Cerca

SportSport

Serie A: Calcio d’autore

Finisce uno a uno il derby d'Italia a tratti spettacolare, giocato ad un ritmo insolito per il campionato italiano che conferma la Juventus capolista. L'Inter che sta lentamente assorbendo i dettami di Roberto Mancini  attende, oltre Podolski, anche un nuovo innesto a centrocampo. Roma, Lazio e Napoli non mollano, il Palermo dei campioni ne fa cinque a Zola

Di solito stilare il resoconto di  una partita di calcio non è sempre esaltante. A volte il gioco non esprime quella fantasia di cui un giornalista sportivo trae linfa per scrivere un buon articolo . Accade troppo spesso , specialmente in Italia, che il pubblico non gradisca lo spettacolo offerto dai propri idoli, ed esce dallo stadio avvilito da prestazioni sotto la media.  

Raccontare una partita di calcio diventa invece argomento affascinante quando la partita da descrivere è il derby d'Italia giocato ieri tra la Juventus e l'Inter. 

Juventus-Inter 1-1

Il posticipo giocato alle ventuno ora italiana e l'importanza dell'incontro richiedevano una risposta di stile da parte del pubblico. Lo Juventus Stadium, il migliore impianto in Italia, esibiva per l'occasione un vestito da sera in bianco e nero, cornice ideale di pubblico per un evento che richiama interesse in Europa ed anche oltre oceano. Una scollatura evidente tingeva di nerazzurro il settore riservato ai tifosi interisti attesi con ordine numerico di circa duemila unità.  Solito modulo per la Juve con Pirlo in regia e la coppia Tevez -Llorente in attacco. Non è un mistero che il club bianconero è da tempo sul mercato alla ricerca di un trequartista per dare ossigeno ad Andrea Pirlo che ormai si è dimenticato di cosa significa la parola  turnover  ed un attaccante di peso da affiancare a Tevez oppure, tra non molto, addirittura di sostituirlo alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate dall'Apache riguardo la sua intenzione di finire in un club argentino alla fine del contratto che lo lega alla juve fino al 2016.

La partita inizia illuminata alla perfezione dagli impianti di illuminazione ed abbagliata da un paio di giocate che infiammano lo Stadium alzando la temperatura, abbastanza rigida,  di qualche grado. Marchisio pericoloso in avvio spedisce a lato di un niente e dopo appena 5' di gioco Vidal decide di regalare una pennellata d'artista alla moltitudine dei suoi tifosi: Accarezza il pallone con eleganza di tacco lasciando il suo diretto avversario in mistica contemplazione , penetra in piena area interista, una rapida occhiata, passaggio teso al centro dove Carlitos si fa trovare pronto per spingere il pallone in rete dopo l'intervento disperato di Handanovic alla ricerca del pallone per sua sfortuna troppo lontano dall'area di  porta per poter essere intercettato.   La Juve regala giocate stilisticamente eccitanti , le incursioni di Evrà e Pogbà mettono sempre in apprensione la difesa interista che si salva in almeno un paio di occasioni grazie alle parate di Handanovic fino a qui il migliore dei suoi. Ed al portiere nerazzurro  riesce perfino il miracolo quando  Paul Pogbà liberatosi con raffinatezza di Ranocchia saltandolo di netto con l'"elastico», giochetto tanto caro a Ronaldinho, si presenta tutto solo davanti alla porta e gli scarica addosso un pallone che chiedeva solo il flash dei fotografi per il raddoppio. La Juventus disputa il miglior primo tempo di tutto il campionato mostrando ottima padronanza territoriale vivacizzata da alcune  perle di gioco dei suoi singoli.  L'inter esce dal campo suonata come uno sparring partner ideale per incassare almeno altri colpi tremendi tali da da farla barcollare ed infine capitolare.  Dopo il fatidico tè caldo corroborante le squadre rientrano in campo. Mancini avrà  certamente detto qualcosa ai suoi nello spogliatoio perché  l'Inter si presenta più stabile in campo. La Juve che fino ad allora girava a motore compresso ora stenta a rimettersi in moto. All 8' della ripresa entra in campo il neo acquisto Podolski per i nerazzurri che, anche se al 50 per cento di condizione fa notare subito di possedere  la mentalità giusta per tentare di ristabilire l'equilibrio in campo.  Personalità e sicurezza dell'undici milanese pare abbia un effetto quasi soporifero all'undici di Allegri che , poco a poco lascia l'iniziativa all'avversario. L'Inter si impossessa del centrocampo ed avanza la linea mediana quel tanto che basta per intimorire la Juve che alla prima avversità si chiude in un incomprensibile timore di vincere. Buffon ai microfoni dirà più tardi: "Passiamo dalla presunzione di essere imbattibili ad avere paura dell'avversario" Ed allo Juventus Stadium succede proprio questo.  una punizione di Pirlo che quasi uccellava Handanovic colpevole di piazzamento da terza categoria fa da preludio al pareggio interista: Guarin aggancia un pallone a centrocampo , scruta  un enorme rettangolo a ridosso dell'area inspiegabilmente privo di maglie bianconere , legge il movimento di Icardi che parte dalla lunetta verso destra e lo serve in profondità. L'argentino brucia Bonucci di slancio, si avventa sul pallone, entra in area e trafigge Buffon in colpevole uscita, per il delirio dei duemila nerazzurri sugli spalti. Ora il pugile suonato appare la Juventus che, nonostante alcuni sprazzi di lucidità, corre un paio di rischi pazzeschi sventati  dalla bravura di Buffon e dalla dabbenaggine di Icardi che non si avvede di Osvaldo, entrato nel frattempo al posto dell'ottimo Hernanes, solo in piena area bianconera e tira malamente addosso a Buffon che ringrazia.  Tra i due argentini nasce una rissa in campo con Osvaldo che chiede spiegazioni a modo suo  e finisce la partita mandando a quel paese il mondo intero, Mancini compreso. 

