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Serie A: Inizia lo sprint finale

Dopo la conquista della TIM Cup ai danni della Lazio, la Juventus mette nel cassetto il suo secondo trofeo stagionale e si concentra sulla supersfida di Champions contro il Barcellona. Intanto alle sue spalle, in Serie A, quattro o cinque squadre si giocano l'accesso alle competizioni europee del prossimo anno

Roma, Stadio Olimpico, finale di TIM Cup tra la Lazio e la Juventus. I biancocelesti per imporsi e vincere il trofeo, i bianconeri per aggiungere un tassello importante alla costruzione utopistica del “triplete” cioè la vittoria di tutti e tre i tornei a disposizione in un anno: Scudetto, Coppa Italia e Champions League. Treble per gli attempati britannici inventori della nobile arte del Football, tripletta invece secondo il lessico nostrano, da non confondersi con la doppietta, genuina mossa a sostegno dell’ingranaggio primario del cambio della FIAT 500. Sembra facile, ma solo sette club nella storia del calcio sono riusciti a vincere il fantomatico Treable : Il Celtic nel 1967 seguito dal Ajax di Cruijff nel 1972. Bisogna attendere 16 anni per registrare un'altra vittoria del triplete da parte di un'altra squadra olandese, il PSV. Nel 1999 fu il Manchester a conquistarlo e dopo dieci anni, nel 2009, toccò al Barcellona allenato da Pep Guardiola fregiarsi dell’illustre titolo. L’anno successivo è la volta della prima ed unica italiana. Dopo una stagione memorabile l'Inter di Jose Mourinho vinse oltre al benedetto triplete anche la Supercoppa italiana e l’Intercontinentale di Club. Stessa cosa fece il Bayern nel 2013.

La Finale dell’Olimpico

I primi dieci minuti di gioco sono fuochi pirotecnici. Al 4’ calcio di punizione di Cataldi che serve un pallone in area per la testa di Radu che sale sull’ascensore ed incoccia di cabeza. Vola anche Storari ma il guantone accarezza solo la sfera che si infila nel sette. Al decimo minuto la Juve pareggia con la fotocopia del gol appena subìto. Stavolta è Pirlo che scodella un pallone al centro dell’area. Torre di Evrà che nonostante gli scarsi centimetri riesce a mettere al centro un pallone interessante che carambola tra le gambe dei difensori laziali ed alla fine giunge a Chiellini che, sembra difficile scriverlo, è il più lesto a spingerlo in rete. Il gigante della difesa, oggi capitano al posto di Buffon, si inventa goleador nell'area avversaria. In questa prima mezzora la supremazia tattica è dei biancocelesti. Marco Parolo mette a lato di poco da fuori area, imitato da Tevez che spedisce alle stelle un ottimo invito in area appena qualche minuto dopo. Nella Ripresa è Pogbà a decollare di testa per intercettare un cross dalla destra, ma la palla esce appena di un soffio sopra la traversa. Allegri si accorge della serata opaca del francese e lo sostituisce con Pereyra al 77’. Pioli adotta la sua mossa e manda in campo Djordjevic al posto dello stremato Klose. Giocatore essenzialmente diverso per caratteristiche predatorie. La mossa di Pioli invita alla contromossa bianconera, Allegri fa alzare Matri dalla panchina e lo posiziona davanti linea mediana al posto di Llorente. Cambiano gli attaccanti ma l’assetto tattico non cambia di una virgola. Al 75’ il ritmo improvvisamente si alza come la pressione atmosferica dell’Olimpico. Le giocate si sviluppano sulle fasce per avvolgere le difese ed incartarle a dovere. Matri appena entrato sigla un gol annullato dall’arbitro per un fuorigioco di un paio di metri, ma l’imbeccata di Pirlo fa parte di un repertorio di genialità che da sole bastano per ripagarsi il prezzo del biglietto. Siamo al 90’, lo spettro dei supplementari mette le ali a Felipe Anderson che si libera di un paio di avversari bruciando l’erba dietro di se, ma la conclusione arriva verso Storari stanca come il brasiliano dopo la corsa di almeno 50 metri. Il triplice fischio annuncia alle moltitudini che mancano trenta minuti ancora da giocare e da soffrire.

