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Covid-19, vaccino Oxford-Astrazeneca con Irbm Pomezia: i vantaggi

Efficacia del 62% o del 90% a seconda del dosaggio somministrato. Il governo italiano ha prenotato 70 milioni di dosi disponibili entro giugno 2021

Una bambina di 3 anni riceve un vaccino in un centro sanitario a Pechino - Cina - 26 marzo 2020 (UNICEF / Zhang Yuwei)

Dopo Pfizer e Moderna, per il terzo lunedì consecutivo arriva l’annuncio dell’efficacia di un nuovo vaccino anti-Covid-19. Quello sviluppato dall’Università di Oxford e dal colosso farmaceutico britannico-svedese AstraZeneca insieme all’Irbm di Pomezia, ha una massima tollerabilità per gli anziani ed è efficace al 90% se somministrato in due dosi: la prima a metà e la seconda completa a distanza di un mese. Mentre una somministrazione di due dosi piene a distanza di un mese ha dimostrato un’efficacia del 62%. La media è dunque di circa il 70%.

Le analisi hanno confermato che il vaccino non dà luogo a effetti collaterali di grave entità, ma la sorveglianza continuerà.

Può essere facilmente prodotto e probabilmente questo sarà più economico degli altri due. Inoltre può essere conservato nei normali frigoriferi tra 2-8° delle farmacie e degli studi medici.

Entro la fine del 2020 saranno disponibili circa 200 milioni di dosi per il mercato internazionale, e la produzione potrà raggiungere 700 milioni di dosi entro il prossimo marzo, ma AstraZeneca sta lavorando per ottenere una capacità di produzione fino a 3 miliardi di dosi di vaccino nel 2021.

Il governo italiano ha prenotato 70 milioni di dosi che saranno disponibili entro giugno 2021.

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