Finisce uno a uno un derby a tratti spettacolare, giocato ad un ritmo insolito per il campionato italiano che conferma la Juventus capolista. l'Inter che sta lentamente assorbendo i dettami del Mancio  attende, oltre Podolski, anche un nuovo innesto a centrocampo. 

Udinese – Roma 0-1

La ASRoma vince al «Friuli» con il classico «gol fantasma» , che comunque hanno visto bene tutti, tranne il l'arbitro di linea che , ad un centimetro dalla porta non si scompone e lascia all'arbitro distante una ventina di metri l'onere della decisione. "Gli arbitri addizionali? a che servono se poi non vedono?" ha tuonato Stramaccioni. Giusta considerazione che noi facciamo da tempo. In questi casi la tecnologia si rende necessaria, quasi indispensabile, affinché si evitino errori di valutazione come quello che stava per succedere ad Udine. Comunque la Roma ora è ad un solo punto dai bianconeri, e spera. 

Cesena -Napoli 1-4

Poker della befana in casa Benitez sul panno verde del «Manuzzi» di Cesena. Doppietta di Higuain, Callejon ed Hamsik annientano il Cesena con quattro cannonate sparate dall'artiglieria partenopea. Tifosi azzurri sugli spalti ad omaggiare con gli striscioni il grande artista Pino Daniele, e minuto di raccoglimento tra applausi e qualche fischio dei soliti idioti.  Napoli in salute attende la prossima contro la Juventus in casa per la verifica delle proprie possibilità. 

Milan – Sassuolo 1-2

E ti pareva che il mister Di Francesco non ci metteva lo zampino. Inzaghi in settimana rilasciava proclami sulla grandezza del suo Milan, che ieri però ha fatto un passo indietro.  Al gol di Poli all'inizio, Sansone prima e nel secondo tempo una magia di Zaza ribaltano il risultato per il Sassuolo che esce vittorioso da San Siro tra gli applausi e fa uscire il Milan tra i fischi. Pippo Inzaghi dovrà lavorare sui fondamentali e sull'umore dei suoi. Menez è apparso svogliato e spaesato, Cerci ancora da integrare, linea difensiva Alex-Rami-Zapata da bocciare in blocco; Bonaventura e Montolivo leggeri e mai efficaci sono alcune cause della sconfitta di ieri. Buon lavoro Mister. 

Lazio – Sampdoria 3-0

Tre squilli e la Lazio divide  con il coinquilino partenopeo il pianerottolo del terzo posto. Uno straordinario Felipe Anderson guida alla vittoria i biancocelesti convincendo tutti sul gioco espresso e le ambizioni ormai palesi da Champions. Squadra tenace ed aggressiva, ben messa in campo da Pioli, tecnico serio e preparato . Sampdoria maldestra e confusa, pare subire battute di arresto a corrente alternata. Da rivedere entrambe alle prossime prove.

Palermo – Cagliari 5-0

Non succedeva dal 1951 che il Palermo non segnava cinque gol di fila in serie A. E se ci è riuscito ieri non è certo un caso fortuito. Giocatori del calibro di Dybala, Munoz, Barreto e Vazquez, farebbero la differenza ovunque.  Il Palermo ha steso il Cagliari di Zola con una facilità disarmante, segno palese della superiorità territoriale dei siciliani, unita però ad una remissività inspiegabile dei sardi. Sarà arduo pronosticare il risultato del Franchi che ospiterà il Palermo al prossimo turno, sappiamo solo che i rosanero sono in striscia positiva da 9 turni e saldamente ancorati in zona Europa League. Sognando la Champions…

Chievo -Torino 0-0

Empoli-Verona 0-0

Genoa – Atalanta 2-2

Parma- Fiorentina 1-0

Classifica: 

Juventus 40

Roma 39

Lazio 30

Napoli 30

Sampdoria 27

Genoa 27

Milan 25

Palermo 25

Fiorentina 24

Sassuolo 23

Inter 22

Udinese 22

Empoli 18

Torino 18

Verona 18

Chievo 17

Atalanta 16

Cagliari 12

Parma 9

Cesena 9

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter