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Serie A, 28ª giornata di campionato: questione di falli e di tweet

Ferrero e la sua squadra. Foto: ANSA

Ferrero e la sua squadra. Foto: ANSA

Domenica di Serie A tra arbitraggi opinabili e chiacchiericcio sui social. Con un tweet al veleno il Napoli se la prende con l'arbitro, Avelar del Milan ricerca la verità con la tecnologia. Il sergente Garcia posta foto della fidanzata e la Roma torna a vincere. A Parma vincono solo Ventura e Donadoni

 

Ormai il campionato riserva emozioni solo per la conquista della seconda piazza destinata comunque ad un posto in Champions ed in questa giornata dai molteplici volti le poche trepidazioni avvengono proprio nelle partite valide per la lotta alla conquista della zona Europa e per il secondo posto in classifica. Il Milan vince e sposta la crisi di qualche metro con una prossimità ancora troppo visibile per poterla accantonare definitivamente. L'Inter conferma la penuria di risultati, viene sconfitta dalla Sampdoria pur migliorando progressivamente il suo gioco, la Juventus liquida il Genoa con il solito Tevez sempre più playmaker di questa squadra, il Napoli notifica sui social la furia contro l'arbitro per il pareggio ottenuto contro l'Atalanta di Reja con un tweet al veleno. La Roma torna alla vittoria in trasferta dopo una settimana di passione anticipata e la Lazio sogna il sorpasso avvenuto per soli 38' ma vince e convince. La Fiorentina pareggia contro una buona Udinese nello stadio-cantiere del “Friuli” mentre il Toro gioca a Parma in un ambiente surreale.

Milan – Cagliari 3-1

Menez salva il Milan. Con una doppietta del francese ed un rigore completamente inventato i rossoneri si congedano dalla tifoseria, tra l'altro in sciopero, con una vittoria che gli permette di emergere faticosamente dallo stato di apnea in cui era finito ed assicura a tempo determinato la panchina di Pippo Inzaghi. Una vittoria non fa certo primavera come recitano i vecchi adagi, ma fa morale, e molto. Con la curva in astinenza dal tifo per lo sciopero annunciato Inzaghi affronta il Cagliari con la sua trentunesima formazione diversa in 31 partite. Zeman mette le ali alla sua squadra e costruisce un paio di occasioni ma è il Milan ad approfittare della leggerezza strutturale dei Sardi ed al primo affondo passa in vantaggio con Menez , mano all'orecchio per ascoltare gli applausi che non arrivano. La ripresa si apre con Zeman al solito arrembante e dopo alcuni tentativi pareggia i conti e fa traballare la traversa. Ma il Milan stavolta ha il merito di non scomporsi , accusa i colpi ,reagisce e raddoppia con Mexes a volo su corner di Menez. Quest'ultimo porta a tre le reti dei rossoneri realizzando un rigore inesistente concesso da Tagliavento, tristo figuro autore di scempi passati ed ancora impassibilmente presente a fischiare per i campi di gioco di mezza Italia. Siparietto interessante di Avelar, che spunta da dietro le spalle di Abate intervistato da Sky e mostra alle telecamere il telefonino con il video del rigore “fantasma” concesso al Milan, allargando le immagini con il Pinch-to-zoom , esempio di tecnologia convertita alla ricerca della verità.

Milan vivacchia per meriti suoi ed incapacità della terna arbitrale: voto 5.

Cagliari attento e spregiudicato vicino al pareggio ma penalizzato oltre misura: voto 6.

Cesena – Roma 0-1

Rudi Garcia twitta e posta le foto della bella Francesca sua fidanzata e giornalista romana. A quanto pare il condottiero d'oltralpe aveva bisogno della sua musa ispiratrice , conduttrice anch'essa ma di trasmissioni televisive invece che di squadre di calcio. Fatto sta che la Roma torna a vincere in trasferta e scaccia, almeno per il momento, l'incubo del sorpasso laziale, incubo che si è di fatto materializzato per 38 minuti ma poi svanito al gol di De Rossi rincuorando i tifosi giallorossi. Ma oltre il gol poco di più. Il sergente Garcia doveva dare un segnale forte ed il segnale è arrivato forte e chiaro con l'inserimento dei giovani talenti del vivaio romanista che pur non facendo la differenza hanno dato una sferzata di aria fresca spazzando le nebbie addensate sulla Lupa Capitolina e vittoria per uno a zero allo stadio “Manuzzi” di Cesena dove non è certo facile vincere per nessuno. Esordio di Ucan al posto di Florenzi sulla destra e Doumbià preferito ad Iturbe al centro dell'attacco e nella ripresa esordio del giovane Pellegrini ed inserimento di Ibarbo per un anarchico Gervinho. Il gioco della AS Roma non è ancora spettacolare ma il carattere su cui costruire gli schemi di gioco si è mostrato in modo netto e deciso. Poca la cronaca da raccontare , i momenti salienti si contano davvero sulle dita di una mano. Un tiro su punizione di Adem Ljaijc che passa un metro distante dai pali del portiere romagnolo è l'unica conclusione degna di nota della ripresa.

Cesena un passettino indietro e poca grinta: voto 5.

Roma un passettino in avanti ed energia quanto basta: voto 6.

