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Serie A: Una domenica all’insegna della tecnologia negli stadi

Il capitano della Roma Francesco Totti celebra a modo suo il gol del pareggio

Il capitano della Roma Francesco Totti celebra a modo suo il gol del pareggio

Mentre Totti celebra il gol del pareggio contro la Lazio con un selfie, il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, invoca la necessitá della moviola immediata per verificare un paio di episodi dubbi durante la partita Napoli-Juventus al San Paolo che ha consolidato la posizione dei bianconeri al veritce della classifica

La notte del San Paolo è accesa dalle migliaia di luci di oltre cinquantamila cuori che cantano sulle note di Pino Daniele ed infiammano le emozioni. A Napoli la perdita di questo grande artista è paragonabile alla mancanza improvvisa di un parente stretto, un vuoto riempito dalle parole della sua canzone più amata con il titolo che ha dato il nome a decine di locali gestiti da napoletani in tutto il mondo. Striscioni con le frasi dei suoi pezzi migliori si annodano idealmente con le decine di striscioni con la scritta “Je suis Charlie” apparsi ovunque negli stadi di tutta Italia a dimostrazione che lo Sport ha nelle sue corde la solidarietà, il coraggio e lo spirito di sana competizione che non può e non deve essere offuscato da poche decine di individui che spesso provano a contraddire violentemente i principi sportivi con assurde manifestazioni di brutalità gratuita ed inutile. E le testimonianze apparse sugli spalti dimostrano che “Noi siamo Charlie” anche nello sport.

In attesa della tecnologia in campo Francesco Totti misura la sua bravura con il mezzo tecnologico più usato in questo inizio secolo: Lo Smartphone. Dopo aver segnato il suo capolavoro balistico infilando la rete del pareggio, il capitano è corso verso la Curva Sud abbracciando idealmente la marea giallorossa in un commovente quanto insolito “selfie”. Messaggio diretto ed immediatamente condiviso dai suoi tifosi nei vari “social”. Un abbraccio tecnologico e virale che dimostra il calore e l'affetto di Totti verso i suo popolo con un gesto semplice ma straordinariamente efficace. La tecnologia in campo non solo è necessaria, ma a volte compie miracoli. Quella stessa tecnologia chiamata in causa dal patron De Laurentiis sul secondo gol della Juventus. Il Presidente del Napoli ieri era letteralmente furioso perché, a suo dire, il gol di Caceres era viziato da un millimetrico fuorigioco misurabile solo dagli strumenti della NASA e non certo quantificabile da occhio umano come dimostra il Principio di Indeterminazione di un certo Heisenberg. Ovviamente i quotidiani si alimentano di titoli fragorosi, ma la pennellata che Pirlo ha regalato allo stadio San Paolo con la rotazione perfetta del piede destro che ha impresso al pallone una traiettoria divina per il tap-in vincente di Caceres non può essere umiliata da un fuorigioco pressoché inesistente. Come la doppietta di Francesco Totti che segna dalla stessa posizione bruciando sul tempo la difesa biancoceleste scegliendo l'attimo fuggente con precisione chirurgica per infilare il portiere prima con un piatto al volo e poi con una semirovesciata da applausi non può venire mortificata da mezzo ginocchio in fuorigioco in occasione del suo primo gol.

Lo stesso gol di Vidal è stato un omaggio di alta scuola dedicato ai tifosi di qualsiasi fede e colore ed i tifosi partenopei, abituati ad avere nel loro DNA le giocate del Pibe de Oro, avranno gradito e, sommessamente, applaudito.

 

Roma – Lazio 2-2

 

Folla da derby come previsto e moduli speculari in campo, entrambe le romane erano schierate con il tridente. La Lazio parte con il piede giusto e surclassa la Roma già nei primi minuti. Pioli mette in campo la sua Lazio seguendo la direttiva: “Correre e rincorrere”. I suoi giocatori applicano gli schemi del mister e non lasciano nemmeno un centimetro di spazio sull'erba per le giocate dell'avversario. I biancocelesti corrono quando sono in possesso palla, e rincorrono chiudendo ogni spazio in fase di non possesso. Felipe Anderson si dimostra giocatore di un altro pianeta, e capitan Mauri calciatore di altri tempi. A 35 anni corre come un ragazzino, regala un gol, un assist ed un palo. Alla mezz'ora la supremazia territoriale della Lazio si concretizza con due gol in 5 minuti. Cucchiaio al centro di Felipe Anderson a scavalcare la difesa giallorossa e tocco al volo di Mauri per il vantaggio laziale. Dopo pochi minuti il giovane talento brasiliano aggancia un pallone al limite dell'area avversaria, si porta con calma il pallone sul sinistro, prende la mira emulando “Sniper” di Clint Eastwood e palla che si infila nell'angolo alla sinistra di De Santis. Tutto molto facile, il genio non richiede complicazioni particolari. Felipe Anderson si presenta a modo suo sul proscenio del suo primo derby con un assist pregevole ed un gol straordinario. La fine del primo tempo vede la Lazio in vantaggio di due reti. Garcia commenta il rientro in campo per la ripresa in puro stile circense: “Se in un derby rientri in campo sotto di due reti ti senti come un acrobata del circo senza rete di protezione” Ma l'Olimpico è un circo, anzi, un arena. Ed i giocatori romanisti improvvisamente si trasformano in gladiatori. Sentono il peso della storia che si consumava a pochi metri dallo stadio, e trasferiscono il Colosseo al Foro Italico. E lo Spartacus giallorosso trova il suo momento di gloria eterna. Passaggio dalla sinistra di Strootman a rientrare, piatto destro di volèe sottorete per il capitano che segna. La Lazio ha un sussulto e colpisce un palo con l'altro capitano Mauri. Garcia ha parlato di acrobazie ed ecco che Totti lo esaudisce in pieno. Cross dal vertice sinistro dell'area laziale, pallone a mezza altezza che Totti colpisce con una semirovesciata di destro al volo per il tripudio dei suoi tifosi e degli estimatori di mezzo mondo. Il derby della capitale finisce due a due in una cornice di pubblico degna delle grandi occasioni e conclusa da quattro affreschi pregevoli che mettono la firma d'autore sulla tela erbosa dell'Olimpico.

