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Serie A: Aprile dolce dormire

La primavera ha l'effetto di un sonnifero per molte squadre italiane che affrontano sottotono questa decima di ritorno. Le gare si svolgono con poco ritmo, accese solo da lampi improvvisi di ottime giocate individuali

Cosa manca al campionato italiano per avere lustro e fama internazionale? Forse un clima differente ed un cambio di stagione meno improvviso. La primavera ha l'effetto di un sonnifero per molte squadre italiane che affrontano sottotono questa decima di ritorno. Le gare si svolgono con poco ritmo, accese solo da lampi improvvisi di ottime giocate individuali. Lo stesso ritmo che è mancato all'Italia in Bulgaria dove di fatto la nostra Nazionale ha giocato i primi e gli ultimi cinque minuti, troppo poco per essere competitivi nello scenario mondiale. Contro l'Inghilterra abbiamo forse giocato meglio ma il nostro avversario ha denunciato penurie tecniche forse peggiori delle nostre. Le squadre di club superstiti Fiorentina e Napoli sono attese a metà mese per la gara di andata valevole per le semifinali di Europa League rispettivamente a Kiev e Wolfsburg mentre la Juventus ormai vincitrice del campionato può permettersi di vincere con il minimo sforzo contro un buon Empoli pensando sopra ogni cosa alla gara di Torino il 14 contro l'incognita Monaco. I bianconeri inseguono il sogno dello scudetto in Aprile, evento straordinario nel campionato a 20 squadre. La AS Roma detta legge all'Olimpico vincendo la sfida più interessante della vigilia di Pasqua contro il Napoli reso modesto negli schemi dalla superficialità di Benitez che valuta solo gli obiettivi alternativi senza dare il giusto piglio alla competizione in corso snobbando oltre misura la Roma che vince meritatamente. Si annuncia un finale di campionato tutto capitolino considerando la prossimità in classifica delle due squadre romane che si contenderanno il secondo posto con il coltello tra i denti in vista del derby del 24 Maggio. L'Inter si suicida contro il Parma e pareggia una partita da vincere assolutamente ed esce tra i fischi dei tifosi. L'ira funesta del Mancio non si fa attendere costringendo la squadra ad un allenamento che sa tanto di punizione annullando tutte le licenze proprio nel giorno di Pasqua. Il Verona fa Harakiri davanti al suo pubblico, in vantaggio di tre reti si fa raggiungere dal Cesena che alla fine pareggia. La Lazio trionfa a Cagliari ed affonda Zeman , il Sassuolo batte il Chievo mentre il Milan risorge a Palermo e vince con un contropiede di Menez quasi allo scadere.

 

 

