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Cala il sipario sul Campionato 2014

Lo splendido gol di Kovacic che ha aperto la strada alla rimonta nerazzurra

Lo splendido gol di Kovacic che ha aperto la strada alla rimonta nerazzurra

Con l'approssimarsi della pausa natalizia si conclude la prima parte del campionato italiano. L'ultima giornata del 2014 non riserva nessuna particolare sorpresa in termini di classifica e conferma alcuni aspetti del calcio italiano che forse potrebbero spiegare il momento difficile che staimo attraversando in ambito internazionale

Con il posticipo del Meazza di ieri tra Inter e Lazio si è chiuso il capitolo del campionato riferito all'anno solare 2014 . Il circo della Serie A riaprirà i battenti il 5 gennaio del nuovo anno con l'anticipo all'Olimpico tra Lazio e Sampdoria.

Roma – Milan 0-0

La partita più attesa si è conclusa con uno scialbo risultato ad occhiali senza reti e senza particolari sussulti . Le uniche emozioni sono venute manco a dirlo da presunti errori arbitrali a causa della manina furtiva di De Jong che ha accarezzato il pallone in piena area scatenando le proteste giallorosse in campo e proseguite poi per tutto il weekend. Gli addetti ai lavori hanno visionato decine di volte la moviola , fermando l'immagine sull'azione incriminata infiammando discussioni nei salotti degli studi televisivi in cui ognuno ha dato la sua versione dei fatti e dopo una decina di rallenty sui monitor alcuni hanno pontificato che forse c'era un presunto fallo di mano. Oggi in Italia dopo la fantomatica parola Riforme l'aggettivo più in voga è presunto. Nel Belpaese per molti cronisti dell'ultima ora gli omicidi , le rapine e le violenze anche se avvenuti sotto l'occhio vigile di telecamere ambientali oppure visti da centinaia di testimoni, vengono commessi sempre da presunti colpevoli . Non solo la certezza della pena è una chimera letteraria, ma in troppi casi non esiste nemmeno un colpevole. Stabilire quindi un fallo da rigore con il fermo immagine magari può risultare affascinante ma l'arbitro che fortunatamente non è ancora un uomo bionico osserva a velocità normale e decide in una frazione di secondo in un ambiente diverso da quello di uno studio televisivo . Comunque all'Olimpico la super sfida finisce 0 -0 e su alcuni titoli dei giornali si è letto che : «Il Milan resiste bene alla Roma portando a casa un pareggio senza soffrire troppo» . Secondo alcuni allora sarebbe tutta una questione di resistenza al fine di alleviare una sofferenza. I tabloid spagnoli ed inglesi sono stati tutti concordi nel descrivere la sfida dell'Olimpico come "una brutta partita" . Per quanto riguarda la stampa italiana invece la partita alla fine è stata avvincente, la Roma ha cercato di vincere ma il Milan non ha poi sofferto tanto e si è portarto a casa il punticino. La mentalità vincente è di fatto sparita dal manuale del calcio italiano, meglio non soffrire che vincere. E se anche una certa stampa si adegua, allora bisogna ricercare in questa mentalità i motivi per i quali le squadre italiane non decollano in Europa.

 

Sassuolo – Cesena 1-1

Si gioca fino al 35 poi cala la nebbia in Valpadana. Solo l'occhio elettronico delle telecamere è riuscito a catturare alcune immagini dell'incontro, i pochi sfortunati del Mapei Stadium commentavano a braccio . Voci incontrollate da gradinata superiore davano il Sassuolo vincente per sei a zero, di cui una rete anche con un colpo di testa del portiere su calcio d'angolo . Echi di fantozziana memoria, in realtà la partita è finita 1-1.

 

Verona – Chievo 0-1

Raccontare di un derby suscita sempre particolari emozioni formate da evocazioni storiche che esulano quasi sempre dal contesto calcistico esaltando una rivalità territoriale ancora molto marcata. E così che la favola Chievo, frazione della nobile Verona azzarda e realizza il colpaccio al Bentegodi con un gol "in fuorigioco" di Paloschi il quale sostiene candidamente: «Ero in fuorigioco in occasione del gol? Prima c'era un rigore, quindi va bene così…»

Proprietà commutativa applicata al regolamento. Contento Maran, furioso Mandorlini che annuncia ricorsi .

 

Atalanta – Palermo 3-3

Allo stadio «Atleti azzurri d’Italia» finisce in parità un incontro bifronte , dominato nel primo tempo dal Palermo e nel secondo dai bergamaschi che a testa bassa riescono nell'impresa di ristabilire la parità complice anche alcuni errori difensivi dei rosanero. Rigoni prima ed un incomparabile Vazquez in un quarto d'ora portano il Palermo in vantaggio di due a zero. A quel punto i nerazzurri, in un insolita tenuta verde pisello per una raccolta fondi di beneficenza, spariscono dal campo ed il Palermo sbaglia a non chiudere il primo tempo in vantaggio di almeno quattro reti. Infatti nella ripresa la partita cambia volto e Colantuono grazie alla macumba da spogliatoio riesce nell'impresa di mettere alle corde l'avversario che sparisce progressivamente dal campo lasciando alla Dea la possibilità di pareggiare . Il Palermo è comunque una piacevole rivelazione del campionato e conferma Vazquez – Dybala come una delle coppie più temibili della serie A . Conferme anche per capitan Barreto ieri al suo rientro da titolare . Iachini si accredita un allenatore capace di mettere in campo una formazione spigliata ed aggressiva, anche se a Bergamo a nostro parere avrebbe potuto osare un tantino in più considerando l'inserimento troppo tardivo di Belotti, eroe contro il Sassuolo ed entrato praticamente allo scadere.

 

Fiorentina – Empoli 1-1

Mister Sarri congela i Viola sul pareggio, dopo che quest'ultimi erano passati in vantaggio con un gran gol di Vargas. Derby avvincente giocato a ritmi molto veloci come piace a Montella e dove Sarri si esalta. Il pareggio di Tonelli vanifica il forcing viola che ci prova fino all'ultimo secondo ma non trova la via della rete permettendo a Sarri di far volteggiare i suoi esterni in praterie sconfinate e facendo soffrire ai viola recuperi affannosi ma sempre gestiti con sufficiente linearità.

 

Calendario pre-natalizio deludente per entrambe le genovesi. La Sampdoria pareggia contro l'Udinese ed il Genoa addirittura perde contro un Toro in rimonta. Un'Udinese interessante sfiora il colpo a Marassi e dimostra che il suo allenatore sa come ottenere dai suoi impegno e professionalità. Doti che a Stramaccioni non mancano di certo. Cuore granata oltre l'ostacolo, subisce una rete, poi pareggia ed infine vince contro un ottimo Genoa che all'Olimpico di Torino commette un passo falso in carta regalo natalizio. La sosta permetterà a Gasperini di analizzare a bocce ferme questa sconfitta.

 

Inter – Lazio 2-2

Se non sono matti non li vogliamo recitava un vecchio adagio. Indiscutibilmente l'Inter da un po di anni è causa di ipertensione tra i suoi tifosi e non mi meraviglierei se in blocco chiedessero un risarcimento per danni conclamati da eccesso adrenalinico cronico. Mancini abbandona il rombo per un robante 4-3-3 poi trasformato in uno schema a due punte. Partenza veemente dei nerazzurri, talmente decisa che nemmeno due minuti dopo sono già sotto di un gol. Splendido controllo di Felipe Anderson, tocco d'esterno ad aggirare la difesa che come le stelle resta a guardare, sinistro e palla in rete. L'Inter vede i fantasmi e lo spettro più temuto ha il sette sulla maglia e raddoppia, alla mezz'ora, siglando un gran bel gol in velocità sempre dalla sinistra, accentrandosi e sparando a rete il pallone del due a zero. Colpo mortale e resa incondizionata dell'Inter nel silenzio di San Siro in cui oltre alla nebbia cala anche il sipario. Ma gli attori a volte hanno il colpo da teatro e stavolta tocca a Kovacic trasformarsi nell'attore principale: corner battuto dall'Internazionale, deviazione di testa di un difensore, pallone che raggiunge il croato e spettacolare tiro a volo a togliere le ragnatele dall'incrocio. I moduli tattici si vanno a fare benedire quando sull'erba gioca l'Inter; più che gli schemi mette in campo le fasi lunari. Squadra tanto inguardabile nel primo tempo quanto aggressiva e veloce nel secondo. La Lazio sparisce dal campo troppo presto e Palacio riannoda il filo del tempo ritrovando il gol che aveva lasciato qui al Meazza proprio contro la Lazio sette mesi fa. La sosta porterà qualche consiglio concedendo a Mancini qualche giorno di riposo in vista di una amichevole organizzata in estate e che si giocherà chissà dove . Consuetudini da calcio moderno.

Ieri ho visionato per diletto lo straordinario match tra il Liverpool e l'Arsenal : 97 minuti di cori e di corsa inimmaginabili alle nostre latitudini. La partita è finita 2-2 giocata a ritmi elevatissimi senza soluzione di continuità, agonismo e ricerca spasmodica del gol. Sarà forse questo il segreto per far bene in Europa? Non abbiamo avuto modo di vedere Balotelli in campo vittima di un non meglio precisato infortunio. L'Ex giocatore di Inter e Milan, ora in forza al Liverpool è stato persino accusato di razzismo per un suo post "antisemita" sul social Instagram. La Federazione inglese lo ha multato di 25,000 sterline ed affidato ad un programma rieducativo con l'obbligo di frequenza. Non male per uno dei simboli della lotta alla discriminazione razziale e che si è sempre dichiarato vittima di un razzismo manifesto sugli spalti di mezzo mondo. Ma forse i fischi non centrano nulla con il colore della pelle. Senza il forse.

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