 

Napoli – Juventus 1-3

 

Se Totti scatta, la Juve scappa. Questo l'epiteto che i tifosi bianconeri hanno postato sui social a loro dedicati, per ribadire il concetto che ,comunque sia andata, la Juventus resta capolista e campione d'Inverno.

Cori da brivido e cinquantamila fiammelle accendono le luci e abbagliano gli animi per questa sfida al vertice del campionato di Serie A. Il Napoli si affida al Pipita Higuain unica punta ma supportato a dovere da Hamsik, Callejon e De Guzman. La Juve mette in campo il doppio d'attacco Tevez- Llorente. Parte bene il Napoli grazie ad un'accelerazione di Hamsik al centro, scambio stretto con Higuain che gli restituisce il pallone, deviazione di Chiellini che favorisce De Guzman il quale da ottima posizione spara alto con Buffon tra i pali già pronto a raccogliere mestamente il pallone in rete. E dopo questo regalo inaspettato la Juve passa in vantaggio. Tevez difende un pallone in piena area, si gira e scarica il sinistro che incoccia su un difensore, la palla schizza verso Pogbà che a volo di destro insacca alla sinistra di Rafael. Un gol stilisticamente pregevole nato da un rimpallo ma trasformato in un autentica prodezza dal giovane talento bianconero.

Nella ripresa Callejon smarcato da Hamsik si fa deviare il tiro a colpo sicuro, corner e preludio al pareggio. Cross di Mertens al centro dell'area, nessuno si cura di Britos arrivato dalle retrovie e con un tocco di interno sinistro gela Buffon. Nemmeno cinque minuti e la Juventus passa ancora. Punizione dalla destra di Pirlo, traiettoria con il contagiri nell'area affollata e pallone che Caceres spinge dentro per il vantaggio bianconero. Una perla di Vidal allo scadere regala l'ennesima emozione di questa partita; contropiede veloce della Juve, palla a Vidal che scarica a Morata sulla sinistra, controllo e passaggio in profondità verso il cileno che nel frattempo aveva percorso i cento metri in dieci secondi, controllo di destro e frecciata di sinistro sotto la traversa. Gol e cuore dedicato ai suoi tifosi.

Allegri gongola e Rafa Benitez esce dal campo espiando alcune scelte poco felici. L'innesto di Mertens troppo tardivo e l'utilizzo di Gabbiadini in extremis pesano sulla scelta di Rafa di inserire De Guzman dal primo minuto. Noi avremmo scelto una soluzione diversa considerato che la Juve era scesa al San Paolo abbastanza abbottonata. Con Caceres a difesa della fascia sarebbe stato più opportuno far giocare Mertens dall'inizio al posto di De Guzman oppure addirittura fatto esordire Gabbiadini da subito. Forse sarebbe stata un'altra partita, ma forse i bianconeri ammirati al San Paolo avrebbero vinto lo stesso.

 

La Juve resta prima in classifica. Vincere a Napoli non è da tutti, ma sicuramente è da Juve.

 

Stadio Città del Tricolore: Sassuolo – Udinese 1-1

Olimpico di Torino: Torino – AC Milan 1-1

San Siro: Inter- Genoa 3-1

Atleti Azzurri: Atalanta – Chievo 1-1

Sant'Elia : Cagliari-Cesena 2-1

Artemio Franchi : Fiorentina – Palermo 4-3

Olimpico di Roma: Roma – Lazio 2-2

Luigi Ferraris : Sampdoria – Empoli 1-0

M. Bentegodi: H.Verona-Parma 3-1

San Paolo : Napoli – Juventus 1-3

 

Classifica:

Juventus 43

Roma 40

Lazio 31

Napoli 30

Sampdoria 30

Fiorentina 27

Genoa 27

Milan 26

Inter 25

Palermo 25

Sassuolo 24

Udinese 23

H.Verona 21

Torino 19

Empoli 18

Chievo 18

Atalanta 17

Cagliari 15

Parma 9

Cesena 9

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