Roma – Napoli 1-0

L'evento del giorno. La AS Roma ha vinto la gara più importante di questa fase del campionato che doveva legittimare il secondo posto per inserirsi a pieno diritto nella Zona Champions. La rete di Pjanic ha gelato gli entusiasmi dei partenopei che accusano un calo di rendimento dopo le fatiche europee e garantisce alla Roma il secondo posto in solitaria staccando il Napoli di nove punti riducendone le ambizioni. Garcia recupera credibilità con le due vittorie consecutive, la prima a Cesena e questa dell'Olimpico importantissima ai fini della classifica. La Roma scende in campo con una formazione orfana del Pupone, con Florenzi , Ljajic ed Iturbe in attacco. Il Napoli risponde con il modulo ad una punta, Higuain e tre attaccanti sulla linea della trequarti avversaria, De Guzman (preferito a Gabbiadini) Mertens e Callejon. Partenza sprint dei giallorossi che dopo 18' sfiorano il gol con uno schema su punizione di De Rossi. Il gol arriva al 25': lotta a centrocampo per un pallone riconquistato dalla Roma dopo una ripartenza sbagliata dei partenopei che perdono il possesso della palla in una zona in cui perdere la sfera può risultare letale. Azione in velocità di Iturbe che serve in profondità Florenzi che raggiunta la linea di fondo porge un assist al bacio a Pjanic arretrato rispetto alla linea del pallone, colpo di piatto destro e rete del vantaggio romanista. La ripresa registra un sostanziale predominio del Napoli ma la Roma si difende con ordine senza affanni. Mertens è l'uomo che mette più in apprensione il reparto difensivo della Roma ed al 53' dopo uno slalom tra i difensori l'attaccante del Napoli calcia a botta sicura verso la porta avversaria, occorre tutta la bravura di Morgan De Santis per deviare il tiro dell'attaccante napoletano. Al 62' esce lo spento Callejon per Gabbiadini che si rende subito pericoloso: aggancia un pallone al limite dell'area e lascia partire all'improvviso una fucilata che De Santiis devia oltre la traversa compiendo un autentico miracolo. Il Napoli pare scuotersi e si rende pericoloso in un paio di occasioni ma il risultato non cambia e la Roma vince la gara giocata con poco ritmo ed accesa solo in casi sporadici. Complice la primavera oppure l'orario insolito? Garcia, innamorato e contento dice che la Roma ha sempre giocato per vincere ogni partita e che solo gli infortuni e le defezioni hanno contribuito a rendere opaca questa squadra per un lungo tratto del campionato. Rafa Benitez glissa le domande dei cronisti e parla di obiettivi diversi da quelli del campionato, mortificando così le aspettative dei numerosi tifosi che invece si aspettavano una prova diversa da quella fornita dalla squadra sconfitta all'Olimpico. Le logiche dell'allenatore si scontrano con le motivazioni di carattere territoriale dei tifosi che pretendono che il campionato venga onorato diversamente dai target prefissati da Benitez. Perdere contro la Roma assume un tono di sconfitta che brucia sulla pelle dei tifosi napoletani allo stesso modo in cui la vittoria arride ai supporters romanisti con tanti saluti all'Europa League e compagnia cantante. Forse Benitez, come altri coach stranieri non ha ancora compreso a pieno l'importanza che il campionato italiano riveste in termini di campanilismo e rivalità storiche. Di fatto la Roma esce vittoriosa e si riconcilia dal suo pubblico che stavolta però compie un gesto sgradevole mostrando uno striscione che stigmatìzza il gesto della madre di Ciro Esposito, il giovane tifoso ucciso a Roma in occasione della finale di Coppa Italia della scorso anno. Forse i sostenitori romanisti a modo loro pensavano di rendere onore ad un loro “collega” ultras, forse non riusciremo mai a cogliere fino in fondo il messaggio che traspare dalla “legge della curva”, ma restiamo convinti che coloro che se ne sono andati prematuramente, nonostante le fedi calcistiche, meriterebbero più rispetto.

Roma, ritrova gioco e continuità, voto 6 : Napoli, assente dagli schemi del tecnico che si consola con altri obiettivi, voto 5

 

 

Inter – Parma 1-1

L'Inter affida ai posteri una delle più brutte prestazioni dell'era Mancini, gioca male e pareggia contro il Parma una partita che doveva assolutamente vincere per restare appesa al treno dell'Europa ma alla fine ne è uscito un pareggio che non soddisfa nessuno ed i nerazzurri escono dal campo tra i fischi dei tifosi ormai disillusi. Il “Mancio” Furioso non la manda certo a dire e trasforma la sua delusione in ira che fa tremare le pareti dello spogliatoio nel dopopartita . “Avete giocato una partita di m…” tuona il tecnico rivolto ai suoi giocatori. Già durante la partita il nervosismo in campo era palpabile, l'Inter non era capace nemmeno di mettere in fila un paio di passaggi e Mancini prima se la prende con un tifoso e poi con Santon, “colpevole” di trovarsi fuori dal campo per farsi curare un taglio alla testa in occasione del gol del Parma. Dal labiale è chiara l'allusione ai genitali rivolta verso il difensore nerazzurro. Turno amaro per l'Inter che paga la pessima prestazione sul campo con una seduta straordinaria la Domenica di Pasqua alla ”Pinetina” con ritrovo alle 8:30 ed allenamento. Una specie di punizione per coloro che, secondo la dirigenza, “non sono degni di indossare la maglia dell'Inter”. In questo clima davvero difficile i numeri non confortano le speranze dei tifosi. Se confrontiamo le stagioni del Mancio all'Inter si nota che questa è la sua annata peggiore, con 1,22 punti a partita contro il 2,55 della stagione 2007 con il 78 % di vittorie e tre scudetti consecutivi. Meglio ha fatto anche l'innominabile Mazzarri con una media punti di 1, 50 a partita. La rivoluzione di Mancini sembrava avere dato una scossa alla squadra ma nel corso del campionato dalla zona Champions si è passati ad un anonimo decimo posto in classifica, più che una rivoluzione quindi si è trattata di un involuzione di gioco e di risultati. La cronaca fa registrare una sfortunata deviazione di un difensore del Parma su tiro di Guarin che porta in vantaggio l'Inter. Allo scadere del primo tempo il Parma agguanta il pareggio con un colpo di testa di Lila su cross di Varela che penetra la difesa di burro interista e trafigge l'estremo Handanovic.

Inter, Pasqua dietro la lavagna in ginocchio sui ceci, voto 4. Parma, gioca con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere, almeno sul campo… voto 6

 

 

Palermo – Milan 1-2

Il Milan risorge con un tempismo perfetto proprio durante la Pasqua e vince al “Barbera” di Palermo una sfida alla vigilia definita difficile ma che alla fine è risultata una gara giocata con poco ritmo e decisa da una prodezza del solito Menez. Inzaghi incassa e porta a casa i tre punti che valgono oro colato per la classifica che vede il Milan ormai a sei punti dal Napoli che accusa un serio calo di flessione ed anche per il morale che spinge il tecnico rossonero a lanciare il suo hashtag personale #iononmollo dai molteplici significati: finisco il campionato al meglio e mi tengo stretta la panchina anche per l'anno prossimo, non curandosi delle voci di mercato che vogliono Montella e Mihailovich suo futuro erede. Ormai è legittimo credere in un posto in Europa e dopo le due vittorie consecutive ora per il Diavolo è ancora più facile. Gara giocata a piccoli passi dalle due squadre con ritmo blando e manovre prevedibili, Iachini adotta il suo modulo a due punte, i gemelli rosanero si cercano ma fanno fatica a trovarsi tra le maglie rossonere e dopo un paio di occasioni di Dybala che sfiora il palo e Destro che spara alto da buona occasione è il Milan a portarsi in vantaggio con un gol abbastanza fortunoso di Cerci che arriva in ritardo su un pallone crossato dalla destra, Sorrentino in uscita non trattiene la sfera che carambola, proprio su Cerci e finisce in rete. Il pareggio del Palermo avviene su calcio di rigore battuto da Dybala al 72' che sembra chiudere la partita sul risultato di 1-1 ma quasi allo scadere dopo una azione offensiva palermitana il pallone è preda di Menez nella propria metacampo che lancia se stesso in un duello in velocità con i due difensori avversari troppo avanzati rispetto alla linea difensiva. Per il francese sfruttare questi varchi colossali è un gioco da ragazzi, si porta avanti il pallone ed in velocità insacca alle spalle di Sorrentino in uscita disperata al limite dell'area di rigore. Il Milan si affida all'estro del francese e compie passi avanti anche sotto il profilo della tenuta di gioco. Il Palermo disputa una buona gara, in alcune fasi è stato superiore ai rossoneri per possesso di palla ma non ha creato molto in fase offensiva e le azioni più pericolose nella ripresa sono state del Milan i con Pazzini ed Antonelli in cui Sorrentino ha mostrato tuta la sua agilità e bravura nello sventare il pericolo .

Palermo, buona gara giocata sempre con lucidità manca solo in fase offensiva, voto 6. Milan equilibrio e sagacia tattica capace di contenere gli avversari e di colpire in contropiede, voto 7

 

