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Un video per raccontare la passione per il baseball (e per il softball) di Ustica

di La Voce Sicilia NY

Il documentario lo sta producendo una società - Riccio Blu Ideazione- con una raccolta di fondi via crowdfunding. E’ la storia di una piccola isola siciliana - Ustica - e dei suoi abitanti che nel 1970 si innamorano di baseball e softball. E raccolgono successi nei tornei nazionali e internazionali

L’Isola di Ustica non è nota al mondo solo per i suoi spettacolari fondali marini e per la bellezza struggente delle sue coste. Questo angolo di Paradiso è ricco di storia e di miti. Mare, paesaggi incantevoli, leggende. La incontriamo nell’Odissea di Omero, luogo dove dimorava la maga Circe. Ovviamente è una meta turistica ambita. Ed è oggetto di interesse da parte dei naturalisti. Ma oltre a tutto questo, per trent’anni e forse più è stata anche l’isola del baseball e del softball. Mentre in tutto il Belpaese il calcio era ed è ancora lo sport più amato dagli italiani, ad Ustica si praticavano baseball e softball ad alti livelli.poster

Così è stato per il baseball fino al 2001. E così è stato per il softball femminile fino al 2005. Poi le difficoltà economiche per sostenere le numerose trasferte nel Nord Italia dei campionati nazionali ha 'inghiottito' queste due passioni sportive di Ustica. L’amore per questi sport c’è sempre tra i circa mille abitanti dell’isola. Ma non è più come ai tempi in cui in tutta l’Italia, in Europa e in tanti altri Paesi del mondo si parlava delle squadre di baseball e di softball di Ustica: con la prima che militava in A2 e la seconda in Serie A. Oggi si gioca per lo più in estate, a livello amatoriale. 

Oggi, per ricordare quegli anni e per far rivivere i fasti dell’Ustica baseball club, alcuni ragazzi stanno producendo un documentario che racconta la storia di un’avventura sportiva per certi versi straordinaria. Per completare questo lavoro hanno lanciato una raccolta di fondi attraverso il crowdfunding utilizzando la piattaforma indegogo. L’occasione per fa rivivere un sodalizio tra gli abitanti di un’isola bellissima che si staglia nel Tirreno, a poche miglia da Palermo, e uno sport arrivato ad Ustica per caso, grazie a un giornalista sportivo – Bruno Beneck – che alla fine degli anni ’60 del secolo passato si avvicina a questi luoghi per una vacanza. In quegli anni Beneck è ai vertici nazionali delle federazioni di baseball e softball.  Tra un bagno, un pesce alla griglia e un piatto di zuppa di lenticchie di Ustica (una specialità da provare, soprattutto se preparata secondo la tradizione dell’isola), Beneck conosce Vito Ailara. E quasi per scherzo gli propone di iniziare a praticare questo sport, coinvolgendo altri usticesi. Insomma, si comincia così, per caso, con il giornalista che invia agli amici di Ustica una scatola con mazze, palline e guantoni. L’amore verso questo sport, nell’isola, si diffonde in un battibaleno. Un paio di mesi dopo è già bell’e pronta una squadra. Già, una squadra che, nel 1971, partecipa a un torneo di baseball ad Agrigento: il ‘Torneo del Mandorlo in fiore’.

“Partirono per Agrigento in dodici tredici persone: i nove giocatori più un paio di riserve”, ci racconta Stefano Coco, grafico e video maker con la passione per il giornalismo, fondatore di ‘Riccio Blu Ideazione’, la società che sta producendo il video sul baseball e softball a Ustica (tale società, oltre che video, opera anche nel campo della grafica e della fotografia). “La cosa quasi incredibile – racconta sempre Stefano Coco – è che la squadra di Ustica vinse il torneo del 1971! Da allora è iniziata un’avventura che ha portato baseball e softball dell’isola ad alti livelli”. Insomma in un anno dopo l’arrivo ad Ustica delle mazze, della palle e dei guantoni spediti da Beneck, i giocatori di baseball usticesi sono diventati bravi! Nascono allora l’Ustica Baseball club e l’Ustica Softball club (nel 1985). Si praticano con successo baseball e softball. Ma anche una nuova disciplina: il seaball, una sorta di versione acquatica del baseball. Si gioca tra i fondali e gli scogli. Per la precisione, si batte da uno scoglio.

Insomma, una storia tutta da raccontare, quella tra gli usticesi e questi sport. A questo servirà il documentario. La raccolta dei fondi non è ancora stata completata (le somme si tireranno a luglio). Ma sta andando bene. Anche perché sono in tanti in Italia, ma anche in altri Paesi europei e del mondo, a conoscere questa particolare tradizione sportiva di Ustica. Questo perché al ‘Trofeo delle Isole’ (che inizialmente riguardava il baseball, ma poi è stato esteso anche al softball) non partecipavano solo gli abitanti delle isole italiane, ma anche squadre francesi, olandesi, tedesche e del Nord Africa. Potrebbero essere tanti gli innamorati di Ustica pronti a sostenere l’iniziativa legata al video. E magari, chissà, potrebbe arrivare anche qualcuno che potrebbe investire nella passione sportiva degli ustiscesi. Tutto è possibile.    

 

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