“Se giochiamo insieme la vinciamo” si capta dal labiale di Massimiliano Allegri che, dall’area tecnica cerca di infondere la carica ai suoi ragazzi che gli stanno in circolo in una sorta di tavola rotonda sull’erba dell’Olimpico. Il primo tempo supplementare ci riserva subito una stranezza balistica impossibile da replicare : conquista palla Djordjevic sulla trequarti e decide che calciare in porta sia la soluzione più semplice. Scarica il sinistro da una distanza di oltre 30 metri, la sfera acquista una traiettoria ad uscire verso destra, supera il disperato tuffo di Buffon ed incoccia il palo alla sinistra del capitano bianconero. Il pallone attraversa tutta la porta danzando sopra la linea guardandosi bene dall’oltrepassarla, continua la sua corsa impossibile verso destra, colpisce il palo opposto e ritorna in campo non prima di aver provocato evidenti crisi di dispnea tra i componenti la panchina biancoceleste e tra tutta la curva dei tifosi laziali. E come una vecchia legge del gioco del calcio scritta nei manuali calcistici di mezzo mondo, il gol sbagliato innesca la miccia pericolosa del gol subito. Manovra a centrocampo di Evrà, lancio lungo a cercare i delanteros bianconeri, la palla finisce a Matri che stoppa male e controlla peggio, la palla gli sfugge ma Tevez è rapidissimo, si fionda sul pallone vagante e tira deciso verso la porta di Berisha. La sfera colpisce un difensore laziale e come per incanto finisce di nuovo preda di Matri che stavolta trova l'angolo giusto e conclude con successo in rete. Cosa può inventarsi ora Pioli? Manca solo un tempo supplementare, scarsi 15 minuti per salvare una stagione intera e portarsi a casa il trofeo, ed i pensieri del tecnico laziale si materializzano come in un fumetto a tre dimensioni visibile ad ogni sguardo attento alle sfumature della fisiognomica del volto. Pensa a come potrebbe prolungare la gara fino ai calci di rigore per poi affidarsi ai Santi. Ma i suoi giocatori non lo seguono abbastanza, colpiti dalla rete come una mazzata i biancocelesti sono confusi, in rotta disordinata. Non seguono più le direttive che fino al gol di Matri sembravano inossidabili, ora la Lazio si agita come una nave a cui hanno distrutto il radar in una notte di tempesta. Pioli urla tutta la sua rabbia dalla panchina, cerca di scacciare le paure, ma la voce è sommersa dai cori dei tifosi bianconeri. Ci prova un paio di volte Candreva dalla sinistra, cerca di sfondare la linea difensiva aggirandola, ma ogni giocata viene smorzata dai centrali della Juventus. Nulla è scontato fino alla fine, nulla avviene per volontà divina. Il tecnico si sbraccia, si agita, cerca di attirare l’attenzione per tentare di acciuffare il disperato pareggio. Minuto 120. La Lazio cambia versante. Ora è il brasiliano Felipe Anderson che tenta la percussione centrale ma la fortuna pare voltargli le spalle. Siamo agli sgoccioli, l’ultima possibilità è nei piedi di Candreva ma la palla finisce in fallo laterale. La sfera viene accompagnata oltre la linea del campo dal boato del pubblico. La rimessa laterale non viene nemmeno battuta, Banti dice che ne ha abbastanza e con il triplice fischio rinvia tutti ai festeggiamenti di rito. La Juventus vince la TIM Cup con giusto merito, degna serata di una stagione straordinaria mettendoci cuore ed intensità. La Lazio ha dato tutto quello che poteva dare, è passata in vantaggio nel primo tempo poi ha avuto alcuni colpi interessanti ed in una occasione anche la Fisica si è adombrata evitandole un gol praticamente già fatto. Dopo 20 anni la Juve vince la sua decima Coppa Italia, il “double” è servito, apparecchiato sul prato dell’Olimpico di Roma. Il sogno del “triplete” è ancora in piedi e nel calcio, come già detto, nulla è scontato.

 

Serie A: 37 Giornata

23 Maggio ore 18 (New York ore 12)

Juventus – Napoli 1 (3,00) X (3,40) 2 (2,75)

Dopo la decima , che non è di sicuro un balzello, i bianconeri trepidano in vista della finale di Champions. Nel frattempo provano anche ad utilizzare gli sparring partners in campionato per affilare le armi da usare contro i blaugrana a Berlino. Non è certamente il caso del Napoli di Benitez, fresco di eliminazione in EL ma valido pretendente ad una collocazione in classifica tale da meritarsi un posto in Europa. Il secondo posto è una chimera ma ancora matematicamente possibile. Il terzo posto è sul piatto della bilancia da pesare con le vittorie. Benitez, causa assenze varie per squalifiche ed infortuni colloca al centro della difesa il pilastro Britos, nel senso letterale del termine poiché l’uruguaiano non é propriamente uno dei giocatori più veloci al mondo. Higuain torna titolare in attacco non avendo più un turnover da ossequiare. I Bianconeri passano da un entusiasmo ad un altro mentre la rosa ampia favorisce una giusta tregua ad alcuni titolari. La posta in palio a Berlino è altissima, ed Allegri dopo una leggera seduta di allenamento prevede una alternanza tra i ranghi. Si rivedono Sturaro, Padoin ed Ogbonna, De Ceglie dall’inizio al posto di Lichtsteiner squalificato. A centrocampo riposo per Pirlo coadiuvato da Pereyra che non ha sfigurato all’Olimpico. In attacco non è previsto nessun cambio, confermata la coppia d’attacco Tevez-Morata. Una curiosità: per la prima volta la squadra ospite ha una quota inferiore di quella della Juventus quando gioca in casa.