Fiorentina – Sampdoria 2-0

La Viola suona la sua sinfonia preferita e manda a casa la Sampdoria di Mihailovich con un risultato che non accetta sconti. La sfida al vertice tra le due squadre si è giocata su un campo reso infame dalla pioggia di Aprile scesa su Firenze copiosa ed invadente rendendo il terreno quasi al limite della praticabilità. Sinisa prova a dare la colpa al campo che ha impedito due interessanti ripartenze dei suoi non concretizzatesi per le numerose pozze d'acqua presenti al “Franchi” ma oltre quello nient'altro. La Fiorentina ha subito preso in mano l'iniziativa spingendo sempre più forte sul pedale mettendo alle corde i blucerchiati che resistono per un tempo e mezzo poi soccombono alle giocate della Viola. Primo tempo abbastanza incolore in cui la Fiorentina si adatta meglio degli ospiti al terreno di gioco. Nella ripresa la svolta in tre minuti: Diamanti riceve da Badelj al vertice dell'area blucerchiata, finta con il sinistro e rientra con il destro, penetra in area e con un tiro a giro beffa Viviano sul palo opposto. Dopo tre minuti lancio lungo del portiere viola Neto, spizza di testa a centrocampo Salah che innesca Gomez il quale gli restituisce la sfera, slalom speciale dell'egiziano tra i paletti blucerchiati e conclusione di destro che costringe per la seconda volta Viviano a raccogliere il pallone in fondo alla rete. Doppio vantaggio viola e vittoria meritata per la Fiorentina che sfonda il portone del quarto posto alle spalle della Lazio che ora è a soli sei punti di distacco. Stop imprevisto della Samp che si vede scavalcata dalla furia dei ragazzi di Montella ma restano comunque in corsa per un posto UEFA.

Fiorentina, devastante nelle ripartenze anche sul campo in gran parte allagato, voto 7. Sampdoria, poco reattiva subisce per buona parte della gara, voto 5

 

Verona – Cesena 3-3

L'unica gara finita “Over 3,5” in questa giornata di campionato si svolge a Verona, in cui i padroni di casa in vantaggio per tre reti a zero alla fine si fanno raggiungere dai romagnoli che pareggiano insperatamente ma meritatamente. Primo tempo di marca scaligera, l'eterno Toni al 3' porta in vantaggio i suoi con il suo solito gol “da rapina” in area di rigore; ripartenza cesenate bloccata da Halfredsson che fa viaggiare Jankovich sulla fascia, cross in mezzo e Toni appostato come un falco dietro la linea del pallone insacca il suo primo gol della giornata. Alla mezz'ora è Juanito Gomez a raddoppiare per il Verona. Il Cesena sembra rassegnato quando Toni realizza la sua doppietta personale al 62', l'ex Bayern sempre servito da Jankovich ed autore di due assist, gira a volo in area di rigore battendo per la terza volta Il portiere romagnolo Leali. Il Cesena ha il merito di non scomporsi, il buon Di Carlo sa come risollevarsi dalle difficoltà, lui che prepara le partite a contatto con la natura tra le dolci ed operose colline romagnole ha la ricetta giusta per ogni cosa. Carbonero, uno dei talenti emergenti di questa fase del campionato, riceve da Krajnc e fa partire una staffilata che toglie le ragnatele all'incrocio dei pali difesi da Benussi. E se Carbonero è una bella novità Brienza è una fantastica realtà del calcio italiano. Al 77' una sua magica punizione di sinistro all'incrocio riduce lo svantaggio del Cesena che all'81' pareggia: Il Cesena cattura un pallone a metacampo, la sfera arriva a Brienza che con un assist straordinario al volo serve in piena area Succi che di prima intenzione batte Benussi. Bella partita tra due ottime provinciali che grazie ai loro tecnici ci insegnano quanto sia bello il calcio giocato senza paure e senza classicismi inutili in cui il fattore umano conta molto di più dei target decantati da allenatori stranieri.

Verona e Cesena: Il Calcio italiano ha bisogno di queste gare in cui il ritmo è elevato ed pubblico si diverte. Nota a margine: 14 giocatori su 22 erano italiani, merce rara di questi tempi sui campi di gioco della Serie A. Voto 8

 

Altre di A

Cagliari – Lazio 1-3

Sassuolo- Chievo 1-0

Juventus- Empoli 2-0

Atalanta – Torino 1-2

Genoa – Udinese 1-1

 

Classifica della Serie A: 29 giornata

Juventus 70

Roma 56

Lazio 55

Fiorentina 49

Sampdoria 48

Napoli 47

Torino 42

Milan 41

Genoa 38*

Inter 38

Palermo 35

Sassuolo 35

Udinese 34*

Empoli 33

Verona 33

Chievo 32

Atalanta 26

Cesena 22

Cagliari 21

Parma 10**

*Genoa ed Udinese una partita in meno

** Parma due partite in meno

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