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Leggenda Nibali, da piccola peste a campione del Tour de France

A quasi trent'anni è il settimo italiano a scrivere il suo nome sull’albo d’oro della Boucle. Vincenzino da Messina entra di diritto nella storia del ciclismo mondiale. Un successo costruito con impegno e passione, fin da piccolo

Ha vinto. Vincenzo Nibali ha vinto la 101/a edizione del Tour de France. Prima aveva trionfato nella Vuelta e al Giro d’Italia. Vincenzino da Messina entra di diritto nella storia del ciclismo mondiale. Dopo Vosgi, Alpi e Pirenei lo “squalo dello Stretto” con addosso la maglia gialla, fa la sua meritata passerella finale sugli Champs Elysees. Parigi è sua. L’Olimpo delle due ruote pure. Dalla Sicilia con passione e determinazione.

È il settimo italiano a scrivere il suo nome sull’albo d’oro della Boucle, accanto ai grandi Bottecchia, Bartali, Coppi, Nencini, Gimondi e Pantani. Lo sguardo pulito e il sorriso dolce, sono quelli di sempre, come l’umiltà che indossa ogni giorno e che gli da la forza di stringere i denti, superare i tornanti, i crampi, la fatica e il sudore. Vola Vincenzo, vola per 3.664 chilometri in cui forma fisica ed equilibrio nervoso sono da numero uno. Pedala elegantemente, non sembra mai in difficoltà, con un vantaggio esorbitante sugli altri competitor di tutto rispetto. Puro talento.

Quando il sogno diventa realtà si commuove, versa lacrime di felicità sul podio mentre ascolta l’Inno di Mameli. Ha preparato un discorsetto per non fare errori, per non dimenticare nessuno: ringrazia la famiglia e tutti quelli che hanno sempre creduto in lui. “Sin dalla sua prima gara a 14 anni – dice fiero Salvatore Nibali, il papà del campione – sapevo che sarebbe arrivato a questo punto. Non mi meraviglio, provo solo un grande felicità”.

A quasi trenta anni questo straordinario campione nello sport e nella vita, sta vivendo un’emozione fortissima, una gioia indescrivibile. Un successo, il suo, costruito con passione, pedalata su pedalata. “Da bambino quando era a casa e non sulla bici, era una piccola peste e mi rompeva i giocattoli – racconta emozionata la sorella Carmen – imitava i grandi, correva e sperava di diventare un campione”. Oggi Nibali è un’icona sportiva, l’orgoglio nazionale, capace di far stringere intorno a sè un intero Paese, deluso dai risultati calcistici in Brasile. Tenace, forte, lucido, intelligente, emozionante, in una parola: leggenda Nibali.

 

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