Partita che ha senso solo per il Napoli. Il Pallone vede il segno 2

 

Sabato ore 20:45 ( New York ore 2:45 pm)

Genoa – Inter 1 (2,95) X (3,60) 2 (2,75)

Mentre i Grifoni sognano l’accesso in Europa League, forse negato da una presunta irregolarità di carattere finanziario, l’Inter ha il sonno costellato da incubi. Il Genoa farà di tutto per onorare il campionato fino in fondo per poi far valere le proprie ragioni in sede UEFA, pertanto dovrà vincere entrambe le gare per piazzarsi a quota 62 e sperare in un passo falso della Viola. Ma tra le congetture ed i programmi ci sarà di mezzo l’Inter di Mancini che a sua volta spera in un miracolo. A Marassi mister Gasperini si gioca una stagione nonostante la pandemia di infortuni. Saranno assenti Borriello, Niang, Perotti, Ariaudo e Marchese . Probabile rientro forzato di Tino Costa. L’Inter è una squadra anfibia, si adatta alle alluvioni ed ai deserti. Shaqiri deludente contro la Juventus torna a sedersi in panca facendo riflettere i malpensanti sul suo effettivo valore. Rientra Hernanes dopo il turno di squalifica. Guarin azzoppato forse lascerà il posto a Kovacic dall’inizio. Finite le pulizie di primavera ormai Mancini deve dare solo risposte valide senza lente di ingrandimento per leggere tra le righe. Se le vince tutte e due raggiunge quota 58 e potrebbe non bastare. Ma la UEFA è in agguato e ci potrebbero essere degli strascichi imprevisti.

Inter costretta a vincere per non perdere, oltre ai punti e l’Europa, anche la faccia. Segno 2

 

Lunedì ore 18 ( New York ore 12)

Lazio – Roma 1 (2,55) X (3,40) 2 (3,10)

Derby d’amore e d’amicizia? Ma nemmeno per sogno. Dopo il rinvio accolto dalla Federazione di far giocare la gara al lunedì, le due squadre si affrontano per il secondo posto in classifica che assume in un contesto personalissimo e inesplicabile un triplice scopo: Piazzamento d’onore in campionato, accesso diretto in Champions e, cosa più importante, piazzarsi davanti alla odiata rivale, che significa un anno di sfottò e di purghe negli uffici, nei mercati rionali ed in ogni luogo ove ci sia almeno un laziale ed un romanista a dividersi lo scranno. Seguendo poche e semplici regole di carattere soggettivo, chi perde è destinato al pubblico ludibrio fino al prossimo derby, per poter poi sperare in una apostolica rivalsa. I Biancocelesti frastornati dalla sconfitta in finale di TIM Cup cercano di riprendersi in fretta e vincere il derby per cancellare la recente ignominia. Pioli farà a meno di Biglia, e Radu. De Vrij leggermente infortunato forse lascerà il posto a Mauricio mentre Mauri è alla mossa in attesa del segnale del mossiere per poter sperare di essere uno dei protagonisti della gara, Da valutare ancora la sua disponibilità. A Trigoria si rivede Maicon tornato ad allenarsi assieme ai compagni. Florenzi scelto al posto di Holebas, fuori Doumbià per Totti. Il capitano non può rinunciare ad una gara così importante, probabilmente l’ultimo derby della sua meravigliosa carriera.

Gara da tripla ed apertissima ad ogni risultato. Leggermente favorita la Lazio dai bookmakers. Il Pallone stravede per il segno X.

Le altre della 37 Giornata:

Domenica Ore 12:30 ( Ora di pranzo in Italia, Alba a New York)

Empoli – Sampdoria 1 (2,90) X (3,40) 2 (2,90)

Ore 15:00 ( New York ore 9 am)

Cesena – Cagliar 1 (2,65) X (3,65) 2 (2,80)

Chievo – Atalanta (2,10) X (3,60) 2 (3,75)

Palermo – Fiorentina 1 (3,55) X (3,60) 2 (2,20)

Parma – Verona 1 (4,75) X (3,60) 2 (3,75)

Udinese – Sassuolo 1 (2,10) X (3,60) 2 (3,75)

Ore 20:45 ( New York ore 2:45 pm)

Milan – Torino 1 (2,60) X (3,40) 2 (3,30)

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