Lazio – Verona 2-0

La Lazio vola verso la zona Champions e verso il secondo posto in classifica. I due gol siglati dal nuovo astro della notte capitolina di fede biancoceleste Felipe Anderson e di Candreva piegano le volontà del Verona e fanno registrare la sesta vittoria consecutiva in campionato. Dopo un brivido iniziale, la Lazio sale in cattedra e macina gioco, le azioni si susseguono ad un ritmo fuori ordinanza per le italiche croniche del Pallone ed i numeri dimostrano l'assoluto strapotere biancoceleste ai danni dell'avversario, 12 ad 1 il conto dei corner, 23 tiri verso la porta scaligera contro appena tre docili tiri del Verona, Marchetti pressoché inutilizzato. Pioli ha trovato in Mauri l'elemento di congiunzione tra il centrocampo e l'attacco, il fulcro catalizzatore di quasi tutte le giocate della Lazio ed è proprio dal suo piede che si innescano i pericoli maggiori per la difesa veronese e forse il merito di chi compie il lavoro “sporco” celandosi nelle ombre dei fenomeni è una delle chiavi di volta del successo laziale. Una vita da mediano, nascosto dai riflettori e del bagliore delle stelle.

Lazio perfetta, suona la sesta e carica l'ambiente: voto 8

Verona cede le armi troppo presto senza quasi reagire: voto 6

Sampdoria – Inter 1-0

A Marassi la Sampdoria vince e balza al quarto posto in classifica, festeggia le 50 vittorie di Sinisa Mihailovich in panchina e regala gioie incommensurabili al presidente Ferrero che a fine partita si concede un giro di campo come invasato da cotanta esultanza. Per l'Inter addio sogni di gloria. Perso il decimo posto e scavalcato dai cugini rossoneri Mancini perde anche l'ultimo treno utile per restare aggrappato alle flebili speranze di rimanere in Europa anche per l'anno venturo. Un flop inatteso all'inizio del campionato ma drammaticamente attuale nei risultati dell'ultimo periodo. L'Inter gioca bene, costruisce , crea movimento ma il lavoro di Mancini pare svanire in fase di realizzazione. La coperta troppo corta stavolta assolve la difesa ma condanna impietosamente l'attacco, punto di forza fino ad ieri della squadra nerazzurra. Pochi significativi progressi per un progetto a lungo termine che non vedrà realizzare gli obiettivi preposti. E come conseguenza logica non vedrà nemmeno la conferma di Mancini sulla panchina nerazzurra.

Sampdoria sulle ali dell'entusiasmo: voto 7  

Inter gioca bene ma manca qualcosa: voto 6

Napoli – Atalanta 1-1

Il Napoli prima perde, poi pareggia, poi si infuria poi twitta tutta la sua rabbia per aver perso due punti preziosi nella corsa per il secondo posto. E l'ira del “Rafide” Benitez è esplosa ai microfoni della RAI, espulso dal direttore di gara perché reo di essere entrato in campo convinto che l'arbitro avesse fischiato la fine dell'incontro. La partita il Napoli la gioca sul campo, confeziona otto limpide palle-gol ma si schianta contro il muro di sufficienza creato dalla terna arbitrale che non segnala un fallo evidente di Pinilla su Henrique e permette alla Dea di passare in vantaggio. L'Atalanta è tutta qui mentre il Napoli nervoso pare non riesca a venire a capo della situazione. Ci pensa Zapata al 90' di testa su cross di Hamsik a ristabilire il risultato. La Società ha ufficializzato con un tweet il rammarico per la pessima direzione di gara e rimanda sui social la legittima esternazione.

Napoli , pareggio stretto per il gioco espresso: voto 6.

Atalanta , pareggio immeritato per il gioco espresso: voto 5.

Parma – Torino 0-2

Una partita del genere non varrebbe la pena nemmeno di essere commentata. Anzi non andrebbe nemmeno giocata. Le due squadre si affrontano al Tardini di Parma in una serata tiepida primaverile ma in un ambiente gelido e surreale. I Ducali ormai svuotati da ogni tipo di trance agonistica rendono questa partita e questo campionato privo di una effettiva valenza, la confusione generata dalla Federazione è stata dannosa e irresponsabile unita solo allo scempio compiuto dai cinque presidenti alla guida di una società verso il fallimento pilotato. La cronaca racconta di una partita giocata a ritmi da allenamento e due gol evitabili da qualsiasi squadra avesse ancora un briciolo di volontà. Ventura parla di “partita giocata in un clima irreale” e Donadoni si dice “disgustato da tutto questo”. I due allenatori nelle loro interviste a fine partita comunque si sono espressi con estrema calma ed educazione dimostrando, nel caso ci fosse bisogno, di essere dei veri Signori del Calcio. La lettera maiuscola stavolta non è stata messa a caso.

Ventura e Donadoni, per la loro signorilità ed abnegazione nel compiere il loro lavoro: voto 10

 

Altre di A:

Chievo – Palermo 1-0

Udinese – Fiorentina 2-2

Empoli – Sassuolo 3-1

Juventus – Genoa 1-0

 

Classifica della Serie A :

Juventus 67

Roma 53

Lazio 52

Sampdoria 48

Napoli 47

Fiorentina 46

Torino 39

Milan 38

Inter 37

Genoa 37*

Palermo 35

Udinese 33*

Empoli 33

Sassuolo 32

Chievo 32

Verona 32

Atalanta 26

Cagliari 21

Cesena 21

Parma 9**

*Genoa ed Udinese una partita in meno

** Parma due partite in meno

 

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