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Aspettando il calcio d’inizio. Guida semiseria al campionato che verrà

Dopo un mondiale abbandonato troppo in fretta, sabato tornano in campo le squadre italiane e si ricomincia con le speranze e le scommesse che condiscono il campionato di Serie A. E molti team non hanno ancora indicato in modo definitivo la formazione con cui affronteranno la stagione ormai alle porte

Alla fine si ricomincia. Gli ultimi fuochi di un'estate soporifera e mai esplosa veramente ci destano dal torpore balneare. I quotidiani sportivi, archiviati i Mondiali di calcio abbandonati troppo in fretta, mestamente hanno diretto il loro bersaglio su discussioni eteree di gossip e calciomercato. Abbiamo scrutato sui tabloid i nostri idoli versione vacanziera, con mogli amanti e figli a carico, prendersi il loro meritato riposo dalle fatiche Mondiali e attendere la loro sorte calcistica abbandonati con il regal posteriore comodamente adagiato sulla coperta di qualche yacht.

Accantonate definitivamente le varie amichevoli intense come partite di calcetto serali, finalmente da sabato gli idoli potranno entrare in pompa magna nelle case dei sudditi dell'intero italico suolo peninsulare, isole comprese, illuminando gli animi altrimenti mesti ed afflitti di milioni di sportivi, giganteschi e catafratti con i colori sociali.

In attesa del fischio d'inizio vero e proprio, siamo comunque lontani dall'aver chiare le idee. Le squadre sono ben lungi da aver delineato in modo risolutivo con quali giocatori scenderanno in campo per la stagione ormai alle porte. La compravendita dei cartellini si chiuderà infatti solo il primo di settembre. Dopo due mesi esatti di mercato niente è definito, ed i procuratori, come mossieri esperti, attendono al palo che entri il cavallo di rincorsa per dar buona la partenza. E come al Palio di Siena, le trattative raggiungono il culmine proprio all'ultimo giorno utile. Con buona pace dell'album delle figurine Panini, che quando ero ragazzino veniva pubblicato a settembre appena prima dell'inizio dell'anno scolastico, ed ora, se va bene, lo pubblicheranno a dicembre con lasciando qualche spazio vuoto per eventuali compravendite invernali… Segnali sciagurati di modernità applicata.

La Juventus ha piazzato due colpi interessanti acquistando l'esterno di sinistra Evrà dal Manchester United e l'esterno destro d'attacco, Morata, dal Real Madrid, per completare un trio d'attacco fenomenale insieme a Llorente al centro e Tevez dall'altro lato.

La Roma ha acquistato lo svincolato Cole dal Chelsea che calcherà la fascia sinistra del campo, e l'ottimo Iturbe attaccante esterno di destra a far coppia con Totti e Gervinho.

Il Napoli, fresco di sconfitta bruciante nei preliminari di Champions, attendendo il ritorno a Bilbao, ha solo fatto un innesto nelle retrovie acquistando dal Genk , il centrale difensivo francese Kalidou Kulibaly. Il suo obiettivo principale resta il campione del Mondo Khedira dal Real Madrid, mentre sembra ormai certa la cessione del piccolo folletto napoletano Insigne, in rotta con la città e con buona parte della tifoseria.

Il Milan mette a frutto con pacatezza economica i suoi pregressi talenti rispolverando dopo oltre un anno un interessante El Shaarawy, ottimo incursore di fascia sinistra capace tatticamente di coprire tempestivamente anche in difesa in fase di non possesso, come il calcio moderno impone. La squadra rossonera a concluso la trattativa per il portiere Diego Lopez dal Real Madrid, eterna riserva di Iker Casillas ed emigrante iberico fino ad approdare alla corte di Pippo Inzaghi quest'anno. Altro acquisto interessante, Jeremy Menes, attaccante esterno di destra dal PSG. Interessante perché capace come pochi di ricoprire quasi tutti i ruoli nella metà campo avversaria giocando sia come ala che come trequartista dietro alle punte. Quando giocavo da ragazzo, un giocatore con queste caratteristiche si chiamava “Jolly”…

L'Internazionale ha aggiustato difesa e centrocampo prendendo Vidic e Medel rispettivamente dal Manchester U. e dal Cardiff. Dalla Roma ha riscattato l'esterno sinistro Dodò, un ragazzino brasiliano in cerca di affermazione che di certo merita, a completare il 5 di centrocampo con il “profeta” Hernanes, Kovacic e Nagatomo sull'esterno, oltre al citato Medel. Coppia d'attacco collaudata Icardi e Palacio.

Ma presto inizierà la caccia al tesoro, e ognuno stilerà la propria personalissima classifica delle squadre papabili alla vittoria dello scudetto. Aiutandosi anche con la tecnologia: le quote dei centri scommesse. Qualche giorno fa, in un negozio di scommesse sportive, mi hanno fornito le quote aggiornate delle squadre accreditate alla vittoria finale:

Juventus 2,23

Roma 3,10

Napoli 5,50

Poi…l'abisso. Fiorentina ed Inter 17, Milan 19. La Lazio segue con un incalcolabile 81!

Alla luce delle quote ci vedo un po più chiaro. Non ci sono dubbi che il campionato se lo giocano in tre. Una specie di scontro ad edizione limitata riservato in esclusiva a pochi intimi. Il resto delle squadre appartiene a un Dio del calcio minore, ma fa comunque parte, di diritto, della casta elitaria dell'Olimpo. Anche la mitologia greca è colma di dei più o meno importanti, non vedo come il calcio debba sottrarsi a queste regole olimpioniche dove conta partecipare e non vincere.

Faccio un ultimo tentativo prima del botto finale, azzardo le due milanesi come vincitrici dello scudetto. Il gestore mi osserva come fossi uno che non ha mai visto una partita in vita sua, poi guarda meglio il mio abbigliamento, canotta NBA con larghi pantaloncini e borsa mare, infradito d'ordinanza e pensa che, magari, sono stato vittima di un'insolazione tardiva, accetta la scommessa, stacca il tagliando e me lo porge con estrema gentilezza. Nei suoi occhi leggo tanta comprensione per la mia scelta, come a dire che avrei potuto investire meglio i miei soldi. Allontanandomi dal bancone vedo appesa dietro alla parete una sciarpa bianconera, i tratti sfumati all'improvviso diventano netti e decisi. E tutto appare chiaro.

 

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