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Il compleanno del Tridente: I cento anni della casa Maserati

Le Maserati sulla Quinta Avenue durante la parata di Columbus Day

Le Maserati sulla Quinta Avenue durante la parata di Columbus Day

La casa automobilistica Maserati festeggia il suo compleanno. Abbiamo parlato con Gaetano Lippis, il volto italiano della Maserati Manhattan, dei cento anni di attività che hanno reso il marchio del Tridente sinonimo del connubio tra qualità, prestazioni e stile

 

In un periodo di profonda crisi come quello attuale, se si dovesse compilare una lista delle cose positive per le quali l'Italia è conosciuta nel mondo la sua industria automobilistica occuperebbe i primissimi posti. Nomi come Maserati, Ferrari, Lamborghini e Alfa Romeo hanno fatto la storia dell'automobile e, in particolare, del suo settore sportivo e di lusso.

Per questo motivo, la celebrazione di una ricorrenza particolare legata ad uno di questi grandi marchi assume una valenza speciale perché rappresenta un'espressione di quel Made in Italy che, a dispetto dei tanti problemi che affliggono l'Italia, costituisce ancora uno dei suoi aspetti migliori e, probabilmente, una delle principali opportunità di riscatto del paese.

In quest'ottica va inquadrato il centenario della fondazione della casa automobilistica Maserati che proprio questo dicembre ha festeggiato il suo primo secolo di attività, un anniversario i cui festeggiamenti, visto il prestigio dell'azienda, hanno coinvolto, lo scorso novembre, anche l'ambasciata italiana a Washington.

Quella della fondazione della Maserati è una storia tipicamente italiana: tre fratelli senza alcuna istruzione superiore o qualifica in ingegneria meccanica fondano, solo sulla base della loro comune passione, una casa automobilistica destinata ben presto a diventare una delle più prestigiose del mondo.

Era il dicembre 1914; in Europa infuriava la Prima Guerra Mondiale e Alfieri Maserati, con i suoi fratelli Ettore ed Ernesto aprirono, a Bologna, un'officina meccanica per un altro marchio che ha fatto la storia dell'automobile italiana: Isotta Fraschini.

Ma le ambizioni dei fratelli Maserati vanno ben oltre. Alfieri, Ettore ed Ernesto non si accontentano di fare la parte dei meccanici da autorimessa e il conflitto mondiale, paradossalmente, offre loro l'occasione per ampliare le proprie aspirazioni imprenditoriali e per sperimentare nuove tecnologie. Proprio in questo periodo infatti, Alfieri mette a punto un nuovo tipo di candele di accensione per i primi motori costruiti dai Maserati che, per i quarant'anni successivi, continueranno ad utilizzare esclusivamente le proprie candele per i motori delle loro vetture.

Sin dai primi anni della sua fondazione, la Maserati segue la tradizione dell'industria automobilistica italiana: la passione per la velocità coniugata alla nostra tipica maestria artigianale che si rivela soprattutto nei dettagli.

Gaetano

Gaetano Lippis della Maserati Manhattan

"L'attenzione ai dettagli è ancora una dei punti di forza di questa automobile – ci ha confermato Gaetano Lippis – uno dei rivenditori specializzati della concessionaria Maserati di Manhattan che è anche una delle più grandi e attive d'America.

A Lippis abbiamo chiesto come sia cambiata la marca Maserati nel corso di questi ultimi anni.

"Per iniziare – ha detto Mr. Lippis – la direzione imprenditoriale della casa è quella di mantenere intatta la sua reputazione per la qualità e prestazioni ma diventando, nello stesso tempo, anche accessibile ad una clientela più vasta. Fino a qualche tempo fa, anche i modelli meno costosi iniziavano comunque a 130 o 140,000 dollari mentre oggi, con la Ghibli, il prezzo di partenza é intorno ai 70,000 dollari. Non poco ma certo alla portata di un pubblico più vasto".

Il profilo dell'acquirente Maserati in America è facile da immaginare. "Parliamo di auto costose – ha detto Mr. Lippis – quindi è chiaro che molti dei nostri clienti sono persone facoltose. Più variegato invece è il profilo etnico del nostro compratore. Io invio auto in ogni angolo d'America ma anche in paesi come la Cina e la Nigeria".

E gli italiani? "La maggior parte della nostra clientela è americana. C'è anche qualche italiano ma più che italiani veri e propri direi che sono gli italo-americani ad avere un debole per questa e altre grandi marche sportive. Parliamo di gente che molto spesso è venuta in America senza grosse risorse ed è riuscita a fare fortuna col proprio lavoro. Per queste persone comprare una Maserati o una Ferrari non è solo il riconoscimento del proprio successo economico ma implica anche un motivo di orgoglio nazionale".

Per la Maserati quello attuale sembra essere un periodo di rinascita commerciale. "Sì – ha confermato Gaetano Lippis – una rinascita che segue una fase di crisi verificatasi prima della gestione De Tomaso e culminata con la creazione di qualche modello, come la Biturbo, che non ha riscosso i successi che ci si aspettava".

E, in questo periodo di ripresa, la celebrazione del centenario non poteva giungere ad un momento più opportuno. "Il centenario ha certamente aumentato l'attenzione verso il nostro marchio anche grazie alla creazione di due modelli Gran Turismo realizzati proprio per questa occasione. Si tratta di auto di grande prestigio disponibili solo in due colori: rosso o blu i colori tradizionali della municipalitá di Bologna, culla del marchio Maserati".

Dal momento che parliamo di auto che non sono certo alla portata economica di tutti, è chiaro che i mercati americani dove la presenza Maserati è più rilevante coincidono con le regioni più ricche d'America. "Ovviamente New York e la California sono i nostri mercati principali – ha confermato Lippis – ma anche la Florida sta emergendo rapidamente".

E la concorrenza? "La Maserati e molte altre case automobilistiche italiane di prestigio come Ferrari e Lamborghini occupano un po' un posto a sé nel mercato dell'auto sportiva quindi, parlare di concorrenza non è facile. Io direi che, per quanto riguarda la Maserati, il marchio che, più o meno coincide con la stessa nicchia di mercato è quello della Aston Martin. Ma, ad essere sinceri, se parliamo di auto sportive ad alta prestazione, le italiane non temono la concorrenza di nessuno perché hanno raggiunto uno status quasi "iconico" nell'immaginario degli appassionati di motori".

Il fattore "italiano" ha anche un risvolto pratico per Gaetano che essendo l'unico volto italiano della concessionaria ammette candidamente di farne sfoggio: "Sì, la mia provenienza mi conferisce sicuramente un minimo di vantaggio quando ho a che fare con i clienti. Diventa un po' come il rombo del motore Maserati: uno strumento di marketing".

 

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