione è anche intenzionato a consentire l’apertura dei teatri, ma solo per il 20% dei posti. Se dovesse essere emanata, il governo centrale ha già fatto sapere che impugnerà l’ordinanza.

In Germania, la cancelliera Angela Merkel ha affermato: “È una giornata difficile per i responsabili della politica, sappiamo che chiediamo molto”. La Merkel ha anche però sottolineato che “non siamo nella situazione di marzo”. I negozi e le scuole resteranno aperti, ha ribadito, e anche le funzioni religiose. In ogni caso, la Germania ha varato un “lockdown soft” a partire dal 2 novembre, in vigore per quattro settimane su tutto il territorio nazionale. Chiusi ristoranti e bar, palestre, studi cosmetici, cinema e teatri. In pubblico potranno incontrarsi soltanto dieci persone di due nuclei familiari, mentre sono annullati tutti gli eventi pubblici e le feste. Restano aperte le scuole, gli asili, tutte le attività commerciali e i parrucchieri.

In Francia, nel frattempo, il presidente Emmanuel Macron alle 20 in diretta ha annunciato il lockdown nazionale. Il paese ha registrato 69.854 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, 767 decessi, 2821 ricoveri e 372 in terapia intensiva. “La nostra situazione è condivisa con tutti i Paesi d’Europa, siamo sopraffatti dal Covid, siamo tutti sorpresi dalla violenza” ha affermato Macron parlando alla nazione. Il lockdown nazionale scatterà venerdì e resterà “almeno fino al 1° dicembre”, ma le frontiere dello spazio Schengen resteranno aperte.

La Spagna registra 19.765 nuovi casi Covid-19, e le regioni di Madrid, Castilla-La Mancha e Castilla y Leon hanno deciso di chiudere i loro confini fino al 9 novembre. Seguono la Catalogna, l’Aragona e i Paesi Baschi.

In Gran Bretagna, dove si superano i 20 mila contagi, Boris Johnson è sottoposto a pressioni da parte della comunità scientifica britannica che chiedono ulteriori restrizioni, compresa la possibilità di un altro lockdown nazionale.

Intanto la Polonia registra mercoledì 28 ottobre 18.820 contagiati e 236 morti. Mentre in Russia si registrano 16.202 nuovi contagiati; il paese ha anche recentemente annunciato la chiusura di bar e ristoranti dalle 23 alle 6 del mattino per cercare di contenere la diffusione del contagio. Mentre si aggrava la situazione in Belgio, che supera le cento morti giornaliere, tornando ai livelli di aprile. La situazione è “drammatica”, ha detto il portavoce per la lotta al coronavirus Antoine Iseux. Il primo ministro Alexander De Croo ha convocato i presidenti delle regioni per coordinare ulteriori misure restrittive nel Paese, già in semi lockdown.

Gli Stati Uniti, il paese più colpito al mondo dalla pandemia, registra quasi 500mila casi in 7 giorni, secondo il bilancio della Johns Hopkins University. A Newark, in New Jerswey, vicinissmo a New York, è scattato il coprifuoco, a El Paso in Texas è arrivato l’ordine di restare a casa per due settimane, mentre a Chicago stop al servizio interno nei ristoranti.

Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le allergie e le malattie infettive, spiega alla Camera la crisi del Coronavirus negli USA il 31 luglio 2020 (YouTube)

In Canada sono morte oltre 10mila persone e il premier Justin Trudeau ha riconosciuto, in una conferenza stampa, come la popolazione sia stanca e parlando del Natale ha detto che “probabilmente in diverse parti del Paese non riusciremo a stare insieme alle nostre famiglie”.

In Messico si sono superati 900mila casi dall’inizio della pandemia, ma si teme che il numero reale di persone infette sia  più alto rispetto ai casi confermati.

Il virologo americano Anthony Fauci, membro della task force della Casa Bianca contro il Covid-19, ha detto di essere “certo” di un vaccino in arrivo “nei prossimi mesi”, ma che non saremo in grado di tornare alla normalità prima del 2022.

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